sabato 22 aprile 2023

Ritratti di San Gennaro

  

fig.1 -Battistello Caracciolo-
Gloria di San Gennaro tra i santi patroni di Napoli
(Napoli, Certosa di San Martino)

La figura di San Gennaro è stata ripresa ed esaltata dai maggiori pittori dal Cinquecento ai nostri giorni, a volte da solo, altre volte in compagnia dei suoi colleghi, come in questo dipinto di Battistello Caracciolo (fig.1) conservato nella Certosa di San Martino ed intitolato: Gloria di San Gennaro fra i santi patroni di Napoli, nel quale al centro troneggia il nostro eroe con ai piedi il reliquiario con le ampolle di sangue, mentre ai lati è ammirato da altri patroni di Napoli: Severo, Agnello, Atanasio, Aspreno, Eufebio ed Agrippino.

fig.2 -Andrea Vaccaro-
Ascensione di San Gennaro
(Madrid, Prado)

Passiamo poi ad Andrea Vaccaro, che ci raffigura l'Ascensione verso il cielo di San Gennaro (fig.2) in un quadro conservato nel museo del Prado di Madrid.
Ammiriamo ora uno spettacolare affresco del Domenichino, che raffigura L'esaltazione di San Gennaro (fig.3), conservato nel Duomo di Napoli.
Poscia in una collezione privata di Castellammare di Stabia è conservato un poco noto dipinto (fig.4) di Fabrizio Santafede, mentre un altro esaltante quadro di Corrado Giaquinto, raffigurante il Santo in preghiera (fig.5), si può contemplare a Princeton nella University Art Museum.

 

 

fig.3 -Domenichino -
Esaltazione di San Gennaro
(Napoli, Duomo)

 

fig.4 -Fabrizio Santafede-
San Gennaro
(Castellammare di Stabia, Collezione privata)
 

 

fig.5 -Corrado Giaquinto -
San Gennaro
(Princeton, University Art Museum)


Nel Palazzo Reale di Napoli è conservato  di Fedele Fischetti un poco noto dipinto raffigurante: San Gennaro in gloria con gli angeli (fig.6), mentre nel museo di Capodimonte vi è un vero capolavoro di Filippo Vitale raffigurante: La Vergine con i santi Nicola, Gennaro e Severo (fig.7) proveniente dalla chiesa di San Nicola e le Sacramentine.
In una cappella del Monte di Pietà è venerato di Francesco De Mura un San Gennaro (fig.8) in cui la figura del patrono è rappresentato a mezzo busto in atto benedicente con il volto in posa mistica con la mano sinistra che regge il pastorale, mentre un angioletto gli mostra le ampolle poste su di un libro.
Proponiamo ora ai lettori un vero capolavoro di Francesco Solimena che ci mostra la figura del Santo con le ampolle (fig.9), venerato nella Cappella del Tesoro di San Gennaro e poi di Giacinto Diano, nella chiesa di San Giovanni Battista a Gragnano, il celebre patrono in atto di compiere un miracolo (fig.10)

 

 

fig.6 -Fedele Fischetti -
San Gennaro in gloria di Angeli
(Napoli, Palazzo Reale)

  

fig.7 -Filippo Vitale -
La Vergine con i Santi Nicola, Gennaro e Severo
(Napoli, Museo di Capodimonte)

 

fig.8 -Francesco De Mura -
San Gennaro
(Napoli, Cappella del Monte di Pietá)


fig.9 -Francesco Solimena -
San Gennaro
(Napoli, Duomo)

 

fig.10-Giacinto Diano -
Miracolo di San Gennaro
(Gragnano, San Giovanni Battista)

Proseguiamo la nostra carrellata mostrando un dipinto di Giovanni Balducci, conservato a Napoli nel museo diocesano, raffigurante San Gennaro con il cardinale Alfonso Gesualdo (fig.11), mentre in cielo due angioletti si divertono giocando. Segue poi un quadro di Giacomo del Po, conservato nel museo di Capodimonte, con San Gennaro con i simboli vescovili (fig.12), mentre un angiolette regge le ampolle; una immagine di alta qualità cromatica, che colloca l'autore in linea con gli esiti del barocco di Luca Giordano.
Vi è poi Giovanni Lanfranco che esegue un affresco con San Gennaro in gloria (fig.13) conservato nell'Oratorio dei nobili, divenuto da decenni inaccessibile, da quando fa parte del liceo Genovesi di Piazza del Gesù.
Improvvisamente tra tanti giganti del pennello fa la sua comparsa un writer di nome Jorit, che ha affrescato con l'immagine  di San Gennaro (fig.14) un'intera parete in piazza Crocelle ai Mannesi, nel cuore di Forcella, il quartiere più malfamato della città.

