martedì 21 giugno 2022

Sabato 9 luglio visita alle chiese di Forio d'Ischia

fig.1 - Achille con una popputa ammiratrice di Bolzano

 Dopo lo straordinario successo di pubblico conseguito negli anni scorsi nelle sue visite guidate, anche quest'anno il professor Achille della Ragione, qui ritratto con una sua ammiratrice (fig.1) ha aderito all'invito rivoltogli dalle autorità e dai tanti amici ed ha deciso, con alcune significative varianti, di ripetere l'esperienza e ha dato a tutti appuntamento alle 10:45 di sabato 9 luglio, nella chiesa di San Gaetano, sita a pochi metri dall'arrivo degli aliscafi e carica di ex voto legati alla tradizione marinara locale. Poscia ci trasferiremo nella basilica di S. Maria di Loreto, posta sulla via principale di Forio. La visita della chiesa includerà anche la sacrestia e l'adiacente arciconfraternita, normalmente non aperte al pubblico. Ci porteremo poi nel cuore della Forio antica dove visiteremo la chiesa di S. Antonio Abate, dove ammireremo due splendidi dipinti di Alfonso Di Spigna.
Nel frattempo saremo di nuovo giunti sulla via principale, dove le tappe  saranno costituite dalle adiacenti chiese di San Francesco d'Assisi, dove, potremo contemplare, raro privilegio concesso solo a noi, una spettacolare Pietà (fig.2) di Mattia Preti, oltre a numerosi altri quadri e statue lignee, per passare poi all' Arciconfraternita di Visitapoveri, dove, tra tanti tesori, potremo fare la conoscenza di un'elegante bara intarsiata (fig.3) che a rotazione viene utilizzata dai membri della confraternita,per l'ultimo viaggio, quello senza ritorno.
Chiuderemo in bellezza con la Chiesa del Soccorso dallo spettacolare panorama dove con un pizzico di fantasia potremo ammirare il mitico Miglio verde.

 

fig.2 - Mattia Preti - Pietà

 

fig.3 - Bara in condominio


L'evento sarà ripreso da un'importante emittente televisiva locale e spero sia onorato da una folla entusiasta e plaudente, per cui nel salutarvi, invito i lettori a divulgare la notizia ai quattro venti, sottolineando che la visita è assolutamente gratuita e soprattutto a consultare in rete preliminarmente i miei due libri sull'argomento: Ischia sacra guida alle chiese e Ischia, l'incanto di un'isola (fig.4) Per leggerli su internet basta digitare i titoli.


Achille della Ragione

 

Fig. 4 - Ischia isola dell' incanto

Fig.4b - Ischia Sacra guide alle chiese dell'isola


sabato 18 giugno 2022

Prestigiosa simultanea di scacchi del maestro Achille della Ragione


fig.1 - Achille della Ragione, Maestro di scacchi


Oggi, sabato 18 giugno alle ore 18:30, organizzata dall'Associazione scacchistica, che fa riferimento ad Antonio D'Orta, si è svolta, presso i giardini di Parco Costantino, sito in via Traiano, una combattuta simultanea, durante la quale il celebre maestro Achille della Ragione (Fig.1) ha sfidato una quindicina di avversari, parecchi di categoria nazionale, ottenendo tutte vittorie, ad eccezione di una patta d'accordo ed una inaspettata sconfitta contro Elvira Brunetti (Fig.2), più volte in passato campionessa regionale.
Alla fine della tenzone, durata circa tre ore, il maestro, per quanto visibilmente affaticato, non si è sottratto alle numerose domande postegli da alcune televisioni che hanno filmato l'avvenimento.

"Da quanto tempo non svolgeva una simultanea?"

"Da circa 10 anni, l'ultima si è svolta durante il periodo in cui sono stato gradito ospite del Grand Hotel, carcere di Rebibbia. In quella occasione sfidai 30 avversari, tra i quali tre maestri internazionali ergastolani, di cui uno era il cugino di Ortega ottenendo tutte vittorie".
"Ma la simultanea che ricordo con emozione è quella che negli anni Novanta mi vide sfidante, assieme ad altri 50 concorrenti, del campione mondiale in carica Boris Spassky e fui l'unico a vincerlo, tra gli applausi scroscianti del pubblico"

Achille della Ragione

   

fig.2 - Elvira Brunetti, già campionessa regionale

   




venerdì 17 giugno 2022

Un pericolo per i naviganti

      


In questi giorni Procida è la meta preferita di centinaia di imbarcazioni private, che si recano nell'isola per partecipare alle tante manifestazioni che festeggiano la Capitale della cultura. Ma un pericolo incombe e vorremmo segnalare alle autorità competenti la necessità di intervenire con urgenza per porvi rimedio: l'esistenza di una secca di notevoli dimensioni posta nella baia prospiciente il cimitero di Procida, pericolosissima per natanti ed imbarcazioni, che arrivano a frotte e localizzabile sulla destra del porto principale, sia per chi arriva da Napoli che da Ischia.

