giovedì 22 luglio 2021

SCRITTI DI PITTURA del Seicento e del Settecento napoletano - VI tomo

 

In copertina:  Francesco Solimena
- Madonna col Bambino  -
Collezione della Ragione

 PREFAZIONE

Questo libro attendeva da tempo di venire alla luce, perché erano trascorsi circa 18 mesi dall'uscita di "La collezione Guglielmo Pepe e tanti altri capolavori" (consultabile in rete digitandone il titolo), nel quale, oltre ai dipinti della celebre raccolta, era possibile leggere una serie di articoli d'arte pubblicati su riviste cartacee e telematiche.
Nel volume che ora va in stampa sono contenuti circa 30 saggi pubblicati da gennaio ad ottobre del 2020 ed a breve sarà seguito dal VII tomo che includerà tutti gli altri scritti pubblicati fino a giugno del 2021. Non mi resta che augurare a studiosi ed appassionati una lieta quanto proficua lettura con un arrivederci al prossimo libro.


Achille della Ragione

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Achille con le sue followers


INDICE

  • 1.      Prefazione                                                                                            pag.2
  • 2.      Mater, una mostra dedicata alla figura di Maria, la madre di Gesù    pag.3
  • 3.      Un crocifisso di prepotente bellezza                                                   pag.12
  • 4.      Mostra su Poussin al museo diocesano di Napoli                               pag.20
  • 5.      Due splendidi inediti del Ribera                                                          pag.24
  • 6.      Tre interessanti inediti di pittura napoletana                                       pag.27
  • 7.      Un bozzetto per un famoso quadro di Luca Giordano                        pag.32
  • 8.      Lorenzo De Caro – opera completa                                                    pag.35
  • 9.      Mostra di Gemito al Museo di Capodimonte                                      pag.38
  • 10.    Il Pescatorello, il capolavoro di Vincenzo Gemito                              pag.41
  • 11.    Un San Girolamo di Luca Giordano                                                    pag.44
  • 12.    Un Diogene inedito firmato di Salvator Rosa                                     pag.46
  • 13.    Bonazze                                                                                               pag.50
  • 14.    Due pendant inediti di Gaspare Lopez                                                pag.51
  • 15.    Un inedito di Gregorio Preti                                                                pag.56
  • 16.    Un Martirio di San Lorenzo di Luca Giordano                                   pag.61
  • 17.    Un capolavoro inedito di Francesco Fracanzano                                pag.63
  • 18.    Lorenzo De Caro                                                                                 pag.65
  • 19.    Un affascinante percorso nel ventre di Napoli                                    pag.69
  • 20.    Un S. Pietro in lacrime di Ribera                                                        pag.86
  • 21.    In viaggio per Forio cercando percorsi divini                                     pag.89
  • 22.    Sabato 18 luglio visita alle chiese di Forio                                         pag.91
  • 23.    Un tesoro nascosto: il borgo di Letino                                                pag.96
  • 24.    Il Cristo soccorso da un angelo di Lorenzo De Caro                          pag.99
  • 25.    Un filosofo in meditazione di Francesco Fracanzano                         pag.103
  • 26.    Una S. Agnese di Antonio Sarnelli                                                     pag.106
  • 27.    Uno splendido bozzetto di Sebastiano Conca                                     pag.109


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In quarta pagina di copertina: Lorenzo De Caro
- Crocifissione -
Acerra collezione Guglielmo  Pepe


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Scritti di pittura- VI Tomo by kurosp on Scribd


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venerdì 9 luglio 2021

L'albergo dei poveri deve rimanere dei poveri

 

Il Mattino, pag. 38, 9 luglio 2021


Tempi felici quando Napoli non aveva al comune, alla provincia ed alla regione gli attuali amministratori e regnava incontrastato Carlo III, tempi felici almeno per la miriade di poveracci che l’illuminato sovrano alloggiò in uno sterminato edificio, il più grande d’Europa ed ai quali fornì non solo sostentamento, ma insegnò un lavoro che desse dignità e rispetto agli ultimi della terra.
La grande opera fu ammirata in tutto il mondo, non solo per l’arditezza delle scelte architettoniche, tra cui la facciata (lunga 600 metri!), ma soprattutto per l’idea che la permeava: dare un alloggio ed un lavoro anche ai più poveri e sfortunati. Arrivò a contenere più di diecimila ospiti e possedeva laboratori attrezzati ed efficienti nei quali si sono formate generazioni di artigiani.
Quando Garibaldi, il conquistatore, venne a Napoli con l’illusione di portarvi la civiltà, nell’Albergo dei poveri vi erano 8000 ospiti.
In seguito l’istituzione nel periodo post unitario è lentamente decaduta, fino a cadere in rovina con l’ultimo colpo di grazia infertole dal terremoto del 1980.
Da decenni si blatera di una nuova destinazione: si parla di sede museale (come se a Napoli a mancare non fossero i visitatori ma i contenitori), di sede espositiva di arte contemporanea, di una nuova università, mentre i nostri solerti amministratori si accapigliano su chi dovrà elaborare i faraonici progetti e dirigere i dispendiosi lavori di ristrutturazione e soprattutto come dividersi commesse e tangenti.
E nel frattempo il numero dei poveri e dei senza casa, costretti a dormire avendo il cielo come tetto, aumenta ogni giorno di più.
La piazza antistante lo storico edificio è affollata di giacigli di cartone, dove uomini e donne di tutte le età hanno stabilito da tempo la loro dimora ed ogni angolo della città è divenuto oramai un ricettacolo per poveri senza speranza.
Pensiamo scioccamente a destinazioni culturali ad uso dei ricchi, quando migliaia di persone non possiedono un tetto e sono costrette all’accattonaggio o ad infrangere il codice penale.
Restituiamo all’Albergo dei poveri l’antica quanto mai attuale destinazione: daremo così un tetto ed un pasto a tanti sfortunati e diverrebbe in tal modo ingiustificato l’accattonaggio, che potrebbe essere perseguito, snidando i postulanti di mestiere, che da tempo hanno tolto il decoro a strade e piazze della città.


