martedì 27 marzo 2012

A tu per tu con Mike

11/5/2009


Una memorabile partecipazione a Rischiatutto

Milano, 11 maggio 1972 ore 21, sono passati meno di quaranta anni, ma al sottoscritto sembra ieri, quando, spavaldo laureando in medicina, partecipai alla trasmissione Rischiatutto presentata da Mike Buongiorno assistito dalla bella Sabina Ciuffini.
Avevo ventiquattro anni e credevo di avere tutto il mondo ai miei piedi dopo aver superato brillantemente una doppia serie di selezioni, la prima a Napoli con una raffica di 200 domande di cultura generale e la seconda a Milano, dove si simulava una gara in piena regola al cospetto del mito vivente, con tanto di pulsante per scegliere sul tabellone con 6 materie i quiz e le domande finali di raddoppio in cabina.
Nel primo test, che comprendeva  i quesiti più astrusi, da quando una lettera diventa pacco alle commedie minori dell’Ariosto, ottenni una prestazione eccellente da sbalordire gli stessi esaminatori, i quali dissero che avrei subito partecipato alla seconda prova, nella quale fui particolarmente fortunato, perché scelsero le domande di una vecchia puntata, che ricordavo perfettamente, per cui sbaragliare gli avversari non richiese alcuna fatica.
Mike dopo la trasmissione simulata mi disse che ero stato prescelto ed a breve avrei partecipato, anzi vista la mia prestazione mi confidò che avrebbero cercato di favorirmi, mettendo sul tabellone qualche argomento che avevo indicato tra i preferiti e scegliendomi degli avversari non irresistibili. Vi era solo un problema sulla materia da me prescelta: la storia della medicina, essendo attinente alla mia futura professione; risposi che potevano sceglierla loro tra un ventaglio di una ventina, dall’atletica leggera alla geografia, dalla letteratura alla storia di Napoli. Alla fine ne fu prescelta una originale: i premi Nobel, una richiesta da parte di Mike che accolsi senza problemi.
Attesi trepidante alcuni mesi la convocazione ed all’arrivo del telegramma che indicava il giorno della gara mi sembrò di toccare il cielo con un dito, ma purtroppo mia madre, da tempo malata, si aggravò all’improvviso ed io non mi sentii di lasciarla sola ed inviai un telegramma dando forfait. Fu l’unica volta nella storia del Rischiatutto che venne chiamata all’ultimo momento una riserva.
Mike puntava molto su di me e dopo alcune settimane mi telefonò personalmente per chiedere di partecipare all’ultima puntata in assoluto della stagione, confidandomi che la ripresa del programma in autunno era incerta ed avrei perso un’occasione d’oro.
Mia madre, che si era in parte ripresa, mi invogliò a partire ed io con due delle mie sette zie, con l’ispettore Lombardi, vecchio amico di famiglia e con Elio Fusco, fidato amico d’infanzia, salii sul treno.
La mattina della gara registrai uno speciale Rischiatutto per la Rai di venticinque minuti nel quale mi vennero fatte una serie di domande, in particolare perché avevo scelto i premi Nobel come materia di base e come esercitavo la mia memoria.
Spiegai che si rammentano con facilità solo le nozioni che ci interessano, per cui è necessaria una grande curiosità culturale per poter ricordare agevolmente, inoltre bisogna dedicare costantemente molte ore al giorno allo studio, un’abitudine da me praticata sin dagli anni del liceo, dove avevo le materie preferite nelle quali ero imbattibile, mentre ero impacciato in matematica e negato per le lingue straniere, che consideravo aliene, amando solo di parlare il vernacolo o al massimo l’italiano. L’unico exploit culturale fu la mia partecipazione, prima della maturità, in rappresentanza della mia scuola, al concorso nazionale per il miglior tema su un argomento letterario, dove ottenni il primo premio con relativo articolo su alcuni importanti giornali.
Simulai poi per gli ascoltatori un giochetto con il quale sbalordivo solitamente gli astanti in occasione di balletti e feste varie: mi facevo dare il nome di un oggetto (pentola, sedia radio, fiore, automobile ecc.) da ognuno dei presenti e lo facevo annotare da un volontario in veste di notaio, fino ad un totale di 40 – 50. Quindi tra la meraviglia generale li ripetevo dal primo all’ultimo o viceversa, inoltre ero in grado di dire l’oggetto n 24 o 35. Vi è un piccolo trucco, che vi rivelerò in un’altra occasione, ma ci vuole anche una memoria robusta se non eccezionale.
In un primo momento dovevo sfidare il campione Paolini, un barbiere al quale in caso di sconfitta avrei offerto in olocausto barba e capelli, infatti in quel periodo esibivo una chioma fluente ed una cespugliosa vegetazione pilifera sulle guancie da far esclamare a Mike, quando comparsi al suo cospetto:” Ecco l’uomo delle caverne”.
Il ritardo nella mia partecipazione dovuto alla malattia di mia madre mi fece viceversa incontrare con un modesto campioncino, che addirittura nella tenzone al tabellone finì sotto zero e non potette partecipare (caso unico nella storia del Rischiatutto) alle domande di raddoppio ed una simpatica e procace giornalista sportiva con la quale feci il mio ingresso mano nella mano. Il celebre presentatore esclamò:” Entrano i fidanzatini”, mentre la mia cortese accompagnatrice si giustificò con la scusa che volevamo solo darci coraggio. Lesse nel futuro perché tra noi due scoppiò una scintilla e nonostante lei fosse in procinto di convolare a nozze ed io avessi ben due fidanzate ufficiali, ci rincontrammo in campeggio a Marina di Doronatico e furono notti indimenticabili.
Lo svolgimento della trasmissione perde molto raccontandola senza l’ausilio della visione, per cui rimando chi volesse vederla e chi è curioso di come si concluse ad andare sulla sezione video

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