venerdì 29 novembre 2013

CANTANTE E CHITARRISTA ANCORA SULLA BRECCIA

Fausto Cigliano


Fausto Cigliano nato a Napoli nel 1937, cantante e chitarrista è stato popolare oltre 60 anni fa. Figlio di un comandante dei Vigili Urbani,vince il Festival di Napoli nel 1959 con Sarrà chi sa?, cantata assieme a Teddy Reno.
Negli anni Cinquanta partecipa ai film Classe di ferro (Turi Vasile), Guardia, ladro e cameriera (Steno), Ragazzi della marina (De Robertis), Cerasella.
Nel 1957 partecipa al Festival di Napoli, facendo il riepilogo delle canzoni che erano state cantate durante la gara, insieme agli altri chitarristi Armando Romeo, Ugo Calise, Amedeo Pariante e Sergio Centi.
Partecipa alle edizioni del Festival di Sanremo dal 1959 al 1962, e si ripresenta nel 1964 interpretando il brano E se domani, che diverrà un grosso successo nella versione di Mina. Nel 1967 conduce alla TV dei Ragazzi il programma Chitarra Club.
È autore di canzoni quali Ossessione ‘70, Napule mia, Nella mia città, Ventata nova, Scena muta.
Nel 1992 compone la colonna sonora dello sceneggiato in 60 puntate Camilla.
Ha partecipato, eseguendo musiche proprie per sola chitarra, al film Identificazione di una donna di Michelangelo Antonioni.
Nel 1999 pubblica il CD Teatro nella canzone napoletana, edito dalla Polosud, che raccoglie 13 canzoni di notissimi artisti teatrali, (da Totò a Pupella Maggio, da Eduardo e Peppino De Filippo ad Angela Pagano, da Raffaele Viviani a Nino Taranto), interpretate dallo stesso Cigliano, accompagnato alla chitarra dal Maestro Mario Gangi.
Nel 2002 incide ...e adesso slow!, in cui reinterpreta a modo suo, traducendoli in napoletano, alcuni classici americani degli anni ‘40 e ‘50 resi famosi, all’epoca, da Nat King Cole ed accompagnato da arrangiamenti per grande orchestra scritti dal Maestro Rino Alfieri.
Nel marzo del 2004 incide L’oro di Napoli, raccolta di classici napoletani con qualche omaggio ad autori contemporanei, quali Sergio Bruni (Carmela) e Claudio Mattone ('A città 'e Pulecenella). Nello stesso anno riceve a San Salvatore Telesino (BN) il Premio Nazionale Anselmo Mattei, una manifestazione di arte, cultura e spettacolo che si svolge ogni anno nella cittadina sannita. Nel 2008 riceve il Premio Mia Martini “Alla Carriera” a Bagnara Calabra, paese natale dell’indimenticabile artista scomparsa.
Partecipa nel 2010 al film sulla canzone Napoletana, diretto da John Turturro, Passione (film 2010).
Ma la passione per la musica era nata qualche anno prima, quando Fausto, che apparteneva a una numerosa famiglia, ebbe regalata una chitarra da un suo compagno di scuola. Ed è proprio la chitarra ad essere la costante del suo rapporto col mondo della musica “leggera” italiana. Esaurita la stagione dei Festival (Sanremo 1961, 1964 con la canzone “E se domani”) Cigliano riprende a studiare lo strumento sotto la guida del Maestro Mario Gangi e, nel 1976, si diploma al Conservatorio di Santa Cecilia in Roma. Il contatto con le discipline musicali risveglia nell’artista il gusto per la ricerca che è inevitabilmente orientata verso le tradizioni musicali della sua città, Napoli. Conseguenza di queste speciali attenzioni sono le incisioni realizzate in concerto con Mario Gangi (Napoli Concerto) e il repertorio dei concerti tenuti in Italia e nel mondo che copre l’intera evoluzione del “fenomeno” canzone napoletana.
Negli anni ‘50 partecipa ai film: “Classe di ferro” (Turi Vasile), “Guardia, ladro e cameriera” (Steno) “Ragazzi della marina” (De Robertis) “Cerasella”.
Cogliano è autore delle canzoni “Ossessione ‘70”, “Napule mia”, “Nella mia città”, “Ventata nova”, “Scena muta”, “E t’aggia perdere”, “Pucundria ed altre”.
