martedì 3 aprile 2012

Come ottenere finanziamenti europei per l'Italia


4/11/2010


Una scommessa da vincere


Tutti quanti sappiamo come la ricerca e l’innovazione tecnologica siano essenziali per affrontare alcune delle principali problematiche cui l’ Unione Europea è oggigiorno impegnata per convalidare un modello comunitario basato sulla crescita economica e lo sviluppo sostenibile. 
A questo proposito l'Unione Europea ha costituito uno strumento di sostegno finanziario per la Ricerca chiamato 7° programma quadro, a cui possono accedere gli Stati Membri, i Paesi Associati e, in alcuni casi, anche i Paesi Terzi, il cui fine ultimo è quello di realizzare per l’Europa un polo scientifico e tecnologico riconosciuto a livello mondiale. Per avere accesso ad un budget che supera i 50 miliardi di euro per la durata del periodo 2007-2013, gli interessati devono però essere in grado di scrivere una proposta da presentare in seguito alla pubblicazione dei bandi di gara e questo, a volte, è lo scoglio più difficile da superare. 
Spesso, i potenziali beneficiari non riescono ad individuare rapidamente e con esattezza le modalità di accesso ai finanziamenti europei e quando si parla di fondi europei che arrivano alla ricerca italiana emerge un profondo divario che sussiste tra il limitato tasso di successo registrato dall’Italia e l’alta presenza di partecipanti italiani. Dall'analisi di dati preliminari, processati dalla rappresentanza permanente italiana a Bruxelles, emerge che solo il 10% del budget europeo è stato utilizzato delle proposte presentate dall' Italia e che la percentuale di successo di proposte finanziate è pari al 25% (i dati sono relativi a 54 bandi chiusi del 7° Programma che hanno visto assegnati 5 miliardi di euro, per un totale di quasi 3000 proposte finanziate su 12000 proposte presentate). 
Si rileva inoltre che i contributi UE sono stati prevalentemente distribuiti alle Università e ai Centri di ricerca italiani piuttosto che alle imprese e che le regioni che hanno da più tempo uffici di rappresentanza a Bruxelles (Lazio, Lombardia, Piemonte dal 1996, Toscana dal 1995, Emilia Romagna dal 1994) hanno avuto un numero di progetti finanziati maggiore rispetto alle regioni che non hanno nessun tipo di corrispondenza con Bruxelles; e' quindi facilmente auspicabile che l'accesso all'informazione corretta in tempi brevi resti la conditio sine qua non per accedere ai finanziamenti europei. Sempre più urgenti sono quindi le misure atte a divulgare sul territorio nazionale le informazioni sull'accesso ai finanziamenti europei e su come ricevere supporto logistico a livello locale nella propria lingua. 

A questo proposito è importante menzionare l'esistenza sul territorio nazionale dell'agenzia per la Promozione della Ricerca Europea (APRE) e di punti di contatto nazionale (PCN), persone cioé in grado di fornire istruzioni sulla scelta delle priorità tematiche e degli strumenti, consigli sulle procedure amministrative e sui contratti, formazione e assistenza per la preparazione della proposta, distribuzione della documentazione (moduli, linee guida, manuali, ecc.) e assistenza nella ricerca dei partners. Esistono circa 42 PCN italiani, con diverse specializzazioni nei diversi programmi europei che possono essere facilmente raggiungibili sul sito Cordis, portale europeo per le attività di ricerca e sviluppo al seguente indirizzo (http://cordis.europa.eu/fp7/ncp_it.html) 
Achille e Tiziana della Ragione


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