domenica 30 ottobre 2022

Un colloquio di Nonno Achille con i suoi Nipoti

Nonno Achille


Sono un uomo fortunato perché ho tre splendidi nipoti, ma soprattutto sono un uomo felice perché voi mi volete bene e siete molto affezionati a me, nonostante ci vediamo poco.
Nei momenti difficili, mi soccorrono le vostre immagini.
Quando sento le forze venirmi meno basta che immagino il volto di Matteo, imbattibile nel braccio di ferro, e mi sento subito meglio.
Quando mi sento rimbambito e perdo l’utilizzo della ragione, immagino di discutere con Leonardo sui destini dell’umanità.
Quando si affievolisce in me l’amore per gli animali, mi soccorre l’immagine di Elettra con Herzylio, splendido esempio di amore tra uomo e animale.
Spero di cuore di potervi riabbracciare il 17 Dicembre e conto i giorni che mancano al vostro arrivo qui a Napoli. Spero di poter stare un poco meglio per poter fare delle attività con voi.
Dopo aver contemplato lo splendido presepe di Nonna Elvira ci scateneremo nel divertimento: un giorno cercheremo di andare al Bowling, un giorno al parco dei divertimenti di Edenlandia, un giorno al cinema e, se il tempo lo permette, alle terme di Agnano.
E poi altri divertimento che sceglieremo insieme secondo le vostre esigenze (murales di Maradona o altro).
Matteo sono felice di apprendere che sei diventato molto studioso ed eccelli nello Sport.
Leonardo so dei tuoi progressi a scuola e spero continuerai con l’impegno che hai dimostrato in questi anni.
Elettra, carissima nipotina mia, so che sei cresciuta. Ormai sei una ragazza grande. Sono felice di saperti circondata da amiche e felice in Israele.
Carissimi Nipoti, un abbraccio affettuoso. Conto i minuti che ci separano dal nostro incontro.
Un bacio da dividere equamente. A  presto riabbracciarti.

Vostro Nonno Achille

 

I magnifici tre Leonardo. Elettra e Matteo Carignani di Novoli

 

 

 


lunedì 24 ottobre 2022

I DIPINTI DELLA COLLEZIONE PEPE negli scritti di Achille della Ragione

 

In copertina
Andrea Vaccaro: Maddalena
Collezione Pepe - Acerra



Negli  ultimi  anni  mi  è  capitato  una  decina  di  volte  di  stilare  degli  expertise  per  i  dipinti  della  collezione  di  Guglielmo  Pepe,  una  raccolta importante,  con  oltre  40  opere, prevalentemente di quadri del Seicento e Settecento napoletano, conservati in  cornici sfarzose e coeve.
Si tratta di quadri di notevole qualità e spesso, per avvalorare il mio parere mi sono  avvalso  del  contributo  di  vari  studiosi  che  voglio  pubblicamente  ringraziare:  il  professor Pietro Di Loreto, l'antiquario Michele Gargiulo, l'archivista Vincenzo Rizzo  ed il mio amico Vittorio Sgarbi.
Non mi resta che augurare a tutti una buona quanto proficua lettura.

 Achille della Ragione

 

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Collezione Guglielmo PEPE by kurosp on Scribd




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martedì 4 ottobre 2022

Riprendono le visite guidate

 


Dopo il vergognoso assenteismo della visita alla mostra di Battistello Caracciolo, la più importante dell'anno alla quale hanno aderito solo 10 persone, avevo deciso di interrompere per sempre le visite, ma le numerose insistenze mi hanno indotto ad un ultimo tentativo e sabato 15 ottobre visiteremo la chiesa di Donnalbina e l'annesso complesso. Poiché la gran parte dei miei seguaci sono dei morti di fame ho fato sì che la visita sia gratuita, appuntamento alle 10:45 all'ingresso della chiesa, diffondete la notizia a parenti amici collaterali ed affini e ricordate di andare periodicamente sul mio blog

www.dellaragione.eu

Per farvi arrivare preparati alla visita vi ripropongo un mio articolo de Il Mattino, che uscì in occasione della riapertura della chiesa 

 

giovedì 22 settembre 2022

art a part of cult(ure), remove background noise

 



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 art a part of cult(ure), remove background noise
 



Associazione Culturale
art a part of cult(ure) remove background noise

Via Caulonia, 15
00183 Roma – Italia
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associazione: associazione@artapartofculture.net

L’Associazione Culturale art a part of cult(ure), remove background noise è una struttura senza fini di lucro che opera nel settore delle arti visive e della cultura.

