venerdì 12 agosto 2022

Emergenza climatica e tracollo planetario imminente

 



Il caldo soffocante di questi giorni, che abbiamo sofferto anche se eravamo in riva al mare, peggio ancora se eravamo rimasti in città, mentre i grandi fiumi sono in secca con danni devastanti per l'agricoltura ed i ghiacciai si stanno sciogliendo innalzando il livello del mare, che a breve inonderà le città costiere, avrebbe dovuto farci meditare sul disastro planetario che incombe a breve sul nostro futuro.

Meteorologi e futurologi ci dovrebbero ammonire che un eventuale aumento di altri sei gradi significherebbe la scomparsa sulla Terra di ogni specie vivente, ma nonostante lo scenario inquietante non vi è stato alcun impegno da parte di nessuna nazione per fermare o almeno rallentare lo stravolgimento ambientale, causa scatenante dei rialzi termici.

Ci pare, in alcuni momenti di riflessione, di ascoltare già sbigottiti il suono straziante delle trombe di Gerico, che annunciano l'Apocalisse, ma se non vogliamo la nostra estinzione, dobbiamo muoverci subito tutti.

Cosa fare? Diminuire drasticamente tutti i consumi inutili, risparmiando così materie prime e risorse idriche e attuare al più presto una rivoluzione energetica, sfruttando fonti alternative rinnovabili, ma soprattutto l’idrogeno, ubiquitario ed adoperabile immediatamente, da domani, anzi da oggi. Altri provvedimenti dovranno essere il frutto di una nuova corrente di pensiero, ancorata alla strenua ed intelligente difesa dell’ambiente. La fantasia al potere uno slogan che ritornerà prepotentemente d’attualità.

Achille della Ragione 

 

   

Il Mattino , pag.34 -17 agosto 2022

 

 

 



martedì 9 agosto 2022

Edifici abbandonati, barboni disperati



A Napoli esistono infiniti edifici pubblici di grandi dimensioni che, se restaurati, sarebbero in grado di ospitare decine di migliaia di persone.
Possiamo citare l'ex manicomio Leonardo Bianchi, sito sulla salita di Poggioreale e composto da 19 palazzoni o l'ex base Nato di Bagnoli di eguali proporzioni, oppure l'ex riformatorio di salita Pontecorvo o l'ex manicomio giudiziario di S. Efremo Nuovo, entrambi da tempo parzialmente occupati da gruppi di estrema sinistra.
Ma lo scandalo che grida vendetta e che vogliamo segnalare ai nostri lettori è costituito dal convento di S. Monica, sito all'inizio del Cavone, composto da centinaia di stanze perfettamente arredate, mentre le monache che lo abitano sono meno di dieci.
Basterebbero pochi soldi, attingendo ad appositi fondi europei e si potrebbe dare una sistemazione dignitosa a decine di migliaia di barboni o di immigrati, più o meno clandestini.
Come potremo continuare a dormire beati nei nostri letti con il pensiero che tanti nostri simili, solo più sfortunati di noi, devono arrangiarsi, avendo come tetto il cielo e come giaciglio la pubblica strada.

Achille della Ragione

 


La Repubblica N , 11 agosto 2022

  

 

Il Mattino - pag.38 - 13 agosto 2022

 

 

 

 

sabato 6 agosto 2022

Achille Lauro superstar


Gentile signora Marilicia lei oggi ha dato spazio ad un lettore che evidentemente non ha letto Achille L'auto superstar (consultabile in rete digitandone il titolo) ed ha imputato il Comandante dello scempio edilizio di Napoli, che in gran parte non è dipeso da lui, bensì ad un commissario inviato a Napoli per indire nuove elezioni, il quale doveva stare in carica tre mesi, invece vi stette per più di tre anni, permettendo ad una banda di costruttori, capitanata da Ottieri di costruire senza controllo alcuni scempi come la Muraglia cinese o il palazzone che ha deturpato piazza Mercato.
Queste falsità storiche sono state esaltate da Francesco Rosi nel suo film Le mani sulla città, nel quale i titoli di testa scorrono per 4 minuti sui giganteschi pilastri della tangenziale del Vomero, costruiti nel 1963, mentre Lauro è stato sindaco fino al 1958.

Achille della Ragione

mercoledì 3 agosto 2022

42 suicidi in 7 mesi nelle carceri

    



In poco più di 7 mesi sono già 42 i detenuti che si sono tolti la vita nelle carceri italiane. Uno ogni 5 giorni. Numeri così alti non si erano mai visti nemmeno nel periodo del grande sovraffollamento che costò all'Italia la condanna della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo.