Achille della Ragione

 

Il Mattino, pag.38 - 22 giugno 2022

 

 

 

giovedì 16 giugno 2022

Piazza Salvatore Di Giacomo sfida Forcella

 



Piazza Salvatore Di Giacomo sembra voler sfidare Forcella. In teoria essa è protetta da ben 4 vincoli: Artistico, Archeologico, Monumentale e Storico, ma per i responsabili del comune sono lettera morta, infatti da anni i giardinetti sono stati invasi, oltre che da cumuli di spazzatura, da una serie di tavolini, dove si alternano consumatori di bevande ad incalliti quanto canuti giocatori di scopone. In attesa di una musica assordante, per la quale alcuni bar si stanno attrezzando, bisogna contemplare una scritta provocatoria quanto indecente , che imbratta il muro di cinta del Mausoleo Schilizzi, una potenziale attrazione turistica, ricca di storia patria e contornata da boschi lussureggianti, vergognosamente inaccessibile da anni per mancanza di personale.

Achille della Ragione

 

giovedì 9 giugno 2022

San Gennaro ora basta!


fig.1 - Decollazione di San Gennaro nella Solfatara -
Napoli, collezione della Ragione

Questo breve scritto costituirà la prefazione di un esaustivo libro su San Gennaro, che uscirà in autunno e che partendo dalla decapitazione del santo, avvenuta nel 305 d. C., immortalata in uno spettacolare dipinto di Domenico Gargiulo (fig.1) appartenente alla celebre collezione della Ragione, dedicherà corposi capitoli alle catacombe a lui dedicate, dove si può ammirare la sua immagine più antica (fig.2), all'ospedale che porta il suo nome, al prezioso tesoro (fig.3), il più ricco del mondo, conservato nei pressi del Duomo e soprattutto offrirà ai lettori più di 50 foto a colori di quadri a lui dedicati, tra cui spicca quello di Artemisia Gentileschi (fig.4), conservato nella Cattedrale di Pozzuoli.
Lo scopo di questo scritto è quello di sfatare definitivamente una serie di boiate e corbellerie, che circolano in letteratura, ma soprattutto avanzerà una proposta per demolire in maniera inoppugnabile il "prodigio"dello scioglimento del suo sangue in date prestabilite.
Tutti in cerca del sostegno, dell’occhiolino, della pacca sulle spalle da parte del santo delle ampolle. L’hanno invocato i re di diverse dinastie, affinché la loro sovranità fosse sancita da un’incoronazione popolare e sovrannaturale nello stesso tempo. Unti del Signore, ma pure da san Gennaro. In un’occasione ben precisa, fuori dalle tre date canoniche e significative, lo scioglimento sarebbe stato imposto con la forza delle armi.
È il celebre episodio del 1799, quando il generale Championnet  per dare la legittimazione più all’occupazione francese che alla Repubblica Napoletana, visto che il sangue ritardava a compiere il prodigio, minacciò i religiosi. Secondo il racconto molto romanzato di quel geniaccio di Alexandre Dumas, il liquido nella teca prontamente si squagliò. Al primo patrono fu immediatamente appiccicata, dai lazzari e dai sanfedisti, l’etichetta di giacobino e per oltre venti anni il patrono di Napoli divenne S. Antonio Abate.
Fino ad ora abbiamo riportato testualmente uno scritto di Pietro Treccagnoli, una delle penne più sofisticate de Il Mattino e soprattutto valente napoletanista, il quale accetta senza riserve la favola del generale francese che induce sotto la minaccia dei fucili San Gennaro ha manifestare il suo prodigio. La cosa grave è che a questa falsità credeva anche Giuseppe Galasso, uno dei più celebri storici italiani, che confermò l'evento in pubblico nel teatro Bellini nel corso di un'affollata conferenza.  
Dobbiamo essere grati a Maurizio Ponticello che, nel suo  libro dedicato al patrono napoletano ha dedicato un corposo capitolo all'episodio, sottolineando che tra le carte ufficiali della Deputazione del Tesoro, dove puntigliosamente sono annotati tutti gli scioglimenti dal 1389 ad oggi, non vi è alcuna traccia del prodigioso evento  “a comando" citato viceversa su tutti i libri di storia.
Un'altra lampante falsità la troviamo nel Santuario di San Gennaro, sito lungo la via Domitiana, che sorse, secondo la leggenda, sul punto preciso dove san Gennaro e i suoi sei compagni furono decapitati.
Nella cappella destra della navata si venera una lastra sulla quale, secondo la tradizione, è stato decapitato il santo, la quale attira numerosi fedeli da ogni dove e in qualsiasi periodo dell'anno, poiché nei giorni che precedono l'anniversario della sua decapitazione le presunte tracce di sangue appartenenti al santo assumono ogni giorno di più un colore rosso rubino, mentre durante tutto il resto dell'anno la pietra è nera. Naturalmente si tratta di una bufala, infatti secondo inoppugnabili studi recenti è certo che la pietra sia in realtà il frammento di un altare paleocristiano di due secoli posteriore alla morte del martire, sul quale si sono depositate tracce di vernice rossa e di cera e che il tutto sia solo frutto di una suggestione collettiva.
Quando si parla di San Gennaro a Napoli e si mettono in luce falsità ed errori, bisogna stare attenti, perché il patrono gode della stima sviscerata non solo del popolo, ma anche di molti intellettuali.
Per scoprire uno degli errori più abusati: Napoli città dei sangui, basta aver frequentato con profitto le elementari, apprendendo che la parola sangue non possiede il plurale; per accertarsi che la decapitazione del santo, avvenuta secondo la leggenda il 19 settembre del 305, regnante l'imperatore Diocleziano, bisogna aver frequentato le scuole medie ed appreso durante le ore dedicate alla storia che a quella data l'imperatore era diverso; infine per intendere l'errore di liquefazione del grumo di sangue, bisogna aver frequentato le lezioni di fisica al liceo, acquisendo la nozione precisa di liquefazione, che consta nel passaggio di un corpo dallo stato gassoso allo stato liquido.
Vorrei concludere questa breve carrellata sul presunto prodigio, non parliamo mai di miracolo, perché la stessa Chiesa non lo riconosce come tale, proponendo al lettore una mia missiva sull'argomento, pubblicata nel 2015 su numerosi giornali, in primis il settimanale L'espresso, nella quale mettevo in risalto (e da allora il fenomeno si è ripetuto costantemente ad ogni scadenza canonica o fuori programma) che il sangue prelevato dalla cassaforte è già sciolto, cosa che probabilmente avviene durante l'anno decine di volte e basterebbe posizionare una micro telecamera a raggi infrarossi nella cassaforte per accorgersi del ripetersi a catena dell'evento. Per il prestigio di San Gennaro sarebbe un brutto colpo, ma finalmente la nostra città potrebbe entrare a testa alta nel mondo contemporaneo.

