giovedì 22 settembre 2022

art a part of cult(ure), remove background noise

 



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Associazione Culturale
art a part of cult(ure) remove background noise

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L’Associazione Culturale art a part of cult(ure), remove background noise è una struttura senza fini di lucro che opera nel settore delle arti visive e della cultura.

Si propone attraverso gli ArtapartEvents:

    L’ampliamento della conoscenza e dell’approfondimento culturale
    Lo sviluppo di una divulgazione di qualità
    L’attivazione di spazi e luoghi d’incontro e di confronto pregevoli
    La creazione di un intrattenimento piacevole e di alto profilo
    La formazione di una fruizione fidelizzata
    La realizzazione di una Rete di eccellenze tra soci, collaboratori e partners
    La messa in atto di nuove sinergie

Con questa mission, è intesa all’organizzazione di eventi e iniziative con il contributo di associati e cooperatori e del loro apporto per il raggiungimento dello scopo comune e con la peculiarità di concretizzare una vera alleanza tra eccellenze.

domenica 18 settembre 2022

Il degrado di Posillipo


Il Mattino, pag.42, 18 settembre 2022


Dall’epoca imperiale Posillipo è stata luogo di delizie ed ozio con ville spettacolari lungo la costa, da quella del divino Augusto a tante altre di rango. La tradizione è continuata durante il periodo aragonese e vicereale, per accentuarsi dopo l’apertura nel 1812 di via Posillipo e negli anni Trenta del secolo scorso di via Petrarca, via Orazio e via Manzoni, dove ambivano dimorare professionisti ed imprenditori. Al fianco di questi insigni personaggi coabitavano pacificamente pescatori e contadini.

Negli ultimi decenni un degrado inarrestabile ha caratterizzato la frequentazione del quartiere con epicentro del fenomeno nel parco virgiliano. Cominciando la discesa dall’incrocio con via Petrarca è un vero bollettino di guerra: strada sconnessa con radici di alberi a vista, un barbone che ha preso stabile possesso della vecchia stazione della funivia. Nel frattempo da Coroglio la più celebre discoteca cittadina spara a palla ritmi snervanti fino all’alba, nonostante confini con il commissariato Bagnoli.

La zona da tempo è frequentata da giovani agghindati da far invidia ai selvaggi, in un tripudio di piercing e tatuaggi.

Persa la memoria storica il luogo è noto per il “mercatino dei vip”, come suole essere denominato il disordinato assembramento di bancarelle che ogni giovedì mattina prende possesso dei vialoni di accesso del Parco delle Rimembranze.

In questo allegro bazar di sapore medio orientale, allietato dalle stridule voci dei venditori, che rimembrano le antiche voci degli ambulanti partenopei, si vende di tutto ad eccezione degli alimentari, con la presunzione di inseguire le griffe alla moda imitate in maniera prodigiosa e spacciate per vere.

Il mercatino è frequentato da una folla allegra e ciarliera nella quale si distinguono le signore e signorine bene della città alla ricerca spasmodica del capo di moda firmato, poco conta se apocrifo, perpetuando con l’aiuto del falso l’antica abitudine di vestire all’ultimo grido.

Sono naturalmente finte signore dalle labbra rifatte e dalle movenze sguaiate, inconsapevoli protagoniste di un doloroso quanto irrefrenabile epicedio: il malinconico tramonto di una classe borghese, che per secoli ha comandato ed oggi è sostituita da una casta prepotente e camorristica, volgare e sfacciata.

sabato 17 settembre 2022

Un pino secolare distrutto dal vento

 
 



Fra poco avrebbe compiuto cento anni, ma una folata di vento impetuoso ha troncato la sua esistenza ed ora giace triste e maestoso davanti alla villa di Achille della Ragione, a ricordarci che tutti gli esseri viventi muoiono, anche gli alberi.
Era stato piantato da un cavaliere senza macchia e senza paura, non certo Berlusconi, naturalmente Mussolini, in occasione della creazione del Parco delle rimembranze. Godeva ottima salute, ma, un colpo di vento, lo ha ucciso. Amen, pregate per lui.