Si propone attraverso gli ArtapartEvents:

    L’ampliamento della conoscenza e dell’approfondimento culturale
    Lo sviluppo di una divulgazione di qualità
    L’attivazione di spazi e luoghi d’incontro e di confronto pregevoli
    La creazione di un intrattenimento piacevole e di alto profilo
    La formazione di una fruizione fidelizzata
    La realizzazione di una Rete di eccellenze tra soci, collaboratori e partners
    La messa in atto di nuove sinergie

Con questa mission, è intesa all’organizzazione di eventi e iniziative con il contributo di associati e cooperatori e del loro apporto per il raggiungimento dello scopo comune e con la peculiarità di concretizzare una vera alleanza tra eccellenze.

domenica 18 settembre 2022

Il degrado di Posillipo


Il Mattino, pag.42
18 settembre 2022


Dall’epoca imperiale Posillipo è stata luogo di delizie ed ozio con ville spettacolari lungo la costa, da quella del divino Augusto a tante altre di rango. La tradizione è continuata durante il periodo aragonese e vicereale, per accentuarsi dopo l’apertura nel 1812 di via Posillipo e negli anni Trenta del secolo scorso di via Petrarca, via Orazio e via Manzoni, dove ambivano dimorare professionisti ed imprenditori. Al fianco di questi insigni personaggi coabitavano pacificamente pescatori e contadini.
Negli ultimi decenni un degrado inarrestabile ha caratterizzato la frequentazione del quartiere con epicentro del fenomeno nel parco virgiliano. Cominciando la discesa dall’incrocio con via Petrarca è un vero bollettino di guerra: strada sconnessa con radici di alberi a vista, un barbone che ha preso stabile possesso della vecchia stazione della funivia. Nel frattempo da Coroglio la più celebre discoteca cittadina spara a palla ritmi snervanti fino all’alba, nonostante confini con il commissariato Bagnoli.
La zona da tempo è frequentata da giovani agghindati da far invidia ai selvaggi, in un tripudio di piercing e tatuaggi.
Persa la memoria storica il luogo è noto per il “mercatino dei vip”, come suole essere denominato il disordinato assembramento di bancarelle che ogni giovedì mattina prende possesso dei vialoni di accesso del Parco delle Rimembranze.
In questo allegro bazar di sapore medio orientale, allietato dalle stridule voci dei venditori, che rimembrano le antiche voci degli ambulanti partenopei, si vende di tutto ad eccezione degli alimentari, con la presunzione di inseguire le griffe alla moda imitate in maniera prodigiosa e spacciate per vere.
Il mercatino è frequentato da una folla allegra e ciarliera nella quale si distinguono le signore e signorine bene della città alla ricerca spasmodica del capo di moda firmato, poco conta se apocrifo, perpetuando con l’aiuto del falso l’antica abitudine di vestire all’ultimo grido.
Sono naturalmente finte signore dalle labbra rifatte e dalle movenze sguaiate, inconsapevoli protagoniste di un doloroso quanto irrefrenabile epicedio: il malinconico tramonto di una classe borghese, che per secoli ha comandato ed oggi è sostituita da una casta prepotente e camorristica, volgare e sfacciata.

sabato 17 settembre 2022

Un pino secolare distrutto dal vento

 
 



Fra poco avrebbe compiuto cento anni, ma una folata di vento impetuoso ha troncato la sua esistenza ed ora giace triste e maestoso davanti alla villa di Achille della Ragione, a ricordarci che tutti gli esseri viventi muoiono, anche gli alberi.
Era stato piantato da un cavaliere senza macchia e senza paura, non certo Berlusconi, naturalmente Mussolini, in occasione della creazione del Parco delle rimembranze. Godeva ottima salute, ma, un colpo di vento, lo ha ucciso. Amen, pregate per lui.

