mercoledì 20 novembre 2019

Il degrado imperversa

fig.1 - Largo Nanny Loy


Da alcuni mesi il largo antistante  (fig.1) il maestoso ingresso dell’Accademia delle Belle Arti è stato intitolato al regista Nanny Loy e contemporaneamente, complice la chiusura di una storica pizzeria, è cominciato un inarrestabile degrado, caratterizzato da scarsa illuminazione, cumuli di spazzatura ubiquitaria ed accampamenti di barboni(e fin qui siamo nella norma), ma la cosa più grave è costituita dalla presenza in costante aumento di spacciatori di droga, attivi fino alle prime luci dell’alba. 


fig.2 - Galleria Principe di Napoli

Trovandoci in zona vorrei avanzare una proposta provocante. Da decenni la limitrofa Galleria Principe di Napoli (fig.2), un tempo gloriosa, è divenuta un desolante deserto, dopo che hanno chiuso tutti gli uffici ed i negozi. Si potrebbero tenere aperti costantemente i 3 cancelli d’ingresso permettendo così a decine di barboni di passare la notte al riparo di pioggia e freddo?
Come potremo continuare a dormire beati nei nostri letti con il pensiero che tanti nostri simili, solo più sfortunati di noi, devono arrangiarsi, avendo come tetto il cielo e come giaciglio la pubblica strada.

Achille della Ragione

sabato 16 novembre 2019


IL Mattino, pag. 42 -16novembre 2019


Gentile direttore

Napoli dal cinquecento ad oggi possiede la maggior concentrazione di chiese al mondo, ben più di quelle di Roma capitale della cristianità. Purtroppo da tempo immemore un numero sempre crescente di edifici di culto è chiuso e le opere d’arte contenute sono alla mercè di ladri e vandali; un fenomeno aumentato a dismisura con il terremoto del  1980, mentre  i fondi a disposizione delle istituzioni sono praticamente inesistenti.
Un patrimonio di storia e arte che rischia di disintegrarsi. nello stesso tempo i fedeli sono diminuiti e con loro i sacerdoti, un processo irreversibile che dovrebbe indurre le autorità civili e religiose ad una riconversione dei luoghi sacri, destinandoli a diverse funzioni, sociali o redditizie, affidandole a privati.
 Caro Achille,
Il nostro Paolo Barbuto, in uno dei suoi bei reportage, di recente ha fatto il punto sulle chiese abbandonate a Napoli:
<<Nel solo centro storico, la Curia segnala la presenza di 203 edifici di culto.
Oggi di quelle 203 chiese solo 79 svolgono l'iniziale funzione e accolgono fedeli. Altre 124 sono state cancellate dall'itinerario della cristianità: 49 sono state trasformate e accolgono officine, ristoranti, negozi di scarpe o semplici autorimesse. Altre 75 sono semplicemente abbandonate, lasciate al loro destino di degrado, distruzione, abbandono>>.
La sua proposta di riconvertirle ad usi sociali e/o redditizi, avrebbe sicuramente un primo vantaggio: la salvaguardia del patrimonio architettonico e artistico, altrimenti destinato alla malora.
Ce ne sarebbe poi anche un secondo vantaggio per le casse comunali attraverso il pagamento dell'imposta sugli immobili qualora il Parlamento riuscisse mai a promulgare una legge di cui da anni si parla ma che nessuno ha mai visto la luce.
L'incasso, almeno in un primo momento, potrebbe essere anche utilizzato per i restauri.
Federico Monga 




