lunedì 25 ottobre 2021

Napoli, indispensabile l'assessore alla cultura

 

Il Mattino pag.42-25 ottobre 2021


A dimostrazione che a Napoli la cultura latita il nuovo sindaco non hha nominato un assessore che si interessi dell'argomento, probabilmente perché non haa trovato la persona che abbia i requisiti sufficienti, eppure esistono personalità che posseggono i requisiti, io ne conosco una.


Achille della Ragione
Napoli

mercoledì 13 ottobre 2021

Un posto al sole



Patrizio Rispo, Achille della Ragione e Riccardo Polizzy Carbonelli


Achille con 2 noti personaggi di "Un posto al sole", che a breve saranno ospiti nel suo salotto culturale.

lunedì 4 ottobre 2021

Visite guidate di ottobre e novembre 2021

 

Parco Pausilypon


Amici ed amici degli amici esultate le visite da me guidate proseguono con cadenza quindicinale e vi fornisco l'elenco delle prime 4 ricordandovi il consiglio di andare periodicamente sul mio blog www.dellaragione.eu, perché spesso le mail non arrivano.
Vi rammento che per partecipare a queste visite è necessario mostrare il green pass, per cui i no vax sono categoricamente esclusi.
 

Partiamo SABATO 9 OTTOBRE con la visita alla mostra su Monet che si tiene presso la chiesa di San Potito, posta vicino alla fermata della metropolitana di piazza Cavour, appuntamento alle 10:45 nel cortile antistante l'ingresso della chiesa per ascoltare l'introduzione tenuta dalla prof. Elvira Brunetti (alias mia moglie). Vi consiglio di documentarvi consultando il link
http://www.napoli.com/sport/viewarticolo.php?articolo=28770
 

La successiva visita sarà gratuita ed avverrà di giorno feriale GIOVEDÌ 21 OTTOBRE ed interesserà la grotta di Seiano e l'annesso parco archeologico, con appuntamento all'ingresso posto sulla discesa Cordoglio alle 10:30. Vi consiglio di consultare il link
http://achillecontedilavian.blogspot.com/2018/10/il-parco-archeologico-del-pausilypon-e.html
 

SABATO 6 NOVEMBRE visiteremo la chiesa di San Lorenzo Maggiore e poscia l'annesso museo con discesa nelle visceri della città antica; appuntamento ore 10:45 ingresso chiesa, consultare il link
http://achillecontedilavian.blogspot.com/2019/03/lagora-da-2500-anni.html
 

La successiva visita, SABATO 20 NOVEMBRE, ore 10:45, interesserà la mostra su Aniello Falcone che si terrà negli ambienti del museo diocesano posto nella chiesa di Donnaregina, consultate il link
http://www.guidecampania.com/aniellofalcone/cap1.htm
Spargete la notizia ai quattro venti e diffondetela ad amici, parenti, collaterali ed affini.
 

Achille della Ragione


L' enigma del voto disgiunto


Ieri ho provato ad interrogare 5 presidenti in diversi seggi elettorali su come dovesse comportarsi l'elettore che volesse usufruire del voto disgiunto ed ho ottenuto 5 risposte diverse a dimostrazione che infinite schede saranno erroneamente annullate con grave danno per quei candidati che, pur avendo centinaia se non migliaia di voti potenziali, si presentavano con candidati sindaci minori, per cui gli amici che volevano dargli la preferenza, ma votare per un altro sindaco, in gran parte sbaglieranno.
O tempora, o mores.

domenica 3 ottobre 2021

Mostra di Aniello Falcone al museo diocesano di Napoli

  

 