 

fig. 2 - La più antica immagine di San Gennaro

 

fig.3 - Il tesoro di San Gennaro

 

fig. 4 - Artemisia Gentileschi -
San Gennaro nell'anfiteatro di Pozzuoli -
Pozzuoli, Cattedrale

 L’Espresso 20 giugno 2015


San Gennaro, ora basta!

Anche durante la visita di Lech Walesa, pochi mesi dopo la liquefazione avvenuta in occasione della venuta a Napoli di papa Francesco, le ampolle di san Gennaro hanno ripetuto il prodigio (non chiamiamolo miracolo, perché  anche la Chiesa non lo riconosce) divenuto oramai molto, troppo frequente.
Lo stesso pontefice (fig.5) a marzo era stato molto riservato sul fenomeno e pare che finalmente, grazie al suo coraggio, si è prossimi ad una  pronuncia ufficiale sui miracoli… in serie che si producono a Medjugorie, dove hanno dato luogo ad un turismo religioso ed un giro di affari da far impallidire la stessa Lourdes.
In attesa che indagini serie, eseguite da una commissione internazionale di scienziati, sulle tante ampolle di sangue, appartenenti a santi meno famosi, ma soprattutto di proprietà di nobili famiglie napoletane, possa chiarire definitivamente la natura del fenomeno, sarebbe troppo indiscreto collocare una micro telecamera nella cassaforte dove sono conservate le ampolle del patrono di Napoli ed osservare se per caso durante i mesi trascorsi tra un prodigio e l’altro, la liquefazione non si ripeta continuamente e non unicamente nelle occasioni canoniche?
Di recente ho riproposto su vari quotidiani la questione, tra cui Il Corriere della Sera, il quale, letto e meditato dalla redazione del TG1, aveva indotto la direttrice ad invitarmi per una esaustiva trasmissione sull'argomento da tenersi in prima serata, ma mi sarei dovuto recare a Roma e soggiornarvi per due giorni, una circostanza che, date le mie precarie condizioni di salute, non mi è stato possibile, con grave danno per la mia vanagloria.


Achille della Ragione

 

fig. 5 - L'ampolla nelle mani del cardinale Sepe alla presenza di papa Francesco


mercoledì 8 giugno 2022

Un Fracanzano che sfida Ribera


fig.1 Francesco Fracanzano
- Cristo incoronato di spine - 53x40 -
Napoli, collezione privata