Nelle carceri italiane ci si uccide 16 volte in più che nel mondo libero.
La fascia d'età in cui si sono registrati la maggior parte di questi atti è quella tra i 20 e i 30 anni. Persone giovanissime, quindi, con tutta la vita davanti a loro. Molti tra quelli che si sono suicidati erano poi appena entrati in carcere o prossimi all'uscita.
Se si guarda agli istituti dove nel 2022 si sono consumati più suicidi (Napoli Poggioreale, Roma Regina Coeli, Foggia, Milano San Vittore, Palermo Ucciardone, Monza, Genova Marassi e Pavia), i problemi sono sempre gli stessi: cronico sovraffollamento, elevata percentuale di detenuti stranieri, di tossicodipendenti e di detenuti affetti da patologie psichiatriche, ed una carenza di personale specializzato per farsi carico di queste criticità.
Quello che sappiamo è che abbiamo bisogno urgente di riforme, che possano far fronte alle problematicità crescenti del sistema penitenziario. Difficoltà che da tempo denunciamo senza sortire alcun risultato.

Achille della Ragione


Il Mattino, pag. 34, 8 Agosto 2022


venerdì 29 luglio 2022

Pietro Citati ci ha lasciati

 




Pietro Citati ieri, ad appena 92 anni d'età, ha concluso il suo percorso terreno ed è entrato  a pieno titolo nell'immortalità della cultura.
Autore di decine di saggi sui più importanti scrittori dell'Ottocento, tanto da meritare il Premio Strega,  si era cimentato con successo anche su temi filosofici, in particolare in due libri: L'armonia del mondo e L'elogio del pomodoro, che ho letto decine di volte, sui quali ho meditato a lungo, scopiazzando frasi scultoree e concetti superbi, che ho riportato nei miei scritti.
Egli aveva preconizzato la fine dell'Europa, il tramonto della civiltà contadina e si era battuto contro il dilagare del consumismo, che a suo parere avrebbe costituito la fine della civiltà. Nello stesso tempo aveva tessuto l'elogio del pomodoro, che consumava da ragazzo,un ortaggio all'epoca dalla superficie sfaccettato, barocca, da attirare il pennello dei più celebri specialisti di nature morte del Seicento napoletano.
Negli anni Novanta ho avuto l'altissimo onore di averlo come relatore nel salotto culturale che ogni settimana si svolge nei saloni della mia villa a Posillipo.
In seguito siamo costantemente rimasti in contatto, prima epistolare e poi via mail.
Arrivederci Pietro e non addio, presto ci rivedremo in un luogo dove il tempo non esiste e potremo dialogare di letteratura e filosofia.

Achille della Ragione


Il Mattino, pag.38, 2 agosto 2022




martedì 26 luglio 2022

Il martirio di San Gennaro nella pittura

fig.1 - Domenico Gargiulo -
Decapitazione di San Gennaro nella Solfatara
Napoli, collezione della Ragione

Quasi tutti i pittori del secolo d'oro della pittura napoletana si sono esibiti nel ritrarre la decapitazione di San Gennaro, avvenuta nel 305 d.C. nella Solfatara di Pozzuoli.
Cominciamo la nostra carrellata proponendo ai nostri lettori un vero capolavoro di Domenico Gargiulo, più noto come Micco Spadaro (fig.1) conservato nella celebre collezione del filosofo Achille della Ragione, che costituì la punta di diamante della memorabile mostra sul patrono di Napoli, che si tenne nel 1998 nella chiesa di Donnaregina Nuova, alla cui inaugurazione intervenne anche il Papa, che si complimentò col proprietario.
Proseguiamo con uno splendido Aniello Falcone (fig.2), di collezione privata, ricomparso dopo anni di oblio all'attenzione degli studiosi.
Passiamo poi ad un autografo di Carlo Coppola (fig.3), esposto al Pio Monte della Misericordia, che per anni è stato erroneamente attribuito a Niccolò De Simone e che finalmente dopo la pubblicazione del mio saggio: "Errori di attribuzioni nei musei e nelle chiese napoletane" (consultabile in rete digitandone il titolo), nell'ultimo catalogo uscito di recente è stato correttamente attribuito.
Di nuovo ci troviamo davanti ad un capolavoro, eseguito da Artemisia Gentileschi e conservato nella Cattedrale di Pozzuoli, che ritrae il santo nell'anfiteatro, mentre le belve che dovevano sbranarlo si prostrano ai suoi piedi (fig.4). 