Achille della Ragione
 

martedì 6 luglio 2021

4 napoletani campioni italiani di scacchi

 




4 napoletani: Roberto Cerrato, Costantino Delizia, Luca Esposito e Fabio Saccone, alfieri dell'Associazione scacchistica Partenopea si sono aggiudicati il titolo di campioni italiani di scacchi a squadre​ per corrispondenza, un titolo prestigioso per il quale hanno gareggiato giocatori di circoli famosi, ma alla fine ha prevalso Napoli con la sua squadra della quale fa parte Costantino Delizia, campione europeo in carica.
L'Associazione scacchistica Partenopea, con sede al Vomero in via Rossini è una delle poche realtà funzionanti all'ombra del Vesuvio, grazie all'indefessa attività del suo presidente Francesco Roviello, che organizza continuamente corsi di scacchi per esordienti, in presenza ed on line e tornei ogni settimana, in particolare la domenica, quando si svolge una gara active chess (15 minuti di tempo per concludere la partita), che vede spesso vincitore il mitico maestro Achille della Ragione, che riesce così con i soldi del premio a sfamare moglie e figli.


Achille della Ragione

domenica 4 luglio 2021

Il mitico acquario di Napoli riapre

fig.1 - Stazione Zoologica Anton Dohrn


A inizio Novecento Napoli aveva decine di migliaia di visitatori non solo per le rinomate bellezze naturali, ma anche perché era all'avanguardia per la recente stazione zoologica (fig.1)sita a via Caracciolo nella Villa Comunale di fronte al mare di uno dei golfi più belli del mondo. Ancora oggi conserva, tra gli acquari storici, il primato in Italia per la sua nascita nel 1872 (fig.2), quando l'acquario di Milano sorge dopo più di 30 anni.
Il suo nome è legato al suo fondatore Anton Dhorn (1840-1909), uno zoologo tedesco (fig.3), che viene a Napoli, guarda la posizione geografica e si appassiona allo studio dei vari habitat marini concentrati in uno spazio ideale per la biodiversitá mediterranea. Allievo stimato dell'evoluzionista Charles Darwin (fig.4), costruisce vasche e raccoglie vari esemplari che attirano l'interesse di tanti
biologi marini, desiderosi di studiare finalmente su organismi viventi. Col ricavo della vendita dei biglietti Dohrn ingrandiva e arricchiva l'edificio. Non si trattava solo di una sede scientifica. Al primo piano allestì una sala biblioteca con libri e testi antichi di grande valore da farne la Biblioteca del mare tra le prime del mondo. Studium et Otium allietavano i visitatori con affreschi alle pareti e strumenti musicali per concerti. Riuscì a creare quel sottile piacere che deriva dal connubio tra le parole (letteratura), le immagini (pittura) e i suoni (musica). Una foto ricorda i "Musici dell’Aquarium".
Fu cosi che nel 1917 arrivò a Napoli un visitatore importante, Picasso. Egli seguiva Jean Cocteau insieme ad Eric Satie, un gruppo di artisti, legato alla famosa compagnia dei fiammeggianti "Balletti Russi" di Sergey Diaghilev.
La stazione zoologica era un forte richiamo all'epoca. Qui Pablo fu attirato dal ciclo di grandi dipinti alle pareti della biblioteca. Il suo autore era Hans von Marées, un pittore di Berlino che dipinge in pieno Realismo. Ma sa anche guardare avanti verso il Simbolismo, l'oggetto sospeso tra la sua rappresentazione e un senso celato. Lo spazio immaginifico tra il dire e il non dire in un rimando continuo. Una via di mezzo tra Courbet  e Manet passando per Arnold Boklin. È "la Pergola” (fig.5) in particolare che colpisce Picasso. Un gruppo di amici per la precisione 5 sono riuniti intorno a un tavolo, ma ognuno sembra estraneo all'altro. Sono ritratti Anton Dohrn, Von Marées e Adolf Hildebrand, che tra l'altro scolpisce un interessante busto di Darwin con sede proprio sotto l'affresco. L'idea viene trasfusa nel sipario " Parade” (fig.6), il dipinto più ampio (14mx17m) di Picasso visitabile al Centro Pompidou di Parigi. In esso viene ripreso il gruppo di commensali al tavolo, ma l'estro divertente e poetico del genio pittorico di tutto il Novecento, grazie ad un bianco cavallo alato, ad una maschera napoletana e al Golfo col Vesuvio sullo sfondo, crea un capolavoro scenico di grande successo.
In occasione del centenario di Parade il nostro Bellenger 4 anni fa organizzò una mostra a Capodimonte, in cui si vedevano anche i costumi scenici del balletto.  