 

fig.11 -Giovanni Balducci-
San Gennaro con il cardinale Alfonso Gesualdo
(Napoli, Museo Diocesano)

 

fig12 -Giacomo Del Po-
San Gennaro
(Napoli, Museo di Capodimonte)

 

fig.13 -Giovanni  Lanfranco-
San Gennaro
(Napoli, Oratorio dei Nobili)

fig.14 -Jorit -
San Gennaro
(Napoli, Piazza Crocelle ai Mannesi)

Ritorniamo ad autori seri con il capolavoro di Onofrio Palumbo, che, in collaborazione con Didier Barra, a cui spetta la accurata descrizione della città, ha fissato sulla tela l'immagine di San Gennaro che cerca di intercedere per Napoli verso le divinità (fig.15), un dipinto di grosse dimensioni conservato nella chiesa della SS. Trinità dei Pellegrini.
Particolarmente dolce è il dipinto di Pacecco De Rosa conservato in una prestigiosa collezione privata raffigurante San Gennaro con un angelo reggiampolle (fig.16).
Segue poi un'opera di Mattia Preti, nota a tutti i napoletani, situata a Porta San Gennaro in via Foria, che mostra la Vergine con i patroni più importanti della città (fig.17).
Di un autore poco noto, ma bravissimo, Pietro Torres, possiamo poi ammirare, una Madonna delle Grazie con i patroni di Napoli (fig.18) dal seno prosperoso e debordante, a lungo nella chiesa del Gesù e Maria e da tempo traslocata nel museo diocesano di Napoli.
Mostriamo ora un capolavoro assoluto di Luca Giordano, già nella chiesa di S. Maria del Pianto ed oggi nel museo di Capodimonte, che immortala San Gennaro che cerca di intercedere per la fine della peste del 1656 (fig.19). Da notare nel quadro, oltre al solito lattante che cerca di saziarsi con le mammelle di una puerpera da poco deceduta, in secondo piano un monatto che indossa una mascherina divenuta di moda durante l'epidemia del Covid.
E concludiamo con un quadro di Louis Finson, conservato a State College, nel Palmer Museum of Art, raffigurante San Gennaro che mostra le sue reliquie (fig.20).  

 

fig.15 -Onofrio Palumbo e Didier Barra-
San Gennaro prega in favore di Napoli
(Napoli, Santissima Trinitá dei Pellegrini)

 

fig.16 -Pacecco De Rosa-
San Gennaro con angelo reggiampolle
(Collezione privata)

 

fig.17 -Mattia Preti-
La Vergine e i Santi patroni
(Napoli, Porta San Gennaro)
 

 

fig.18 -Pietro Torres -
Madonna delle Grazie tra i Santi patroni di Napoli
(Napoli, Museo Diocesano)

fig.19 -Luca Giordano-
San Gennaro intercede per la fine della peste
(Napoli, Museo di Capodimonte)

fig.20 -Louis Finson -
San Gennaro mostra le sue reliquie
(State College, Palmer Museum of Art)


 

Achille della Ragione

Foto di Dante Caporali

 


venerdì 21 aprile 2023

Documenti per gli storici del futuro

 




Carlo della Ragione, fratello del ben più noto Achille, rovistando tra antichi ripostigli ha reperito una serie di importanti documenti, che in parte proporremo ai nostri lettori, che saranno utili agli storici del futuro, quando dovranno ricostruire la biografia del celebre personaggio.
Partiamo da una foto che ritrae Achille a 5 anni, mentre mette in mostra la sua muscolatura per la gioia delle sue ammiratrici.


Passiamo poi ad un articolo pubblicato da Il Mattino, pag.10 del 5 ottobre 1964, che mostra il nostro duce, diciassettenne, all'epoca già campione regionale di corsa campestre, mentre viene premiato dopo aver vinto Il giro del rione (Vomero).


Quindi facciamo ammirare una copia del mensile Libertà universitaria, un giornale che stampava migliaia di copie, grazie ad un trucco ideato dal mitico Achille, proprietario e direttore del giornale, che fece distribuire dalla segreteria universitaria un modulo per l'abbonamento, che molti scambiavano per una tassa e pagavano, oltre alle molte copie vendute per strada da infaticabili strilloni, tra i quali Sergio Pucciarelli e Giosi Campanino.