 

fig. 2 - Aniello Falcone -
Martirio di San Gennaro nella Solfatara
Napoli, collezione privata

 

fig.3 -Carlo Coppola -
Decollazione di San Gennaro
Napoli, Pio Monte della Misericordia

fig.4 - Artemisia Gentileschi -
San Gennaro nell'anfiteatro di Pozzuoli
Pozzuoli, Cattedrale

 

fig.5 - Niccolò De Simone -
Martirio di San Gennaro nella Solfatara
Napoli, museo di San Martino


Un vero Niccolò De Simone (fig.5) lo possiamo ammirare nel museo di San Martino, mentre se vogliamo osservare il quadro (fig.6) di Domenico Antonio Vaccaro, conservato nella chiesa della Concezione a Montecalvario, dovremo attendere un tempo infinito, perché bisogna che finiscano dei lavori di ristrutturazione.
Ed eccoci di fronte al famoso dipinto di Ribera conservato nel Duomo, nella cappella dedicata al patrono, che ritrae il momento in cui San Gennaro esce illeso dalla fornace (fig.7), mentre le fiamme avvolgono i presenti, compreso un fanciullo che urla disperato, che costituì la copertina del catalogo della memorabile mostra sul Seicento napoletano.
Vi è poi un dipinto più modesto (fig.8) di Nicola Malinconico, l'allievo prediletto di Luca Giordano, transitato di recente sul mercato antiquariale.
Passiamo ora a Paolo Finoglio e per vedere il suo quadro (fig.9) dobbiamo recarci a Conversano nella chiesa dedicata ai SS. Cosma e Damiano, mentre per contemplare l'opera di Giacomo Del Po (fig.10), basta recarsi nel museo Duca di Martina. 

 

fig.6 - Domenico Antonio Vaccaro -
Martirio di San Gennaro
Napoli, chiesa della Concezione a Montecalvario

 

fig.7 - Jusepe de Ribera -
San Gennaro esce illeso dalla fornace
Napoli, Duomo, cappella del tesoro di  San Gennaro

 

fig. 8 - Nicola Malinconico -
Martirio di San Gennaro
Napoli, mercato antiquariale

 

fig.9 -  Paolo Finoglio -
Martirio di San Gennaro
Conversano, chiesa dei SS. Cosma e Damiano


fig.10 - Giacomo Del Po -
Decapitazione di San Gennaro
Napoli, museo duca di Martina


Continuiamo la nostra carrellata con di nuovo la scena di San Gennaro che esce illeso dalla fornace (fig.11), conservata nella Quadreria dei Gerolamini ed eseguita da  Onofrio De  Lione, fratello del più famoso Andrea, più noto come decoratore.
Poi è in azione un gigante un tal Domenichino, che ci lascia il suo capolavoro (fig.12) nella Cappella del tesoro di San Gennaro.
Più modesto il quadro (fig.13) di Scipione Compagno, conservato a Nantes al museè des Beaux arts.
L'opera eseguita da Mattia Preti (fig.14), pure per ammirarla bisogna recarsi all'estero a Madrid e lo stesso vale per lo sconosciuto quanto bravo Girolamo Pesce, il cui dipinto (fig.15) si trova in Ungheria.
Repetita iuvant, per cui vogliamo concludere con un nuovo dipinto (fig.16) di Carlo Coppola, transitato di recente ad un'asta, un autore a me caro, non solo perché gli ho dedicato una monografia, ma soprattutto perché ho identificato i caratteri patognomonici che permettono di identificarlo, correggendo gli errori dei grandi esperti di pittura napoletana.


Achille della Ragione 

 

fig.11 - Onofrio De Lione -
San Gennaro esce illeso dalla fornace
Napoli, Quadreria dei Gerolamini

 

fig.12 - Domenichino - Decapitazione di San Gennaro
- olio su rame - Napoli, Duomo, Cappella del tesoro

 

fig.13 - Scipione Compagno - martirio di San Gennaro -
Nantes,  museè des Beaux Arts

 

fig.14 - Mattia Preti - Decapitazione di San Gennaro -
Madrid, museo Tyssen- Bornemisza

 

fig.15 - Girolamo Pesce - Decapitazione di San Gennaro -
Ungheria, Libreria del vescovado di Vac


fig.16 - Carlo Coppola - Martirio di San Gennaro -
Italia, mercato antiquariale


lunedì 25 luglio 2022

Voli aerei annullati a raffica, vergogna!!!

   



Ogni giorno centinaia di voli vengono annullati senza preavviso mettendo in seria difficoltà decine di migliaia di viaggiatori.
A farne le spese anche mia moglie che, a Venezia, dopo due ore di fila e con la carta di imbarco già pronta, arrivata allo sportello ha saputo che il suo volo era stato annullato, per cui in taxi ha dovuto raggiungere la stazione, prendere il Freccia Rossa e dopo 6 ore giungere a Napoli.
Stessa sorte a New York per mia figlia Tiziana, alla quale è stato segnalato in aereo porto un ritardo del suo volo per Tel Aviv, dove abita, di 5 ore. "Andate a fare una passeggiata". Cosa che ha fatto pur dovendo badare a tre bambini. Ritornata per partire gli sono stati segnalate altre 4 ore di ritardo, per cui la passeggiata è forzatamente continuata.
Queste disavventure avvengono ogni giorno, per cui partire in aereo è divenuto un terno al lotto. Vergogna!!!

Achille della Ragione 

 

Il Mattino, pag.34, 28 luglio 2022