Il Cristo incoronato di spine (fig.1)  di cui ci occuperemo in questo nostro breve saggio, appartenente ad una famosa collezione napoletana, fa parte della maggiore produzione di Francesco Fracanzano: la rappresentazione di mezze figure investigate con crudo realismo, una moda nata nella bottega del Ribera a Napoli ed affermatasi poi anche in provincia grazie ai suoi discepoli, tra i quali, si annovera anche il grande Luca Giordano, che più volte ritornerà sul tema nel corso della sua lunga carriera, dilatando oltre misura la sua fase  riberesca , identificata erroneamente dalla critica con un periodo unicamente giovanile. Tra i più convinti seguaci del valenzano si distingue Francesco Fracanzano, il quale nel 1622, dalla natia Monopoli, si trasferisce con la famiglia nella capitale, entrando giovanissimo nell’ambiente artistico partenopeo, grazie anche al matrimonio, celebrato nel 1632, con la sorella di Salvator Rosa.  Lavorando con il Ribera ne recepì la stessa predilezione per la corposità della materia pittorica e ripropose spesso i soggetti più richiesti dalla committenza.    
Nel volto del Cristo trasuda  una massa pittorica levigata, più morbidamente plasmata e vibrante di vita. Qualche indulgenza ad un gusto manieristico più abboccato, un certo compiacimento formalistico, un senso morale più allentato ed una cura del dettaglio che si evince da alcuni particolari.
Il Cristo è impregnato anche da un potente naturalismo nella descrizione dei tratti somatici, indagati con severità nei solchi delle rughe, in linea con la lezione del Ribera, anche se il volto, intenso e vigoroso, comincia a rivelare i nuovi valori cromatici, sconosciuti nella produzione giovanile del pittore, per cui la collocazione cronologica dell’opera va posta nel corso del V decennio del secolo, quando il rigore naturalistico comincia a cedere alle lusinghe di una tavolozza tenera e raffinata.   
Il De Dominici accenna all’attività del Fracanzano nella bottega del Ribera: ”il maestro molto lo adoperava nelle molte richieste di sue pitture... mezze figure di santi e di filosofi”.Nessuno di questi quadri, attribuibili con un buon margine di certezza alla sua mano, è firmato o datato, probabilmente perché spesso dovevano passare per autografi del maestro e ad avvalorare questa ipotesi ci soccorrono di nuovo le parole del biografo ”il Maestro molto lo adoperava nelle molte richieste di sue pitture e massimamente per quelle che dovevano essere mandate altrove, ed in paesi stranieri... egli è così simile all’opera del Ribera che bisogna sia molto pratico di lor maniera chi vuol conoscerlo... nell’esprimere la languidezza delle membra, nel volto decrepito dei suo vecchi”.   
Forniamo ora dei cenni della biografia del pittore, invitando chi volesse approfondire l’argomento e visionare circa 150 foto a colori dell’artista a consultare la mia monografia “Francesco Fracanzano opera completa”, (fig.2) digitando il link   
http://www.guidecampania.com/dellaragione/articolo82/fracanzano.pdf 
Figlio del pittore Alessandro e fratello di Cesare, Francesco, nel 1622, si trasferisce a Napoli per entrare nella bottega del Ribera. Fu successivamente maestro di Salvator Rosa, quest'ultimo fratello di Giovanna, nonché sua moglie.   
Per un certo periodo le sue attività sono state condivise con il cognato Salvator Rosa e con Aniello Falcone, specializzato in scene di battaglia.     
Di stampo caravaggista, la sua pittura fu inizialmente accostata alla scuola dello Spagnoletto e più in particolare a quella del Maestro dell'Annuncio ai pastori. Col tempo poi, la sua arte si è allontanata dall'influenza tenebrista per assumere stili più luminosi e chiari. I capolavori del Fracanzano sono riconosciuti su tutti nelle due tele con Storie della vita di San Gregorio Armeno del 1635 nella chiesa di San Gregorio Armeno a Napoli. Il figlio, Michelangelo, fu anch'egli pittore; tuttavia non riuscì mai ad eguagliare il successo del padre.


Achille della Ragione  

fig.2 - copertina della monografia
Francesco Fracanzano

  





domenica 29 maggio 2022

Vent’anni di lettere a L’Espresso

  

L'Espresso pag.96 - 22/5/2022



Cara Rossini,

la rubrica delle lettere ai giornali è da sempre uno spazio di democrazia e una palestra di idee e proposte che i lettori, attraverso le pagine del giornale preferito, pongono all’attenzione generale. Un fiume di denunce, confessioni e frammenti di  vita vissuta che mescolano intimità ed esibizionismo, intelligenza e mediocrità, formando un'isola privilegiata dove si esprime l'identità di un giornale. Gli aficionados di queste rubriche si dividono in due distinte categorie: gli occasionali e i patiti. I più scrivono una sola volta nella vita. sotto la spinta di un episodio che li ha colpiti in maniera particolare; gli altri, gli habitué, rappresentano un fiume in piena di proposte, invettive, proclami, inviati con frequenza quasi quotidiana. lo sono uno dei più fertili tra questi maniaci della scrittura, avendo contratto la passione in età pediatrica: la mia prima lettera sui matrimoni internazionali pubblicata da  "Quattro soldi, risale infatti al 1960. Ho pubblicato più di duemila lettere,alcune simultaneamente su svariati giornali, e posso affermare che le volte in cui la proposta avanzata si è realizzata si possono contare sul palmo di due mani. Una volta ho visto  dopo una mia lettera pubblicata da molti quotidiani sulla truffa perpetrata all’lnps dalle badanti, che sposano il proprio datare di lavoro ottuagenario per poter godere della pensione di reversibilità la norma accolta a tempo di record nella finanziaria seguente, grazie ad un onorevole, che mi ha fatto esaminare preventivamente la sua bozza di legge. Ma grande fu la soddisfazione quando una decina di anni or sono riuscii a far uscire dal carcere un mio cameriere ingiustamente recluso (è stato poi assolto con formula piena) e sottoposto, per quanto malato di tumore alle angherie dei suoi compagni di cella. Mi sono dilungato oltre misura una regola ferrea da rispettare per le lettere ai giornali e quindi concludo:  «Verba volant».