Poscia mostriamo la prima pagina del Corriere della sera del 11 maggio 1972 che segnala la partecipazione serale a Rischiatutto del nostro eroe, fotografato al fianco della mitica Sabina Ciuffini, una trasmissione che fu seguita da 20 milioni di spettatori e che i lettori possono ammirare digitando
youtube, rischiatutto, della ragione



Concludiamo in bellezza mostrando le intere pagine che quotidiani e periodici dedicarono per settimane al celebre ginecologo, che nel 1978 si autodenunciò per favorire l'approvazione in Parlamento della mitica legge 194, che rendeva legale l'aborto.

Achille della Ragione 

 


 


domenica 9 aprile 2023

Calo demografico crescente, fine di una civiltà imminente




Nel 2022 vi è stato il minor numero di nascite dall'Unità d'Italia ad oggi ed il fenomeno tende ad aumentare sempre più. Entro 20 o 30 anni la nostra popolazione diminuirà paurosamente e sarà costituita unicamente da vecchi, col risultato che la nostra civiltà scomparirà.
Lo Stato deve immediatamente prendere provvedimenti, seguendo, con finalità diverse, l'esempio di Mussolini, il quale desiderava 7 milioni di baionette, mentre noi dobbiamo auspicare un aumento della popolazione giovane.
Esenzioni fiscali, premi cospicui per ogni nuovo nato, istituzione di asili nido gratuiti in ogni città ed un appoggio dell'opinione pubblica a queste iniziative.
Bisogna "fare presto", ogni giorno che passa la situazione si aggrava e tutti debbono essere coscienti che la nostra civiltà rischia di estinguersi.

Achille della Ragione 

 

Il Fatto Quotidiano  -pag.21-
12 aprile 2023 

  

Il Mattino -pag.34-
15 aprile 2023

 

Il Mattino -pag.42-
29 aprile 2023

   
Venerdì di Repubblica - pag. 11 -
12 maggio 2023

 
 




 

 




sabato 8 aprile 2023

Migranti, serve un museo



Egregio direttore, dopo l'Unità d'Italia nel corso di pochi decenni circa 25 milioni di italiani sono stati costretti all'emigrazione oltre oceano. Oggi la storia si ripete all'incontrario ed ecco legioni di disperati che vedono nelle nostre città e nelle nostre campagne la terra promessa.
Il nostro passato di emigranti è dimenticato, seppellito nel più profondo inconscio, complici le istituzioni, che non hanno realizzato un museo che ci rammenti gli anni in cui eravamo carne da macello, pronta a qualsiasi lavoro, anche il più umile e pericoloso.
Un museo dell'emigrazione, per ricordare il passato e per spegnere in noi qualsiasi seme di razzismo.
Quale sede più degna del porto di Napoli, dove per un'eternità sono partiti i bastimenti, carichi di disperazione e di nostalgia, di ansia di riscatto e di antica dignità?

Achille della Ragione



Mi sembra un'idea eccellente. E come tale sospetto, temo, prevedo che resterà sulla carta.
Ricordare il nostro passato di migranti non sembra il primo dei pensieri di un governo che un certo passato preferisce rimuoverlo o all'occorrenza. riscriverlo.    

(C. V.)


sabato 1 aprile 2023

GIUSEPPE RECCO una monografia

 

In 1^ di copertina - Giuseppe Recco -
Una guizzante natura morta di Giuseppe Recco - 45x33 -
Berlino, collezione Thomas Gonzales

Dopo una sosta di alcuni mesi finalmente Achille ha partorito il suo libro n.152, una monografia sul più abile pittore di natura morta del Seicento napoletano dal titolo esplicativo:
GIUSEPPE RECCO pittore di pesci, fiori e dolciumi
ricco di oltre cento foto a colori, che tutti possono consultare gratuitamente in rete, mentre chi vorrà arricchire la propria biblioteca col cartaceo potrà ordinarlo alla LibroCo  subito dopo Pasqua (TEL.055 8229414) ed in 24 ore gli sarà consegnato a domicilio 

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In 3^ di copertina
- Monografia -
La natura morta napoletana dei Recco e dei Ruoppolo

 PREFAZIONE

Questa monografia su Giuseppe Recco si compone di alcuni  articoli che ho scritto sul pittore nell'arco degli anni e dopo  un'esaustiva biografia si conclude in bellezza con decine di foto dei suoi quadri più famosi.
Egli senza dubbio è tra i maggiori esponenti del secolo d'oro  della natura morta napoletana e fa parte di una celebre  dinastia assieme al padre Giacomo allo zio Giovan Battista ed ai suoi figli Elena e Nicola Maria.
Non mi resta che augurarvi buona lettura e darvi appuntamento al prossimo libro.