giovedì 7 novembre 2019

Incoraggiamo il suicidio


fig.1 - Suicidio samurai


Il tema di cui tratteremo è sicuramente scabroso, ma invito i lettori a meditare sugli innegabili vantaggi economici e sociali che scaturirebbero se prendesse piede la cultura del suicidio, quando la vita non è più degna di essere apprezzata. Il Cristianesimo condanna il suicidio e lo stesso è per le altre religioni monoteiste, mentre le culture orientali sono più tolleranti, dalle vedove che dovevano morire assieme al marito nei roghi purificatori, ai samurai (fig.1), che quando il loro onore era compromesso preferivano la morte alla vita, fino all’esaltazione di una morte gloriosa che perseguivano i kamikaze, i quali si scagliavano impavidi contro le navi nemiche durante l’ultima guerra mondiale. Analogo fu il gesto dimostrativo di Jan Palach, compiuto a Praga in piazza San Venceslao col suicidio dopo l'invasione della Cecoslovacchia da parte del patto di Varsavia nell'agosto del 1968, durante la cosiddetta primavera di Praga.
Gli antichi filosofi greci consideravano il suicida un disertore dalla vita, e la legislazione ateniese ne esponeva pubblicamente la salma al vilipendio della cittadinanza, mentre del tutto antitetica è invece la posizione della filosofia stoica, che più di ogni altra difende il diritto al suicidio.
Se esaminiamo il mondo animale, regolato da leggi perfette, ideate da una mente suprema ed infallibile, potremmo citare numerosi esempi, il più famoso, quello degli elefanti, che, diventati vecchi o malati, abbandonano il branco per morire in solitudine.
La letteratura si è dichiarata da sempre favorevole al suicidio, dalle tragedie greche ai romanzi di Dostoevskij.
Il suicidio ha sempre affascinato gli scrittori e gli artisti in generale. Tra letteratura e filosofia, Dante Alighieri nella Divina Commedia colloca i suicidi all'Inferno nel cerchio dei violenti contro sé stessi (XI,40-45), dove condanna Pier della Vigna. Giustifica tuttavia Catone, uccisosi a Utica (fig.2), collocandolo nel Purgatorio in quanto autore di un gesto eroico di libertà "politica", poiché aveva rinunciato alla vita pur di non sottomettersi al regime di Giulio Cesare. Virgilio si rivolge lui, quale custode dell'accesso al monte del Purgatorio, per presentargli Dante stesso in cerca di libertà:
«Or ti piaccia gradir la sua venuta:
libertà va cercando, ch'è sì cara,
come sa chi per lei vita rifiuta.»
(Purgatorio - Canto primo, versi 70-72)
 
fig.2 - Giovanni Battista Langetti -  Suicidio di Catone
 
fig.3 - Artemisia Gentileschi- Suicidio di Cleopatra
 
 
Qualche esempio classico della trattazione del suicidio in letteratura può essere la tragica conclusione di Romeo e Giulietta (1600 circa) di William Shakespeare o  I dolori del giovane Werther di Johann Wolfgang Goethe (1774) o le Ultime lettere di Jacopo Ortis di Ugo Foscolo considerato il primo romanzo epistolare della letteratura italiana (1801), dove il protagonista si uccide, atto che è insieme una liberazione e una protesta: liberazione dal dolore e protesta contro la natura, che ha destinato l'uomo all'eterna infelicità. Nel pensiero di Vittorio Alfieri c'è una visione eroica del suicidio quale estremo atto di libertà. Il tema del suicidio ricorre spesso nelle Operette morali (per esempio nel Dialogo di Plotino e di Porfirio) di Giacomo Leopardi (1827), in cui il poeta fa una distinzione su quelli che potevano essere i motivi di suicidio per le genti del passato e quelli della sua epoca e fu argomento di ispirazione per Madame Bovary di Gustave Flaubert (1856). Capolavori della letteratura russa, quali I demoni (1871) e il racconto La mite (1876), entrambi di Fëdor Dostoevskij (1871), e Anna Karenina di Lev Tolstoj (1877), trattano il tema del suicidio.
Potremmo citare il nome di centinaia di personaggi celebri, che hanno scelto il suicidio come degno finale del loro percorso terreno; tra i tanti ricordiamo: Cleopatra (fig.3), Lucrezia, Catone, Nerone, Van Gogh, Salgari, Hemingway, Dalila, Tenco, Edoardo Agnelli e Marilyn Monroe (fig.4).
Concludiamo rendendo nota una recente sentenza della Corte Costituzionale (fig.5), che finalmente ha collocato l’Italia nel novero dei Paesi civili, dichiarando che l’assistenza a chi vuole concludere prematuramente la propria vita non è reato.
Ed allora chi è gravemente ammalato, da tutti abbandonato e senza speranze, cosa aspetta a concludere la sua inutile esistenza con un gesto coraggioso quanto nobile, che apporterà tangibili benefici alla società, Inps in primis.