Achille della Ragione



È vero, le parole volano via, ma ormai anche le "scripta" durano poco, sommerse da quel fiume ininterrotto di opinioni e invettive che vengono depositate nella rete e nei social. Però tra i lettori dei giornali di carta, specie preziosa che andrebbe protetta dall'estinzione, resta ancora la voglia di inserirsi, con un'idea, un commento o una proposta (spesso anche con un rimprovero) in quella famiglia elettiva che confeziona il giornale preferito. Esattamente vent'anni fa L'Espresso, allora diretto da Daniela Hamaui, dava spazio per la prima volta a un
dialogo con i lettori affidandomene la cura. Qualche anno dopo il dialogo si trasferiva anche nel sito, frequentato, come tutto in Rete, da lettori più inclini al dibattito, se non allo scontro. Molti sono i partecipanti seriali, come li chiama lei, pronti ad avere un'opinione su tutto e a mandare lettere a raffica su qualsiasi fatto d'attualità, ma destinati ad essere pubblicati di rado. Meno numerosi quelli che scrivono raramente sulla spinta di emozioni suscitate da vicende personali o da fatti pubblici. Tra loro inaspettatamente molti giovani, persino adolescenti, che chiedono a questa rubrica l'ascolto di cui, in un Paese senza più guide, sentono la mancanza.


Stefania Rossi



giovedì 26 maggio 2022

Prossima visita guidata

  


Amici ed amici degli amici esultate vi comunico la prossima visita guidata che avverrà martedì 31 maggio ed interesserà il museo del Banco di Napoli, che da pochi giorni si è trasferito da Palazzo Zevallos  in quella che era la grandiosa sede del Banco Napoli in in via Toledo, triplicando la sede espositiva.
L'appuntamento è alle ore 10:45 nei pressi della biglietteria.
Il prezzo del biglietto è 7 euro, 4 euro per gli over 65, gratuito per i correntisti del Banco Napoli, San Paolo ed Intesa.

Essendo rigorosamente a numero chiuso dovete dare un cenno di adesione inviando una mail ad achilledellaragione@gmail.com
oppure telefonare           
081 7692364                    329 3233706

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conoscerete la data delle prossime visite e leggerete i miei articoli con beneficio per la vostra modesta cultura.

Achille (il vostro duce)

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Alcune foto di Loretta Schiano, per documentare la giornata.

   








Un capolavoro di Giuseppe Bonito

 

   

fig.1 - Giuseppe Bonito -
Un maestro ed i suoi discepoli -105x140 -
Napoli, collezione privata

Il dipinto di cui ci occuperemo in questo articolo,  tra i più belli di Giuseppe Bonito, raffigurante Un maestro con i suoi discepoli (fig.1) presente in un'importante collezione privata napoletana è stato da me pubblicato anni fa nella mia monografia (fig.2) sull'artista (fig.9-pag.50), nel capitolo dedicato alle scene di genere.
I De Dominici nella biografia del Bonito accenna che il tipo di pittura che riscuoteva più successo tra i committenti era costituito da quadri, di piccolo e medio formato, che descrivevano momenti di una realtà quotidiana fatta di piccoli episodi, che vedevano come protagonisti borghesi arricchiti o proletari senza nome, impegnati in divertimenti innocenti o sollazzi sguaiati.
Nascevano così una serie di dipinti con significative varianti raffiguranti lo studio del pittore, la scuola di cucito, la partita di carte, gli intrattenimenti galanti in salotto ed in giardino, la mascherata, gli scherzi tra i vicoli della città o nelle bettole più malfamate; una produzione iniziata già alla fine degli anni Trenta che, secondo il celebre biografo, “furono lodati da tutto il pubblico “e gli “fecero acquistare gran nome”.
Sono scene di vita quotidiana, nelle quali si esplicano vari sentimenti resi con grande evidenza: l’alunno somaro mortificato dal maestro che non osa alzare la testa davanti ai compagni, il volto bonario del maestro che cerca di mostrarsi severo; la maestra di cucito alle prese con le apprendiste, il popolino che ama mascherarsi e fare scherzi per i vicoli, la borghesia intenta a trastullarsi tra giochi, balli e concerti in salotto.
Il pubblico, stanco di rappresentazioni pompose di scene sacre o di episodi mitologici con pose eroiche, di ritratti di persone senza vita impalate nella cornice, accolsero volentieri questi quadretti semplici e naturali, percorsi da brio e gioia di vivere.
Il Ferrari sottolineava la predilezione per un piano aneddotico nelle rappresentazioni, soffuse tuttavia di una mesta cordialità borghese e per tanto da non sottovalutare, in quanto documentazione autentica di attitudini che, dopo tanta enfasi barocca, cominciavano ad affiorare nel gusto e nel comportamento dei ceti civili napoletani.
Tra i dipinti più famosi va annoverata la Mascherata  del museo di Capodimonte, eseguita negli anni della piena maturità del maestro, un tema ripetuto più volte ad illustrare un episodio di vita popolare indagato con occhio attento e compiaciuto. Nella tela si possono apprezzare le notevoli capacità ritrattistiche del Bonito nel delineare i volti dei protagonisti dell’esilarante scenetta ed i palpabili influssi dell’ultima attività del Solimena. Il quadro può essere collocato cronologicamente in contiguità con la celebre Carità sita nella chiesa del Monte di Pietà datata 1742.
A questo quadro si può associare la Mandolinata  o secondo altri lo Studio del pittore, anche esso a Capodimonte, che presenta le stesse dimensioni, per cui è stato realizzata per lo stesso committente.
I due dipinti furono esposti a Napoli nella mostra Realtà e fantasia nella pittura napoletana del XVII e XVIII secolo e sono una dimostrazione della capacità del pittore di trattare con brio episodi popolari con soggetti teatrali indagati con occhio attento e divertito, rinvigorito dalla vivace capacità ritrattistica dell’artista espressa in fisionomie argute ed irriverenti.
Nella grande mostra su Gaspare Traversi, tenuta a Napoli nel 2003, vi fu l’occasione di ammirare tre tra i più importanti dipinti di genere del Bonito, esaustivamente commentati nelle schede del catalogo da Federica De Rosa, la quale sottolinea l’inizio di un genere, tra il divertente ed il capriccioso, basato su lucide rappresentazioni della realtà, vicino ai modi del Falciatore
I primi due: la Maestra di cucito  ed il Maestro di scuola (fig.1), eseguiti entro il 1736, sono da identificarsi, come ci racconta il De Dominici, con le opere presentate dal pittore alla Festa dei Quattro Altari, dove riscossero grande successo tra il pubblico ed influenzarono le nuove generazioni di artisti, primo fra tutti Gaspare Traversi. 