Nell’Antologia della canzone napoletana (De Agostini) è uscita la ristampa (CD e cassette) di “Tempo d’ammore”, poesia e canzoni con A. Mille, e una monografia comprendente brani registrati in varie epoche. Ha partecipato, eseguendo musiche proprie per chitarra sola, al film di Michelangelo Antonioni “Identificazione di una donna”.
Nel 1999 è stato pubblicato il CD “Teatro nella canzone napoletana” edito dalla Polosud Records che raccoglie tredici canzoni di indimenticabili artisti teatrali (da Totò a Pupella Maggio, da Eduardo e Peppino De Filippo a Angela Pagani, da Raffaele Viviani a Nino Taranto) interpretate dallo stesso Cigliano, accompagnato alla chitarra dal Maestro Mario Gangi. Nel 2002 esce sempre per la Polosud “...e adesso slow!” dove Fausto traduce in napoletano e reinterpreta a suo modo, alcuni classici americani degli anni ‘40 e ‘50, resi famosi, all’epoca, del grande Nat King Cole. Nel marzo del 2004, viene pubblicato “L’oro di Napoli”, una raccolta di classici napoletani con qualche omaggio ad autori contemporanei, quali: S.Bruni (“Carmela”) e Claudio Mattone (“ ’A città ‘e Pulecenella”). Il disco è interamente suonato voce e chitarra da Fausto ed è arricchito, in alcuni brani, dagli archi di Rino Alfieri e dal background vocal di Gabriella Pascale.
Ha partecipato ad alcuni film:
Guardia, ladro e cameriera, regia di Steno (1956)
Classe di ferro, regia di Turi Vasile (1957)
Ragazzi della Marina, regia di Francesco De Robertis (1958)
La duchessa di Santa Lucia, regia di Roberto Bianchi Montero (1959)
Cerasella, regia di Raffaello Matarazzo (1959)
Destinazione Sanremo, regia di Domenico Paolella (1959)
Ha inciso numerosi dischi:
1957: Souvenir d’Italy/Guaglione 
1958: Il poeta guappo/Tira a campà 
1958: Nun scengo/ Dduje paravise
1958: Hasta la vista Señora/Tres jolie 
1959: Nun e’ peccato, beguine / Nun me parlate ‘e chella 
1959: Ma baciami/Ne stelle ne mare 
1959: Sempre con te/Conoscerti 
1959: Sarrà chi sà/Scurdammoce ‘o cose d’o munno 
1959: Scurdammoce ‘e ccose d’o munno/Vurria tene’ dduie core 
1959: Cerasella/Vieneme ‘nzuonno 
1959: Che me diciste a ‘ffa/Il più bel sorriso 
1959: Tu, si’ tu/L’ammore fa parla napulitano 
1959: Buon Natale a te/Rose 
1960: Splende il sole/A come amore 
1960: Ich liebe dich (Ammore mio)/La donna che vale 
1960: Be mine signorina/Goodbye Maria 
1960: Due sigarette/Luna nuova 
1960: Les feuilles mortes 
1960: Be mine signorina/Ascoltando le stelle 
1960: Chi si’?... chi so’?... /‘O lampione 
1960: Nun ‘o giura’/Tira ‘a rezza, che vene! 
1961: Lei/Mare di dicembre 
1961: Tiempo d’ammore/Ogni volta 
1961: ‘Nnammuratella / Nuttata ‘e manduline 
1961: Distanze 
1961: Duorme/Uh, che cielo! 
1964: E se domani.../Il cuore a San Francisco 
1964: L’ultima luna/Aperitivo a Margellina 
1967: Suona, suona, suona/Quanto mi manchi stasera 
1967: Gerusalemme, Gerusalemme/L’ultimo valzer 
1968: L’ultimo addio/Il tuo nome 
1969: Nuddu (Fausto Cigliano)/Nuddu (Ennio Morricone) 
1969: Come un’asola e un bottone/Immagini 
1969: Ave Maria di Gounod (versione in italiano)/Ave Maria di Gounod (versione in latino)
1979: Strada ‘nfosa/Scena muta 
1981: Ventata nova/Krol 
1986: Ma ch’aggia fa/Pucundria 
Ma Cigliano non si è fermato e con le melodie classiche canta la Napoli di oggi in un album con Gabriella Pascale, con brani di Gragnaniello e Almanegretta, tra Bovio e Di Capua.
Nel pubblicare «L’oro di Napoli vol.2», qualche anno fa Fausto Cigliano aveva manifestato l’intenzione di intitolare un prossimo disco «Silenzio cantatore», «innamorato del capolavoro di Bovio e Lama, la canzone più bella del mondo, come del senso di quelle due parole messe insieme», spiega lui, che però non pensava davvero all’album che abbiamo tra le mani. «Silenzio cantatore», appena pubblicato dalla Polosud, etichetta indipendente che da anni lavora con l’ultimo grande cantante-chitarrista napoletano, è un lavoro sorprendente e coraggioso in cui, vicino a «I’ te vurria vasà» e «Passione» spuntano brani ben meno classici e recenti.