Achille della Ragione

Napoli aprile 2023

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In 4^ di copertina - Giuseppe Recco
- Natura morta di pesci con gatto - 73x100 -
siglato G. R. - Napoli, collezione della Ragione

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INDICE

  • Prefazione
  • Giuseppe Recco, pittore di pesci, fiori e dolciumi
  • Una guizzante natura morta di Giuseppe Recco
  • Esemplari di natura morta napoletana in posa
  • Una natura morta di Giacomo Recco
  • Natura morta di pesci con gatto
  • Biografia
  • Indice delle 40 tavole

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GIUSEPPE RECCO by kurosp on Scribd




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venerdì 31 marzo 2023

Boris Ulianich ci ha lasciato

 



Boris Ulianich ci ha lasciato e la perdita per Napoli e la cultura è grave.
Vogliamo ricordarlo ai nostri lettori con un articolo che gli dedicai alcuni anni fa, quando ebbi l'onore di conoscerlo.

Boris Ulianich, napoletano adottivo, nato nel 1925 in Croazia, è uno dei maggiori studiosi di Storia della Chiesa  in età moderna con opere fondamentali su Paolo Sarpi, delle cui lettere ai Galicani ha curato una magistrale edizione critica (1961), e su Lutero e la riforma protestante, dei quali si occupa in particolare nel suo libro più importante sotto il profilo metodologico e storiografico dal titolo “Riforma e riforme: Momenti di storia e storiografia” (1995).
La sua amplissima bibliografia documenta il costante e fine lavoro di storico al quale egli si è dedicato proseguendo e approfondendo la lezione di illustri maestri italiani (Chabod, Cantimori) e tedeschi (Lortz). Protagonista di spicco della cultura di ispirazione cattolica del’900, ha vissuto gli anni del Concilio Ecumenico II a Bologna, accanto a personalità come il Cardinale Lercaro e Dossetti.
Boris Ulianich è a pieno titolo uno dei fondatori dell’Ateneo di Arcavacata. Dal 1971 al 1975 è stato membro del Comitato tecnico fondatore della facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università della Calabria, insieme con Gianvito Resta e Gianfranco Folena.
A lui si deve la istituzione del Corso di Laurea in Storia dell’Ateneo calabrese, corso di laurea che allora era uno dei primi istituiti in Italia.
Impegnatosi in politica, Ulianich è stato Senatore della Repubblica nel gruppo della Sinistra Indipendente dal 1978 al 1992.
Quando intervenne nel salotto di Donna Elvira, egli presentò uno studio rigoroso quanto affascinante, sulla croce, il simbolo più alto che rappresenta il Cristianesimo.
Ho avuto poi ripetute occasioni di confrontarmi con la sua lucida intelligenza e profonda cultura, perché lui è consuocero di una coppia di mie carissimi amici, Vittoria e Mario Speranza, i quali oltre a possedere una delle più belle dimore napoletane, organizzano frequentemente ricevimenti a cui partecipano i più bei nomi dell’intellighentia partenopea.
Mi fu particolarmente utile quando anni fa organizzai presso l’Istituto Italiano degli Studi Filosofici un convegno: Perché il Dolore?, una risposta tra scienza, fede e filosofia, con la partecipazione di illustri studiosi di varie discipline (per chi volesse rivederlo può collegarsi alla teca video di Radio Radicale del 17/01/2001).
Avevo bisogno di un teologo di vaglia e lui mi rispose: “ho la persona che fa per te, insegna alla facoltà teologica ed è anche medico, telefona al rettore per fissarti un appuntamento, al quale mi recai timoroso che l’interlocutore potesse rifiutarsi per le mie battagli a favore dell’aborto e grande fu la mia sorpresa quando, nel presentarmi, dissi: ”Lei no mi conosce” e lui: “La conosco bene, la stimo ed ho assistito, in abiti borghesi, al suo ultimo convegno sulle metodiche farmacologiche per provocare l’aborto (anche questo visibile sulla teca radicale del 27/03/2001).


martedì 28 marzo 2023

Natura morta di pesci con gatto

 

Natura morta di pesci con gatto
Olio su tela (73x100)
Collezione della Ragione - Napoli