fig.1 - Aniello Falcone - Riposo nella Fuga in Egitto
Napoli, museo diocesano

 
Una delle mostre d'arte più importanti d'Italia è quella che si è aperta nel museo diocesano di Napoli nei locali del coro delle monache, ricca di 23 dipinti, provenienti da musei e prestigiose collezioni private.
L'esposizione permette di conoscere uno dei più celebri pittori attivi a Napoli nel Seicento, partendo da un quadro di argomento sacro: Un Riposo nella fuga d'Egitto (fig.1), firmato e datato 1641, il quale nel corso di un recente restauro, ha messo in mostra un prorompente seno da far invidia a Sophia Loren, per secoli ricoperto castamente da una camicetta. Il Falcone, sul quale ho scritto una esauriente monografia (fig.2) nel 2008, consultabile gratuitamente in rete digitando il link http://www.guidecampania.com/aniellofalcone/ è stato definito l'Oracolo delle battaglie, perché la sua specialità preferita era ritrarre combattimenti (fig.3-4) nei quali erano costantemente presenti caratteri patognomonici, che permettono di riconoscere le sue opere: dal caratteristico polverone sullo sfondo, al morto in primo piano, dalle figure di grande formato, che sembrano uscire dalla tela e contrastano con la folla anonima di guerrieri all'orizzonte.
La pittura di battaglia a Napoli nel Seicento fu un genere che incontrò larga affermazione e lusinghiero successo tra i collezionisti. La nobiltà amava adornare le pareti dei propri saloni con delle battaglie raffiguranti singoli  atti  di  eroismo  o  complessi combattimenti che esaltavano il patriottismo e l’abilità bellica, virtù nelle quali i nobili amavano identificarsi.  
Anche la Chiesa fu in prima fila nelle committenze, incaricando gli artisti di raffigurare gli spettacolari trionfi della Cristianità sugli infedeli, come la memorabile battaglia navale di Lepanto del 1571, che segnò una svolta storica con la grande vittoria sui Turchi, divenendo ripetuto motivo iconografico pregno di valenza devozionale.
Altri temi cari alla Chiesa nell’ambito del genere furono ricavati dall’Antico e dal Nuovo Testamento, quali la Vittoria di Costantino a ponte Milvio o il San Giacomo alla battaglia di Clodio, argomenti trattati magistralmente da Aniello Falcone, che fu il più preclaro interprete della specialità, “Oracolo” riconosciuto ed apprezzato.  
A Napoli fu molto diffuso il sottile piacere della contemplazione delle battaglie presso masochistici voyeurs, che prediligevano circondarsi, non di procaci nudi femminili dalle forme aggraziate ed  accattivanti o di tranquilli paesaggi, né di severi ritratti o di languide nature morte, bensì di gente che si azzuffava a piedi o a cavallo, usando spade sguainate ed appuntiti pugnali.  
Ma oltre a battaglie senza eroi egli ci ha lasciato anche quadri di altro argomento, tra i quali spicca la Maestra di scuola (fig.5), uno dei gioielli del museo di Capodimonte.
Oltre ad ammirare la mostra il visitatore percepisce lo stimolo a visitare alcune chiese di Napoli, dove sono conservati alcuni suoi affreschi, da San Paolo Maggiore alla sacrestia del Gesù Nuovo, per concludere in bellezza a San Giorgio Maggiore dove, a lungo ricoperto da un dipinto settecentesco, si può ammirare un San Giorgio ed il drago (fig.6) di prorompente bellezza.


Achille della Ragione
 

 

fig.2 - Copertina monografia Aniello Falcone

 

fig.3 - Aniello Falcone - Battaglia  tra Ebrei ed  Amaleciti -
Napoli museo di Capodimonte

 

fig.4 - Battaglia - Battaglia con cavalieri -
Vaglia, collezione De Vito

 

 

fig.5 - Aniello Falcone - La Maestra di scuola -
Napoli, museo di Capodimonte

 

 

fig.6 - Aniello Falcone - San Giorgio combatte contro il drago -
Napoli, chiesa di San Giorgio Maggiore


 

Compleanno: 25 anni per " Un posto al sole"