Achille della Ragione

fig.2- Copertina monografia Giuseppe Bonito



mercoledì 25 maggio 2022

Una vicenda spiacevole

   



Voglio segnalare ai miei lettori una vicenda spiacevole capitatami domenica scorsa ad Ischia, dove ero ospite del celebre hotel Re Ferdinando.
Mi reco alla reception a ritirare le chiavi di un auto che avevo prenotato ed un'impiegata, piacente ma non infallibile, mi mette in mano il mazzo (naturalmente di chiavi) dove è indicato il numero di targa della vettura sulla quale salgo con mia moglie e mi avvio verso la meta prefissata. Mi accorgo che la fiancata destra è gravemente danneggiata, il finestrino non si apre, il clacson non funziona, le marce entrano con difficoltà. Telefono subito al noleggiatore, che utilizzo da anni, per protestare, ma lui cade dalle nuvole e quando gli segnalo la targa dichiara che la macchina non è la sua. Avverto l'albergo, che si accorge dell'errore e fornisce il mio cellulare al noleggiatore proprietario dell'auto che sto guidando, il quale mi telefona invitandomi a restituire la vettura immediatamente. Dichiaro che mi trovo lontano e do appuntamento per le 14, orario in cui vengo accolto da un uomo dal volto adirato, che mi invita a firmare un contratto di noleggio. Al mio rifiuto afferma che mi denuncerà per furto ai Carabinieri, riceve da me un fragoroso pernacchio e l'idea di segnalare l'evento anche alla Polizia.
Non faccio in tempo a raggiungere la mia stanza in ascensore e adempiere ad una funzione fisiologica, che al cellulare i carabinieri mi avvertono di scendere immediatamente nella hall dell'albergo, dove a tempo di record è arrivata una volante.
Segue una lunga dichiarazione scritta di più pagine nella quale dichiaro semplicemente la verità e mi complimento con i militari per la solerzia dell'intervento. Metto pubblicamente in mano le chiavi al proprietario e finalmente posso ritirarmi per il riposo pomeridiano.


Achille della Ragione

   

 - Il Golfo , pag. 6, 27 maggio 2022




Come risolvere il drammatico problema delle baby gang

 

Il Mattino, pag.38 - 25 maggio 2022

 
Il proliferare delle baby gang è problema non solo napoletano, dove è esploso di recente, per il sempre più ridotto controllo del territorio da parte di una camorra in crisi di identità, ma interessa tutte le grandi città, non solo italiane, ma di tutto l'Occidente.
Al di la dei proclami e delle chiacchiere vorrei proporre una soluzione percorribile.
Oltre ad abbassare l'età in cui si può essere imputati, bisognerebbe trasferire automaticamente ai genitori la pena detentiva da scontare per i reati commessi dai figli non seguiti adeguatamente; naturalmente bisognerebbe alle prime infrazioni, anche lievi, esercitare la perdita della patria potestà e l'affidamento ad altri di minori abbandonati al loro triste destino.
 Credo che una proposta di legge del genere incontrerebbe il favore dell'opinione pubblica, per cui trovandoci in periodo elettorale,lancio l'appello a qualche parlamentare che vuole farsi bello, ma soprattutto saggio, di passare dalla teoria alla pratica.


Achille della Ragione

mercoledì 18 maggio 2022

Un parcheggio per il museo di Capodimonte

 


 



Il museo di Capodimonte è uno dei più importanti del mondo, ma è difficile raggiungerlo. Chi utilizza i mezzi pubblici deve attendere a lungo i pochi che  arrivano in zona, ma per chi possiede un'automobile il problema è ancora più complesso tra divieti di sosta e mancanza di spazio, mentre si potrebbe risolvere la triste situazione utilizzando gli enormi terreni abbandonati all'interno del bosco, che potrebbero essere adibiti a parcheggi, eventualmente a pagamento.
L'attuale direttore Bellengher ama dedicarsi al bosco più che al museo, possibile che non abbia pensato a risolvere in maniera semplice un problema così spinoso?