 Achille della Ragione




venerdì 2 settembre 2022

Visita mostra Battistello Caracciolo

  


Amici ed amici degli amici esultate sabato 10 settembre riprendono le visite guidate dal massimo esperto di pittura napoletana: Achille della Ragione e si comincerà con la mostra su Battistello Caracciolo che si tiene nella sala Causa del museo di Capodimonte con appuntamento nel cortile adiacente la biglietteria alle ore 10:45, (ticket 12 euro) dove si terrà l'introduzione alla esposizione e si potrà acquistare l'ultimo libro del celebre filosofo: "100 lettere su cui meditare".
Chi vuole, dopo la mostra, potrà visitare le sale del museo con lo stesso biglietto.
Per farvi arrivare preparati vi propongo un mio articolo pubblicato tempo fa sulla rivista Napoli nobilissima.

 



Battistello Caracciolo 

il primo seguace napoletano di Caravaggio



A Battistello Caracciolo spetta sembra ombra di dubbio il titolo di primo interprete del caravaggismo a Napoli. In tempi di modelli svestiti e di lumi alzati, egli fu l’artefice ed il massimo corifeo, dopo un decennio di pratica in ambito manieristico, in stretto contatto e collaborazione con Belisario Corenzio, dell’introduzione di un nuovo linguaggio figurativo, basato sull’essenzialità del racconto, sulla drammaticità della scena fissata da squarci di luce abbagliante, sulla messa a fuoco dei personaggi, pur conservando una certa cura nella definizione dei contorni.


La sua Immacolata Concezione, affollato telone di inquietante vitalità, nella chiesa di Santa Maria della Stella, documentata al 1607, ci mostra un pittore già maturo nel trattamento della luce e nella resa del dato naturale, pochi mesi dopo la sfolgorante apparizione delle Sette opere di Misericordia del Caravaggio nella chiesa del Pio Monte, segno evidente che Battistello aveva già attinto a Roma in precedenza la lezione del luminismo, che continuerà ad esprimere in altri dipinti di altissima qualità quali il Battesimo di Cristo dei Gerolamini, la serie degli Ecce Homo e la Crocefissione del museo civico di Castelnuovo.



Dopo un soggiorno di studio a Roma, nel 1615, data del suo ritorno a Napoli, ecco che Battistello nella Liberazione di San Pietro dal carcere ottiene raffinati effetti di luce di un chiarore limpidissimo associati ad un rigoroso trattamento degli aspetti cromatici. Seguono altre opere importanti come la Trinitas terrestris della Pietà dei Turchini, documentata al 1617 e poi, dopo il soggiorno fiorentino, con la Lavanda dei piedi, la grande tela che il Caracciolo nel 1622 dipinge per il coro della chiesa della certosa di San Martino, termina la fase luministica ed inizia il processo di involuzione, vera marcia a ritroso verso le sue origini manieristiche quasi neo corenziane. L’audace sperimentatore volge la bussola verso nuove soluzioni formali, pur senza tradire del tutto la lezione caravaggesca; comincerà la definizioni di ampie composizioni a carattere monumentale, con una grande cura della definizione spaziale ed una luce bronzea dominerà la tavolozza di tutta la sua ultima produzione. Il Battistello riuscì così a dimostrare quali effetti di pacata commozione si potessero trarre da una luce che contrastasse con l’ombra sul filo di una linea sinuosa e melodica.



Appartengono a questi anni la Sacra famiglia e San Giovannino, conservato nel Liechtenstein, il San Sebastiano del Fogg art Museum di Harvard, il bozzetto di Sant’Ignazio in gloria del Correale di Sorrento e la Gloria di San Gennaro tra i santi patroni di Napoli della chiesa della certosa di San Martino.
A differenza del Caravaggio il Caracciolo si dedicò all’affresco, ove le sue pregevoli doti di disegnatore rifulgono nella resa volumetrica e nella calibratura delle composizioni.