 

fig.2 - L'acquario prima della colmata di via Caracciolo

 

fig.3 - Anton Dohrn

 

fig.4 -Charles Darwin

 

fig.5 - Affreschi Von Mar+®es

 

fig. 6 - Picasso Parade

  

fig.7 - Acquario interno


L'istituto Dohrn ha riaperto al pubblico ai primi del mese di giugno dopo ben sei anni di chiusura per ingenti lavori che mai tuttavia hanno impedito alla stazione zoologica il pieno funzionamento delle osservazioni e studi scientifici sulla flora e fauna marina. È preferibile prenotare la visita on line:https:/shop.aquariumnapoli.it perché non è garantito l'accesso se si va di persona alla biglietteria.
Il percorso di visita comprende ben 19 vasche e 200 specie animali e vegetali che abitano il mare fino più o meno a 1000 m di profondità (fig.7-8-9-10). In tal modo dalle interessanti Stelle marine, alcune a rischio di estinzione, in grado tuttavia di ridare vita agli arti mancanti al Paguro con l’Attinia. Un esempio di generosità della natura, di scambio e cooperazione, la simbiosi mutualistica. Il grosso granchio si sposta portando in alto l’ospite che non si muoverebbe diversamente ed entrambi ne hanno benefici. Quanta vita prospera a nostra insaputa e nel nostro mare!
Ci sono le Murene, innocui serpenti marini, che entrano ed escono dalle anfore antiche romane provenienti dal Parco archeologico sommerso di Baia, fino ai simpatici e divertenti Cavallucci marini. A Portici in provincia di Napoli c’è il centro delle tartarughe marine, che fa parte sempre della Stazione Dohrn. Qui si seguono con mezzi tecnologici moderni gli spostamenti delle stesse. E si è notato che per l’innalzamento delle temperature se prima nidificavano a Lampedusa ora si manifestano anche in Campania e Toscana.
E per concludere, prima di un piccolo assaggio, con foto allegate, dello straordinario panorama dell’acquario napoletano; vorrei sottolineare che l’inaugurazione dopo i lavori è avvenuta proprio nella giornata mondiale dell’Oceano.
Raccogliamo l’SOS della statunitense Sylvia Earle, soprannominata “Sua profondità” per il suo lavoro leggendario di acquanauta.
Tra le nuove lauree ecosostenibili c’è quella sulla protezione degli oceani per i suoi habitat ad elevato rischio futuro.
Speriamo altresì che anche la carcassa della balena trovata nelle acque di fronte a Capri qualche mese fa possa essere esposta nel nostro Museo del mare. Sarebbe un interessante e insolito reperto da esposizione.


ELVIRA BRUNETTI

  

fig. 8 - Acquario interno

 

fig. 9 - Acquario interno

 

fig.10 - Stella marina

 

 

sabato 3 luglio 2021

Storie incredibili di matta bestialità

 

6 aprile 2020



Da giorni le prime pagine dei giornali stanno dando il giusto risalto agli "incredibili episodi di matta bestialità" verificatisi nel carcere di S. Maria Capua Vetere. Non si tratta certo di una novità come ebbi modo di denunciare in un capitolo del mio libro: Le tribolazioni di un innocente, che  sarebbe dovuto uscire nel 2008, all’epoca del mio breve ma intenso soggiorno nell’inferno del carcere di Poggioreale con tutti i maggiori editori italiani che volevano pubblicarlo, ma tutti pretendevano di apportare delle modifiche al testo, in particolare Pironti, voleva abolire, per evitare ipotetiche denunce, proprio il capitolo “Storie incredibili di matta bestialità”.   
Naturalmente ai miei libri nessuno può cambiare nemmeno una virgola ed il manoscritto è rimasto inedito per oltre 10 anni. Fu però pubblicato sul web, e nell’arco di pochi mesi ebbe circa 70.000 visitatori, che ora sono diventato oltre 200.000.  
Oggi, mentre il processo che ne scaturì si è concluso nel nulla, la situazione di invivibilità nei penitenziari  italiani è rimasta immutata, se non peggiorata, per cui è necessario che il libro si diffonda ai quattro venti, per risvegliare nell’opinione pubblica la giusta indignazione, con la speranza che la protesta induca le istituzioni ad intervenire per ripristinare un minimo di dignità umana.

Achille della Ragione