 Achille della Ragione




venerdì 2 settembre 2022

Visita mostra Battistello Caracciolo

  


Amici ed amici degli amici esultate sabato 10 settembre riprendono le visite guidate dal massimo esperto di pittura napoletana: Achille della Ragione e si comincerà con la mostra su Battistello Caracciolo che si tiene nella sala Causa del museo di Capodimonte con appuntamento nel cortile adiacente la biglietteria alle ore 10:45, (ticket 12 euro) dove si terrà l'introduzione alla esposizione e si potrà acquistare l'ultimo libro del celebre filosofo: "100 lettere su cui meditare".
Chi vuole, dopo la mostra, potrà visitare le sale del museo con lo stesso biglietto.
Per farvi arrivare preparati vi propongo un mio articolo pubblicato tempo fa sulla rivista Napoli nobilissima.

 



Battistello Caracciolo 

il primo seguace napoletano di Caravaggio



A Battistello Caracciolo spetta sembra ombra di dubbio il titolo di primo interprete del caravaggismo a Napoli. In tempi di modelli svestiti e di lumi alzati, egli fu l’artefice ed il massimo corifeo, dopo un decennio di pratica in ambito manieristico, in stretto contatto e collaborazione con Belisario Corenzio, dell’introduzione di un nuovo linguaggio figurativo, basato sull’essenzialità del racconto, sulla drammaticità della scena fissata da squarci di luce abbagliante, sulla messa a fuoco dei personaggi, pur conservando una certa cura nella definizione dei contorni.


La sua Immacolata Concezione, affollato telone di inquietante vitalità, nella chiesa di Santa Maria della Stella, documentata al 1607, ci mostra un pittore già maturo nel trattamento della luce e nella resa del dato naturale, pochi mesi dopo la sfolgorante apparizione delle Sette opere di Misericordia del Caravaggio nella chiesa del Pio Monte, segno evidente che Battistello aveva già attinto a Roma in precedenza la lezione del luminismo, che continuerà ad esprimere in altri dipinti di altissima qualità quali il Battesimo di Cristo dei Gerolamini, la serie degli Ecce Homo e la Crocefissione del museo civico di Castelnuovo.



Dopo un soggiorno di studio a Roma, nel 1615, data del suo ritorno a Napoli, ecco che Battistello nella Liberazione di San Pietro dal carcere ottiene raffinati effetti di luce di un chiarore limpidissimo associati ad un rigoroso trattamento degli aspetti cromatici. Seguono altre opere importanti come la Trinitas terrestris della Pietà dei Turchini, documentata al 1617 e poi, dopo il soggiorno fiorentino, con la Lavanda dei piedi, la grande tela che il Caracciolo nel 1622 dipinge per il coro della chiesa della certosa di San Martino, termina la fase luministica ed inizia il processo di involuzione, vera marcia a ritroso verso le sue origini manieristiche quasi neo corenziane. L’audace sperimentatore volge la bussola verso nuove soluzioni formali, pur senza tradire del tutto la lezione caravaggesca; comincerà la definizioni di ampie composizioni a carattere monumentale, con una grande cura della definizione spaziale ed una luce bronzea dominerà la tavolozza di tutta la sua ultima produzione. Il Battistello riuscì così a dimostrare quali effetti di pacata commozione si potessero trarre da una luce che contrastasse con l’ombra sul filo di una linea sinuosa e melodica.



Appartengono a questi anni la Sacra famiglia e San Giovannino, conservato nel Liechtenstein, il San Sebastiano del Fogg art Museum di Harvard, il bozzetto di Sant’Ignazio in gloria del Correale di Sorrento e la Gloria di San Gennaro tra i santi patroni di Napoli della chiesa della certosa di San Martino.
A differenza del Caravaggio il Caracciolo si dedicò all’affresco, ove le sue pregevoli doti di disegnatore rifulgono nella resa volumetrica e nella calibratura delle composizioni.






Un lungo processo sostanzialmente uniforme nella qualità, sempre molto alta, da San Martino a Santa Maria la Nova, da Santa Teresa agli studi a San Diego all’Ospedaletto, ove si dedica anche alla pittura di paesaggio, dal palazzo Reale all’Oratorio dei Nobili al Gesù Nuovo, ove lavorerà con il Lanfranco poco prima della sua morte. 




Foto di Dante Caporali