Un lungo processo sostanzialmente uniforme nella qualità, sempre molto alta, da San Martino a Santa Maria la Nova, da Santa Teresa agli studi a San Diego all’Ospedaletto, ove si dedica anche alla pittura di paesaggio, dal palazzo Reale all’Oratorio dei Nobili al Gesù Nuovo, ove lavorerà con il Lanfranco poco prima della sua morte. 




Foto di Dante Caporali

giovedì 1 settembre 2022

100 LETTERE su cui meditare

 



PREFAZIONE

Questo libro, contenente un centinaio di lettere al direttore pubblicate dai principali giornali italiani ripercorre un solco già tracciato nel tempo, partendo dal 2003, con l'uscita del volume "Le ragione di della Ragione", a cui ha fatto seguito nel 2015, "Lettere al direttore un genere letterario" e nel 2019 "Le ragioni di Achille della Ragione".
Questa mania di scrivere ai giornali è stata  contratta dall'autore in età pediatrica, quando nel 1960, all'età di 13 anni, uscì la sua prima missiva sul mensile Quattrosoldi. In seguito ne sono state pubblicate altre 2000.
Vogliamo porre all'attenzione di chi legge tre lettere: "Incoraggiamo il suicidio", "Attenti alle religioni" e "Sempre meno figli fine di una civiltà", che sono state insignite del Premio Montanelli da una giuria composta dai direttori dei più importanti quotidiani del Paese, a parte 3000 euro, che sono state devolute in beneficenza a Madre Teresa di Calcutta.
Non vi resta che meditare ed appuntamento al prossimo libro.

Achille della Ragione


Napoli, settembre 2022

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in 3^ di copertina: Achille partecipa a Rischiatutto

INDICE

  • Nonni, mestiere magnifico che surclassa i tablet
  • Il parco Virgiliano ieri, oggi e domani
  • Un Calvario peggiore della via Cruci
  • Il trattato di Schengen ignorato alle frontiere
  • Il degrado imperversa                                                                       
  • Chiese napoletane abbandonate
  • Incoraggiamo il suicidio                                             
  • Abuso o disorganizzazione?
  • Impariamo dai pinguini e soprattutto salviamoli
  • La lenta agonia del circolo Posillipo   
  • Schiavi e disorientati dalle fake news
  • La festa più lunga
  • Natale e della Befana.
  • A cosa serva (davvero) la detenzione 
  • Un tesoro negato alla fruizione   
  • Eureka la malasanità dilaga   
  • Attenti alle religioni
  • Quei fantasmi a Piazza Mercato
  • Le origini del mondo e i nostri pensieri
  • La verità sul Coronavirus
  • Svuotare le carceri necesse est
  • Divieto di uscire da casa, anche per i barboni?
  • Approfittiamo dei posti letto inutilizzati del Policlinico
  • Vietato anche morire dignitosamente     
  • I miei dubbi sul sangue sciolto
  • Il sogno proibito di una recensione
  • Parliamo ora della recensione
  • Basta suicidi nelle carceri
  • L'epidemia di suicidi nelle carceri si virulenta sempre più.
  • Le strade di Napoli ignorano i Borbone   
  • Condizioni disastrose nelle carceri
  • L'amaro destino che provo in vecchiaia
  • Chiudere i musei è un sacrilegio
  • Dagli uffici postali: S.O.S siamo in agonia  
  • Apriamo i luoghi chiusi    
  • La cultura è in cassa integrazione    
  • Senatori vergognatevi
  • Quando riaprirà l’acquario della Villa comunale 
  • Pietà per i bambini
  • Tel Aviv era la città più felice del mondo
  • Chiude per sempre il complesso dei Damiani,
  • Un patrimonio male amministrato              
  • Un sogno ambizioso: Napoli capitale del Mediterraneo
  • Storie incredibili di matta bestialità
  • L'albergo dei poveri deve rimanere dei poveri
  • Eduardo aveva ragione: fuitevenne
  • Progresso, non si può misurarlo con i consumi             
  • Compleanno: 25 anni per " Un posto al sole"      
  • Riscopriamo insieme il valore del presepe     
  • Villa Roomer a Barra
  • Castel Capuano è negato ai visitatori  
  • Cosa (non) consente il possesso dei soldi
  • Vent’anni di lettere a L’Espresso
  • Una vicenda spiacevole  
  • Come risolvere il drammatico problema delle baby gang
  • Un parcheggio per il museo di Capodimonte  
  • Una notizia imbarazzante
  • Eutanasia, un dibattito che non si può ignorare
  • Una telecamera per spiegare il prodigio di San Gennaro
  • Un pericolo per i naviganti
  • Piazza Salvatore Di Giacomo sfida Forcella
  • Pietro Citati ci ha lasciati   
  • Voli aerei annullati a raffica, vergogna!!!
  • Un romanzo ispirato ad “UN POSTO AL SOLE” 
  • Il turismo salva Napoli
  • Emergenza climatica e tracollo planetario imminente
  • Edifici abbandonati, barboni disperati
  • Achille Lauro superstar
  • 42 suicidi in 7 mesi nelle carceri  
  • L’eterna lotta tra il bene e il male
  • Perdoniamo, anzi elogiamo Corrado Augias   
  • Due solleciti ma aspetto ancora la chiamata
  • Maradona, per lui il San Paolo