Achille della Ragione

 

Il Mattino, pag.38 - 19 maggio 2022

  

Corriere della Sera, pag.33 - 19 maggio 2022

 

 

 

 

martedì 10 maggio 2022

Prossima visita guidata



Amici ed amici degli amici esultate vi comunico la prossima visita guidata che avverrà
martedì 17 maggio ed interesserà la mostra "Oltre Caravaggio", che si svolge al museo di Capodimonte, ricca di oltre 200 dipinti.
L'appuntamento è alle ore 10:45 nei pressi della biglietteria. Il prezzo del biglietto è 12 euro per tutti.


Dovete dare un cenno di adesione inviando una mail ad achilledellaragione@gmail.com
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Achille (il vostro duce)



Alcune foto, fatte da Loretta Schiano, durante la visita a del 10  maggio 2022 al museo di Capodimonte.



  









giovedì 5 maggio 2022

Una notizia imbarazzante

 



Poiché leggo nel futuro, o forse perché ho contatti con i servizi segreti, voglio fornire ai lettori  in anteprima una notizia imbarazzante: entro una settimana nel panorama del golfo di Napoli, oltre al Vesuvio, si potrà contemplare una portaerei americana, come ai tempi della mitica Forrestal.
Questa scomoda presenza potrebbe indurre Putin, un pazzo furioso che anche Basaglia avrebbe chiuso in manicomio, a lanciare qualche missile con testata nucleare, che provocherebbe una catastrofe epica e per i napoletani sarebbero "uccelli senza zucchero".

Achille della Ragione

mercoledì 4 maggio 2022

Eutanasia, un dibattito che non si può ignorare

   

Il Mattino, pag.34 - 4 maggio 2022



La vita è degna di essere vissuta quando possiamo studiare, lavorare, amare, ridere, passeggiare, pensare; oggi, nel mondo, centinaia di migliaia di cadaveri viventi affollano ospedali e centri terminali, con crescenti spese per la società.
Soggetti privi di coscienza e che mai più parleranno, sentiranno, vedranno, cammineranno. Fino a pochi anni fa sarebbero morti in poche ore, costretti in un limbo infernale dall'accanimento di una medicina, che offende la solennità della morte e la dolcezza della vita, operando una grottesca quanto sinistra contaminazione. Vogliamo serenamente riaprire l'imbarazzante dibattito sull'eutanasia?


Achille della Ragione

martedì 3 maggio 2022

Una telecamera per spiegare il prodigio di San Gennaro



Corriere della Sera, pag.31- 3 maggio 2022

Sabato per la ennesima volta consecutiva le ampolle contenenti il sangue di san Gennaro, appena estratte dalla cassaforte, erano già allo stato liquido, come capitò anche durante la visita di Lech Walesa e in occasione della venuta a Napoli di papa Francesco. Bisogna concludere oramai che il prodigio (non chiamiamolo miracolo, perché anche la Chiesa non lo riconosce) ha trovato finalmente una spiegazione. In attesa che indagini serie, eseguite da una commissione internazionale di scienziati, sulle tante ampolle di sangue, appartenenti a santi meno famosi, ma soprattutto di proprietà di nobili famiglie napoletane, possa chiarire definitivamente la natura del fenomeno, sarebbe troppo indiscreto chiedere perentoriamente di collocare una micro telecamera nella cassaforte dove sono conservate le ampolle del patrono di Napoli ed osservare se per caso durante i mesi trascorsi tra un prodigio e l’altro, lo scioglimento non si ripeta continuamente e non unicamente nelle occasioni canoniche?
Per il prestigio di San Gennaro sarebbe un brutto colpo, ma finalmente Napoli potrebbe entrare a testa alta nel mondo contemporaneo.


Achille della Ragione

domenica 1 maggio 2022

Concorso con ricchi premi



  





L'editore del libro "I miei primi 75 anni" dopo l'esaurimento della prima edizione, in attesa della seconda, poiché il testo è consultabile su internet ha organizzato un concorso con mille euro a disposizione dei 5 lettori che indovineranno più risposte al seguente quiz, inviando la risposta alla seguente mail  achilledellaragione@gmail.com


Chi ha letto “ I miei primi 75 anni”?  Ecco come scoprirlo

QUIZ

1.    Bisognava essere “figlio di papà” o “figlio di sfaccimma” per entrare ad un evento unico organizzato dalla celebre scuola militare Nunziatella. A cosa si riferisce l’autore del libro?

2.    A chi è dedicato il Liceo Scientifico frequentato dall’autore?

3.    In quale anno del liceo fu bocciato l’autore del libro prima del suo recupero di due anni in uno?

4.    Come si chiama la donna bombardata di telefonate notturne dall’autore?

5.    Come l’autore del libro simulò una bomba per fare filone ai tempi della scuola?

6.    Come si chiamavano il barista e il “buttafuori” della discoteca inaugurata dall’autore?

7.    Perché "Gertrude" seguiva con attenzione la rubrica dei necrologi del Mattino nei primi anni Settanta?

8.    Dove fu abbandonata una ragazza di nome Inge durante il viaggio che l’autore e i suoi amici più cari fecero per visitare l’Europa dell'est?

9.    Come si chiamava la ragazza ceca in compagnia dell’autore nella notte in cui l’armata rossa invase la Cecoslovacchia?

10.    Come si chiamava il mattatore incontrastato della vita mondana caprese che organizzò una festa a cui il conte della Ragione inbucò l’amico Carlo, e le vicentine Anna Maria e Manuela?