«Con il mio discografico Ninni Pascale ci abbiamo lavorato oltre un anno, verificando dal vivo l’effetto», spiega il settantaseienne chansonnier, che come il Murolo che promosse sul campo alcuni brani di Dalla, De André, Daniele e Gragnaniello come «moderni classici napoletani», mette le mani al canzoniere contemporaneo dall’alto della sua esperienza: «Questi pezzi non hanno nulla a vedere con quelli di Di Giacomo e Viviani, di Tosti e Tagliaferri, se non l’essere stati partoriti con amore, essere frutto di passione verace. Sono diversamente emozionanti, ed è bello cantare brani del proprio tempo, scoprire che c’è un presente, e magari un futuro, per cantaNapoli».
Diviso da Cigliano con Gabriella Pascale e il suo ensemble (quasi una reunion dei Walhalla: con i fratelli Pascale c’è anche Ettore Sciarra, più Vittorio Pepe, Michele Signore e Pasquale De Paola), il cd è una delizia discreta, un lavoro «in sottrazione» che esalta il valore del silenzio cantatore di «Tiempo antico», «unico pezzo scritto da Caruso ed ingiustamente dimenticato», ma anche quello che implode in «Veleno», brano dei Sud Express di Franco Del Prete, già motore di Showmen e Napoli Centrale. «È bello ritrovarsi al fianco di un maestro come Fausto», racconta la Pascale, sottolineando il cocktail delle due voci, «svincolato, ondulatorio».
Tra duetti e brani affidati all’una o all’altra ugola, vengono promossi tra «Dove sta Zazà» e «Maruzzella» anche «Stu criato», testo di Enzo Gragnaniello sul motivo della «Tarantella del Gargano», «Gramigna» degli Almamegretta, «So’ stanco» di Alan Wurzburger: «Oggi ci sono mezzi di comunicazione velocissimi, una canzone appena nata può essere diffusa in mezzo mondo», dice l’artista che lanciò «Sarrà chi sa?», «ma la celerità di circolazione a volte cancella chi non ha grandi mezzi, major o produttori potenti alle spalle. Che ”Napule è”, ”Caruso” e ”Cu’’mme”, per fare qualche titolo, siano moderni classici napoletani ormai è riconosciuto da tutti, o quasi. È giusto, allora, scegliere nel repertorio di Gragnaniello e degli Almamegretta qualche perla trascurata, sottolineare autori meno celebrati come Wurtzburger o Del Prete».
E aggiungere qualcosa di nuovo al moderno catalogo partenopeo: i due Pascale e Sciarra firmano, su testo di un’altra vecchia conoscenza del contingente Vesuwave, Canio Lo Guercio, «T’aggio perso pe’ sempe»: «Negli anni del nuovo rock abbiamo iniziato scimmiottando quanto succedeva all’estero, dovevamo allontanarci dall’oleografia che imprigionava la melodia di casa nostra», ricorda Gabriella, «ma poi abbiamo riscoperto le nostre radici, magari grazie anche alla lezione di qualche divo d’oltreoceano. Fare coppia con Cigliano mi dà una credibilità eccezionale. Se gli esami non finiscono mai, beh diciamo che io ne ho superato uno di quelli importanti davvero».
«Nessun esame e nessun maestro, sei bravissima», taglia corto Fausto presentando il disco al Pan: il 50 per cento del ricavato sarà devoluto proprio al Palazzo delle Arti di Napoli per dotarlo di un elevatore che renda possibile l’accesso ai disabili.

2 commenti:

  1. Grazie per aver ricordato un bravo interprete della canzone napoletana degli anni '60, "ancora sulla breccia".
    Antonio

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  2. Ho visto la foto su una vecchia rivista su Ebay,e ho voluto vedere che ne era stato di questo cantante/attore di cui ero un fan in anni(ahimè!!) ormai lontani!Complimenti per la longevità artistica,di cui non ero al corrente!

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