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in 4^ di copertina Lettera pubblicata sull'Espresso (del 29 maggio 2022)

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100 Lettere Al Direttore by kurosp on Scribd

 

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sabato 27 agosto 2022

Una storia che sembra una favola

 

Vorrei raccontare  ai lettori una storia che sembra una favola, di due sconosciuti: Mustafà ed Amina, genitori di un ragazzo africano che ho conosciuto a Rebibbia.

Durante un viaggio della speranza e della disperazione dalle coste libiche a Lampedusa, su un gommone per venti passeggeri che ne conteneva quaranta, dopo due giorni di navigazione, il mare s’increspò minaccioso con onde di tre metri. Gli schiavisti decisero che bisognava diminuire il peso, gettando a mare un po’ di zavorra umana. Il primo ad essere prescelto fu Mustafà, che pesava 110 chili ed altri cinque sventurati. Amina decise di voler morire con il marito: affidò il suo bambino ad una donna, salvando in tal modo uno dei prescelti e scomparvero abbracciati tra i flutti, sotto gli occhi impietriti del figlioletto di 8 anni. Un episodio d’amore supremo che non sfigura al confronto delle storie di personaggi resi immortali dalla penna degli scrittori.

Achille della Ragione

 

 

 

Il Mattino pag.38 - 8 settembre 2022

 



domenica 21 agosto 2022

Il turismo salva Napoli



Dopo la chiusura di tutte le industrie, grandi o piccole che fossero e dopo il fallimento delle attività artigianali, per la spietata concorrenza cinese, l'economia di Napoli sembrava destinata a soccombere, ma per fortuna, grazie alla sua bellezza paesaggistica ed artistica, da alcuni anni ha cominciato ad attrarre folle debordanti di turisti, accorsi dall'Italia e dall'estero ed incuranti delle deficienze nei trasporti o dal gran numero di chiese chiuse, i quali hanno portato entusiasmo, ma soprattutto ricchezza.
Quasi tutte le famiglie, più o meno abusivamente, hanno aperto dei bed & breakfast, mentre ristoranti e pizzerie sono sempre affollati.
A portare sollievo vi è poi la più alta concentrazione d'Italia, che usufruisce del reddito di cittadinanza, pur svolgendo al nero attività lavorativa.
Speriamo che il turismo aumenti sempre più a premiare una città dalla storia gloriosa, ma soprattutto a riempire le tasche dei suoi abitanti

Achille della Ragione 

 

Il Mattino pag.42 - 30 agosto 2022