Questa opera, inedita, presenta sulla base della pietra in primo piano la sigla G.R., un monogramma che talune volte ha generato problemi attributivi con Giacomo Recco e Giuseppe Ruoppolo. Nella tela in questione, ad ogni modo, l'analisi stilistica ed iconografica permette di assegnare, con ragionevole certezza l'opera a Giuseppe Recco nel suo momento espressivo più intensamente naturalistico, ancora sotto l'influsso e la suggestione caravaggesca, quando il pittore determina con precisione i singoli oggetti con uno studio attento della materia e della luce. Chiari elementi che conducono allo stile di Giuseppe Recco sono la presenza del grosso pesce rosso m primo piano con la bocca aperta verso l'alto, caratteristica di molti suoi quadri tra cui la famosa «Natura morta di pesci con pescatore» della collezione Pagano di Napoli.
Lo stesso pesce con piccole variazioni lo ritroviamo in molti altri quadri del Recco tra cui ricordiamo «Pesci ed ostriche» del National Museum di Stoccolma e «Paesaggio marino con Natura morta di pesci e aragoste» di collezione privata a Napoli, firmato e datato 1666.
Nel «Pesci e conche di rame» di collezione Canessa, Roma, anch'esso siglato, oltre all'identico pesce è presente anche un piano di appoggio molto simile ed un secchio di rame eguale a quello del quadro in esame.
Il secchio di rame è presente in molte altre opere firmate ed inoltre notevole è la somiglianza del gatto, teso ad afferrare come un fulmine un' anguilla, pesce tradizionale della cucina napoletana, con l'analogo «felino» della tela «Natura morta di pesci con gatto e conca di rame» conservata al Metropolitan di New York.
Giuseppe Recco dedica nelle sue tele una maggiore attenzione al soggetto «pesci» in un momento di acquisita maturità artistica, dopo aver trattato molti alti temi, quali gli interni di cucina, un genere caro alla tradizione napoletana, i fiori , fino alle curiosità ed alle vanitas, dimostrando una vastità di interessi ed un ampio registro di riferimenti culturali, oltre alla conoscenza di elementi della natura morta romana, spagnola e fiamminga.
Il quadro in esame è tutto giocato su una vasta gamma cromatica, dal rosso sfolgorante del pesce in primo piano agli argenti, ai grigi ed ai bruni degli altri oggetti raffigurati. Una particolare attenzione è dedicata al gatto, dagli occhi luccicanti, che, con scatto felino è colto nel momento in cui afferra un'anguilla. La luce proveniente di taglio dalla finestra crea effetti chiaroscurali molto intensi, mentre il trattamento pittorico delle superfici segue criteri lucidamente oggettivi, caratteristici del Recco offrendo così un'intensa naturalezza nella resa luminosa dei vari pesci ed oggetti rappresentati.


 
Particolare della sigla G R



Giuseppe Recco (Napoli 1634 – Alicante 1696 ) è tra i massimi esponenti della natura morta napoletana del Seicento, figlio di Giacomo famoso come fiorante e nipote di Giovan Battista, celebre per i suoi interni di cucina ed a sua volta padre di Elena e Nicola Mana, anche essi pittori pur se su di un gradino più basso del loro predecessori.
Di recente alcuni ritrovamenti documentari di Perez Sanchez, che indagava su di un titolo dì cavaliere dell'ordine di Calatrava assegnato, secondo il De Dominici, al Recco, hanno identificato un Giuseppe Recco probabilmente insignito del titolo di «Eques», con cui il nostro artista amava firmarsi negli ultimi anni della suaattività, ma da riferirsi ad un Giuseppe figlio però di un Guglielmo e nato non nel 1634 ma nel 1645. Il dubbio di un'omonimia e di una mescolanza operata dal De Dominici da fatti inerenti a due persone distinte permane, per cui la situazione anagrafica rimane confusa e bisognosa di nuovi studi chiarificatori, mentre sembravano del tutto accettati dalla critica i dati prodotti dalle ricerche del Salazar, confermati anche dal Prota-Giurleo. L'inizio dell'attività di Giuseppe Recco mosse dall'esperienze del padre e dello zio rinnovando le formule di famiglia dei «fiori» dei «pesci» e delle «cucine». 
Il Recco rimase nel solco della tradizione naturaistica napoletana ed aderì solo nella fase tarda agli eccessi della produzione barocca.
II suo cammino è stato abbastanza ben definito dalla critica perché molte sono le sue opere datate e firmate, anche se a volte si sono creati dei problemi attributivi legati alla confusione che il monogramma «GR», presente dopo un certo periodo nelle sue opere solo siglate, genera tra lui, il padre e Giuseppe Ruoppolo.
Numerose sono le sue opere conservate nei più importanti musei del mondo (Prado, Capodimonte, Uffizi, Gemaldegalerie, Metropolitan, Stoccolma ecc.) e nelle principali collezioni private italiane e straniere. 
Alla fine della sua carriera si recò in Spagna invitato da Carlo II, dove morì poco dopo il suo arrivo, dopo aver prodotto le sue uniche opere di carattere religioso: una «morte di S. Giuseppe» ed una «Assunzione della Vergine».