Achille della Ragione

fig.4 - Marilyn Monroe
fig.5 - Consulta






domenica 3 novembre 2019

Abuso o disorganizzazione?


la Repubblica 5-11-2019



Da decenni dirigo un’associazione che organizza ogni fine settimana visite gratuite e da me guidate a chiese, mostre, palazzi storici etc. della nostra gloriosa città. Stamane (3 novembre), dopo aver consultato il sito ufficiale della pinacoteca dei Gerolamini, che indica chiaramente l’ingresso gratuito ogni prima domenica del mese ed averne avuto conferma telefonica (dopo infiniti tentativi senza risposta), ho dato appuntamento a decine di amici, accorsi gioiosi da tutta la Campania, che, sotto una pioggia battente, sono stati respinti, perché non prenotati ed in ogni caso, se fossero entrati, avrebbero dovuto pagare 5 euro per l’ingresso.
Un comportamento vergognoso che non può rimanere senza una convincente risposta da parte delle istituzioni, in assenza della quale interesserò della vicenda l’autorità giudiziaria.

Achille della Ragione


pubblicata da La Repubblica N, pag.18, 5 novembre 2019




venerdì 1 novembre 2019

Prossime visite guidate fino a Natale

Achille con le sue followers

Carissimi amici ed amici degli amici esultate, dopo lo straordinario successo delle prime 8 visite guidate,
domenica 3 novembre, approfittando dell’ingresso gratuito nei musei, visiteremo la pinacoteca dei Gerolamini e poscia alcune chiese limitrofe. Appuntamento ore 10:45 biglietteria del museo (via Duomo).
Ma l'appuntamento più interessante  sarà
sabato 9 novembre, quando, dopo la visita della chiesa di S. Teresa a Chiaia alle 10:15, sotto la guida della professoressa Elvira Brunetti (alias mia moglie) si potrà ammirare la mostra sul pittore Mirò, che si tiene al Pan (ticket 8 euro).
Sabato 16 novembre visiteremo 4 chiese nei quartieri spagnoli, partendo dalla chiesa di S. Maria di Montecalvario, appuntamento ore 10:30, limitrofa alla fermata Toledo della metropolitana.
La settimana successiva sono fuori Napoli e vi consiglio di dedicarvi alla lettura, in particolare ai capitoli della mia autobiografia digitando il link
http://achillecontedilavian.blogspot.com/p/prolegomeni-per-una-futura.html
Domenica 1° dicembre, approfittando dell’ingresso gratuito nei musei, visiteremo Castel S. Elmo e la mostra sulla pittura napoletana del Novecento, appuntamento ore 10:45 biglietteria.
Sabato 7 dicembre visita della chiesa e del chiostro di San Gregorio armeno, appuntamento ore 10:45 ingresso e vi sarà un’offerta obbligatoria di almeno 5 euro per acquistare derrate alimentari per i cento bambini assistiti dalle suore.
Seguirà una lunga sosta natalizia e riprenderemo le visite nel 2020.
Diffondete la notizia  ai 4 venti e ricordate che ogni settimana potrete sapere le visite successive andando sul mio blog
www.delleragione.eu