Patrizio Rispo, Achille della Ragione e Riccardo Polizzy Carbonelli


Il 21 ottobre "Un Posto al sole" festeggia il compleanno: 25 anni. La prima puntata andò in onda il 21 ottobre 1996, da allora ne sono andate in onda 5799; 125 registi si sono avvicendati al comando, un numero che testimonia l'imponente struttura produttiva che fa della soap opera realizzata nel centro Rai di Fuorigrotta la trasmissione più longeva della televisione italiana, seguita da circa 2 milioni di spettatori.
La serie intreccia amori, intrighi, vendette, gelosie ed amicizia al vissuto quotidiano e sociale. Criminalità organizzata, tossicodipendenza, violenza sulle donne e stalking, bullismo, ludopatia, adozione e infanzia, ecologia e difesa dei diritti degli animali sono solo alcune delle tante tematiche affrontate in questi 25 anni.
L’archetipo del napoletano comprende una miriade di caratteristiche che possono essere giudicate pregi o difetti a secondo dell’osservatore: simpatico, furbo, creativo, sentimentale, disperato, maestro nell’arte di arrangiarsi ed esemplare protagonista di un’eterna recita costantemente in bilico tra commedia e tragedia.
Un’immagine che ha riempito le pagine ammirate o disgustaste dei tanti scrittori, indigeni o forestieri, i quali unanimemente hanno considerato la città un posto unico.
Cercare di penetrare lo spirito del Napoletano è un’impresa improba ai limiti della vertigine: ci riesce con semplicità una soap opera: “Un posto al sole”, che ogni sera per 30 minuti, ci mostra il vero volto dei protagonisti di questa storia infinita, che cercheremo di indagare attraverso le confessioni degli attori, i cui volti ci sono familiari e di chi lavora dietro le quinte, produzione, regista, scenografo. Migliaia di episodi prodotti, tantissimi fan illustri ed insospettabili con una media di 2 milioni e mezzo di spettatori equamente divisi tra nord e sud.
Questo per mantenere l'equilibrio tra gli ingredienti della soap opera - amore, tradimenti, gelosie, vendette - e quelli che caratterizzano «Un posto al sole», ovvero l'adesione con la realtà e le tematiche sociali. Quando si lavora per tanto tempo a un progetto c'è il rischio di attraversare momenti di stanca, «ma come gli attori crescono con i loro personaggi, anche noi che lavoriamo alla scrittura dei copioni siamo cresciuti negli anni: abbiamo stimoli diversi. Un antidoto alla noia è che "Un posto al sole" tocca tutti i generi: commedia, dramma, thriller, melò ... ». Quando però vengono approfondite tematiche sociali (si è spesso parlato di camorra, ma anche di rifiuti tossici e di traffico d'organi) «ci inorgogliamo. Per noi più che di soap sarebbe corretto parlare di real drama».
Marina Tagliaferri - che interpreta un'assistente sociale - è nel cast dalla prima puntata. Il set di «Un posto al sole» è orami una casa per lei che divide il camerino con la sua cagnolina, Bricca: «All'inizio dovevo recitare qui per nove mesi: sono passati 25 anni. I personaggi che interpretiamo sono parte di noi». Tanto che la gente ormai, quando incontra gli attori li chiama con il nome della soap: «L'affetto fa piacere. Ed è motivo di orgoglio sapere che ci seguono nelle carceri, negli ospedali ... ». Ma un impegno simile comporta rinunce: «Nel mio caso il teatro, che mi manca tantissimo. Ora, dopo anni, siamo in grado di ottimizzare i tempi delle riprese: spero arrivi la proposta giusta», sospira Michelangelo Tommaso in «Un Posto al sole» è arrivato da ragazzo. Ora e un uomo, con l'onere di incarnare tutte le virtù del «buono»: «Da una parte lavorare qui ti dà la possibilità di una crescita infinita. Negli anni mi sono trovato a vivere in scena cose poi capitate nella vita vera: a 20 anni, per esempio, ho attraversato fregature sentimentali simili a quelle del mio personaggio».
Ma essere un modello positivo può diventare faticoso. L'attore per questo si era preso una pausa (recitando nel frattempo anche per Ozpetek): «Ho avuto una fase bad boy: ero stanco di fare il buono. Diciamo che ho avuto un momento alla Miley Cyrus», ride. Poi però la turbolenza è passata «e ho avuto l'opportunità di ritrovare il mio personaggio che aveva perso la via».
Riccardo Polizzy Carbonelli in scena invece è il cattivissimo Roberto Ferri. L'adesione con la realtà è nulla: amato da tutti, il giorno del suo compleanno (il 17 ottobre) ha offerto cappuccini e brioches all'intera produzione. Lui su questo aspetto ci scherza su: «La gente che mi incontra ormai mi dice: perché sei così cattivo? Oppure, direttamente: Chiedi perdono a tua moglie ... ». I numeri sono da industria: in 25 anni ci sono stati 5.849 baci, 72.996 comparse 39 matrimoni girati e mancati), 30 funerali, 641 schiaffi, 28 personaggi arrestati e 4.052.940 caffè bevuti.  Quando parliamo di mafia, di camorra, abbiamo sempre scelto di non mitizzare il racconto, come spesso invece si vede fare in tv». TI bilancio di questi primi 25 anni è dunque positivo. Se ne possono ipotizzare altri 25? «Il format australiano a cui facciamo riferimento, "Neighbours'', è arrivato a 28 anni. Siamo pronti per arrivarci ed a battere ogni record».
 

Achille della Ragione

 

Il Corriere della sera, pag. 39 - 23 ottobre 2021


Repubblica, pag. 21, 20 ottobre 2021