11.    Di che nazionalità era la Madre Superiore delle suore a chi l’autore fece della beneficenza?

12.    Quali sono le due città europee che l’autore compara per il primato di Capitale del Mediterraneo, utilizzando la similitudine di un pianeta e del suo satellite per indicare l’efficienza della prima verso il degrado della seconda?

13.    Secondo quale rito le nozze d’argento dell’autore e di sua moglie si celebrarono?

14.    A quale convento fece finta di appartenere il Pelide travestito da prete, in visita alla casa chiusa (bordello) di Donna Amelia?

15.    Qual’è il cognome della coppia di amici che vinsero il premio per l’abito veneziano più bello ad una delle feste di carnevale a casa dell’autore?

16.    Qual’è l’anno della prima (delle tre) rapina avvenuta nello studio ginecologico dell’autore?

17.    Quanti carabinieri trovarono nello studio dell’autore i ladri che cercavano di estorcere a quest’ultimo 20 milioni di vecchie lire?

18.    Con quale minaccia una donna negli anni 2000 cercò di estorcere 200 milioni all’autore del libro?

19.    Di cosa di occupava la fondazione di simpatizzanti creata dall’autore in età giovanile e ricordata dall’amico Julien Vertefeuille?

20.    Nel saccheggio di Villa Malaparte a Capri cosa arraffarono l’autore del libro e i suoi compagni?

21.    Perché l’autore del libro si recava nelle librerie di antiquariato della città e consultava i loro cataloghi prima di essere stampati?

22.    Cosa successe durante le due sedute spiritiche organizzate nella villa di via Tasso di Gianfilippo Perrucci?



"I miei primi 75 anni"

PREFAZIONE

Prolegomeni per una futura autobiografia.
Dopo il successo planetario del libro sui miei primi 70 anni, trascorso un quinquennio è nato un nuovo libro, che celebra i miei primi 75 anni e che si è formato nel corso nel tempo, perché continuamente aggiungevo nuovi capitoli al testo.
Lo scopo di questo libro, oltre a fornire una traccia documentaria ai biografi del futuro, che dovranno occuparsi per i posteri di raccontare il mio percorso terreno, è quello di divertire, tra serio e faceto, i lettori, soprattutto quelli che hanno avuto l'onore di conoscermi, illustrando una serie di episodi, alcuni incredibili, che hanno movimentato la mia esistenza, la quale si avvicina a passi velocissimi al traguardo dei primi 75 anni.
Alla lettura del libro è necessario affiancare una consultazione del mio sito e del mio blog, ove si potranno leggere ed eventualmente stampare tutti i miei libri e 1500 articoli da me compilati fino ad oggi; ma soprattutto si potranno visionare foto, video, rassegne stampa, che avrebbero appesantito oltre misura la mole del libro.
www.achilledellaragione.it
www.dellaragione.eu
Il volume si divide in  40 capitoli, partendo dalla mia nascita senza per il momento arrivare alla mia morte.
Non mi resta che augurarvi buona lettura, soprattutto ai tanti amici che si riconosceranno nelle centinaia di foto che corredano il libro.

Napoli 1° giugno 2022

Achille della Ragione

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in 3^ di copertina
Achille partecipa a Rischiatutto



 INDICE

1.      Dalla nascita alla pubertà  
2.      Dalla pubertà alla giovinezza
3.      19 anni  
4.      La mia famiglia  
5.      Frasi d’amore di Achille ad Elvira
6.      Un prete scatenato  
7.      Carnevale a Venezia  
8.      Achille scacchista  
9.      Il vizio lucroso del poker
10.    Bravate a raffica  
11.    Achille ed i suoi cani  
12.    A tu per tu con Mike
13.    La carriera politica
14.    L’uomo che conosce ogni vicolo di Napoli
15.    Una collezione da favola  
16.    Antenati, parenti, collaterali ed affini
17.    Achille medico e scienziato  
18.    Una interminabile villeggiatura
19.    La dolce vita caprese del “pelide” Achille
20.    Una estate da favola  
21.    Il Carnevale della…Ragione  
22.    Maschere e lustrini a volontà  
23.    Le memorabili visite guidate ed il leggendario salotto culturale  
24.    Achille scrittore e giornalista  
25.    Problemi di salute. Incontri con la morte, ma anche con la vita  
26.    Casa dolce casa  
27.    La mia biblioteca  
28.    Due memorabili sedute spiritiche  
29.    La potenza del denaro  
30.    Stesso episodio, 7 giudici, 7 sentenze, tutte diverse  
31.    Rapine, estorsioni, cavalli di ritorno ed attentati terroristici
32.    Attila è morto: un dolore indescrivibile  
33.    Traversie giudiziarie
34.    Ricordi dimenticati ed aggiunte autobiografiche
35.    L’epopea dei grandi viaggi  
36.    Aggiunte alla mia autobiografia
37.    70 anni, compleanno, grandi feste  
38.    Nozze d'argento, festa leggendaria
39.    In volo sul Concorde   
40.    Cronistoria di una figura di m....escrementizia


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in 4^ di copertina
Achille vince la gara per il culo più bello
del Valtur delle Mauritius

 

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I Miei Primi 75 Anni by kurosp on Scribd







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