Achille

martedì 29 ottobre 2019

Un’opera d’arte su cui meditare

fig.1 - Opera d'arte


Un facoltoso collezionista casertano, di nome Massimo e di cognome Compagnone, di professione consolatore ed eccezionalmente guaritore di anime in pena, mi ha inviato alcune foto di una sua opera d’arte (fig.1), acquistata di recente a caro prezzo sul mercato, per avere un mio parere.
Nel frattempo noti studiosi si sono espressi magnificando con solenni parole elogiative la carica di creatività, che prorompe con veemenza dal coacervo di curve convesse e concave che caratterizza il manufatto.
Sono stati avanzati come autore i nomi di celebri artisti del Novecento, tra Cubismo e Futurismo, e sono stati rilasciati expertise di alcune pagine con accurate descrizioni di ogni dettaglio. Riporto alcune delle frasi più pompose, senza citare il nome dei critici, uno dei quali ricordo si chiama Vittorio: “Una carica di energia devastante che rimembra la geniale potenza creatrice del big bang”. “Un intreccio inestricabile di percorsi contorti alla ricerca disperata della luce e della verità”.
Dopo una breve indagine mi sono accorto che l’opera d’arte (fig.2) in questione è stata partorita, non dalla fantasia di un artista, più o meno ispirato, bensì dallo scoppio accidentale di una bomboletta spray per concimare gli ortaggi e questo giustifica il risultato: “un’opera escrementizia”.

Achille della Ragione



fig.2 - Opera escrementizia


sabato 26 ottobre 2019

Un gioiello poco noto: il Castello di Limatola

01 - Il castello di Limatola visto dall'alto


Una mia vecchia… e cara amica, Olga, mi ha regalato un libro, ricco di foto a colori, scritto da una nota studiosa, la professoressa Vega de Martini, che mi ha permesso di conoscere un gioiello poco noto: il Castello di Limatola (fig.1), un piacere che voglio condividere con i miei lettori.
Custode di una preziosa memoria storica, il Castello di Limatola, dopo decenni di oblio, rivive oggi il suo antico splendore donando prestigio e lustro ad un incantevole borgo. Il possente maniero sovrasta l’antico borgo medioevale, si trova a guardia della valle solcata dal fiume Volturno, tra il massiccio del Taburno, il monte Maggiore ed i monti Tifatini. Sorge su una collina che sovrasta il Borgo, in posizione strategica. Si erge maestoso da una morbida altura su un magnifico panorama che raccoglie la vista del Matese e del Taburno, a circa 8 Km dalla Reggia di Caserta e a 27 Km da Napoli.
Venne edificato dai Normanni sui resti di un’antica torre longobarda.  Il Castello di Limatola è sito nella parte alta del centro storico, su di una collina, in posizione strategica. Dal portone di ingresso (fig.2) ad antichi pozzi e  monumenti marmorei sono tanti i resti archeologici su cui soffermarsi e meditare.
Al 1277 risalgono gli interventi promossi da Carlo I d’Angiò, da riconoscersi negli ambienti a volte ogivali contigui alla parte più antica della struttura corrispondente al mastio di forma rettangolare.
Ai Conti Della Ratta, feudatari di Limatola dal 1420, sono ascrivibili gli interventi sulla cinta muraria più esterna e di ristrutturazione ed ampliamenti attuati in alcuni ambienti sulle scale e sulle logge, di gusto rinascimentale.
Nel secondo decennio del XVI secolo,  Francesco Gambacorta e Caterina Della Ratta effettuarono interventi sulle strutture difensive e sulla Chiesa palatina di San Nicola che conserva però l’originario portale romanico.
Durante il Rinascimento, importanti lavori di ristrutturazione lo trasformarono da dimora militare, di cui conserva ancora alcune caratteristiche come la Cinta Muraria intervallata da torri e la Scarpata fino all’altezza del cornicione, a dimora signorile.
Nei secoli vi hanno dimorato donne potenti come la Duchessa Margherita De Tucziaco, la leggiadra Contessa di Caserta Anna Gambacorta e la coltissima Contessa Aurelia D’Este.
Nella chiesa palatina del Castello di Limatola è conservato il Polittico raffigurante la Madonna in trono col Bambino, S. Giovanni Battista e S. Maria Maddalena (fig.3–4) dipinto da Francesco da Tolentino nel 1527.
Nella predella sono visibili Storie di Gesù e Maria (Natività, Resurrezione, Ascensione, Pentecoste, Morte e Assunzione della Vergine).
Realizzato su committenza della famiglia Gambacorta – Della Ratta, come dimostra lo stemma posto alla base del trono della Vergine, il polittico era originariamente destinato ad ornare l'altare maggiore della chiesa della SS. Annunziata di Limatola. Stante lo stato di degrado della chiesa, il Polittico è attualmente conservato nella chiesa palatina del Castello di Limatola. Francesco da Tolentino è un artista di cultura marchigiana attivo nei primi decenni del Cinquecento e la sua pittura è influenzata dai pittori della cerchia urbinate, dal Perugino al Pintoricchio ed anche dal veneziano Crivelli. Trasferitosi nell’Italia meridionale  al seguito di Antonio Solario, detto lo Zingaro, collaborò col maestro nella realizzazione del celebre ciclo di affreschi del Chiostro del Platano, sito nel monastero dei SS. Severino e Sossio.
Le decorazioni della Cappella, gli affreschi seicenteschi della foresteria con scene tratte dalla Gerusalemme Liberata e quelli settecenteschi del piano nobile con illusionistiche architetture, paesaggi, girali, grottesche rendono il Castello di Limatola un luogo da scoprire e raccontare. Mostriamo ora altri capolavori d’arte di varie epoche che si possono ammirare in alcune sale) (fig.5–6-7–8). Alcune sale sono decorate da affreschi prevalentemente del XVIII secolo (fig.9). In un’ ala del Castello è allestita la Mostra “Il Castello di Limatola e la Battaglia del Volturno”. L’esposizione pittorica narra degli avvenimenti del 1° Ottobre 1860, tra i più significativi dell’epopea garibaldina (fig.10).
Grazie al progetto di riqualificazione terminato nel 2010, portato avanti con grande profusione di impegno ed energie, dalla famiglia Sgueglia, attuale proprietaria dell’antica fortezza, il Castello di Limatola (fig.11), rappresenta oggi un prestigioso punto di interesse storico, artistico e culturale.
Una vacanza in Campania è l’occasione perfetta per visitare la città di Limatola. Antico centro in provincia di Benevento, conserva ancora intatti molti reperti che risalgono all’epoca sannita e romana. Tra le architetture religiose spicca la Chiesa di San Biagio, con gli stucchi settecenteschi e i due dipinti rinascimentali conservati al suo interno. Limatola è famosa anche per i suoi mercatini natalizi, che nel periodo delle feste animano e colorano l’interno delle mura del Castello, che oggi ospita un albergo e un ristorante e rappresenta uno dei luoghi preferiti per matrimoni e cerimonie. Lo scenario che si offre allo sguardo è infatti uno degli sfondi più belli per foto ricordo.
Il mercatino di Natale “Cadeaux al Castello di Limatola” (fig.12) offre una passeggiata tra oggetti e addobbi natalizi, arricchiti da articoli di artigianato locale e prodotti enogastronomici tipici del territorio. Il castello, sia all’interno che all’esterno, si arricchisce con numerosi spettacoli. Giocolieri, rievocazioni storiche e cortei in costume medievale sono alcuni degli spettacoli che accompagnano il turista nel tragitto per giungere fino a Babbo Natale che attende i bambini per ritirare le loro letterine. Tutto questo si svolge in una perfetta atmosfera natalizia, con canti e musiche legate da sempre alla festa più importante dell’anno.
Oltre alle visite guidate il castello offre la possibilità alle scolaresche di recarsi al museo con numerose proposte di attività studiate appositamente per loro, come la foresta di scudi per gli alunni delle scuole primarie oppure il blasone di famiglia e abitare in castello per gli studenti delle secondarie. Infine, percorsi specifici vengono proposti agli studenti degli istituti alberghieri e turistici, che potranno apprendere come decorare torte con glassa oppure rendersi conto delle problematiche che si svolgono dietro le quinte nella gestione del castello.
Un perfetto connubio tra passato, presente e futuro

Achille della Ragione

02 - Ingresso del castello

 
03 - Francesco da Tolentino - Polittico
04 - Sala del polittico
05 - Chiesa
06 - Affresco sul soffitto
07- Porta con dipinto
08 - Sguardo languido
09 - Sala decorata da affreschi
010 - Sala dedicata a Garibaldi
011 -Castello di Limatola di notte
012 - Mercatino di Natale