giovedì 19 marzo 2020

Svuotare le carceri necesse est


Nei giorni scorsi, a seguito del divieto dei colloqui con i parenti (un conforto inderogabile) vi sono state rivolte in tutti i penitenziari italiani, domate con difficoltà e con un corteo di morti, mentre alcune decine di detenuti sono riusciti ad evadere.
Il governo per arginare i disordini e diminuire il vergognoso super affollamento ha deciso di varare un decreto che prevede la possibilità di scontare gli ultimi 18 mesi di pena ai domiciliari, scatenando l'ira funesta di Salvini, il quale naturalmente ignora che già attualmente la legge prevede che gli ultimi 12 mesi si possano scontare a casa. La norma purtroppo è inattuata, perché bisogna sottoporre ogni singolo caso al parere del tribunale di sorveglianza, che, vero modello di inefficienza e malagiustizia, fissa l'udienza a distanza di mesi e mesi, quando la pena è già estinta.
Per cui invito il governo, se deciderà di varare l'ordinanza, di prevedere un meccanismo automatico di scarcerazione, altrimenti sarà tutto inutile.

Achille della Ragione

Il Mattino pag. 38 -  23 marzo 2020


Caro Achille, ben ritrovato. La tragedia, perchè di tragedia si tratta, del Coronavirus, ha fotografato in una enorme istantanea tutti i ritardi, i difetti, i limiti del Paese.
Tra questi è esplosa con tutta evidenza la questione dell'affollamento e delle condizioni nelle carceri, non sempre all'altezza di una nazione avanzata e democratica.
Quanto successo dieci giorni fa, quando, nel giro di due ore, la maggior parte degli istituti penitenziari era in mano ai detenuti in rivolta deve farci riflettere.
Solo il buon esito di alcune trattative hanno fatto sì che non si ripetessero le fughe di massa avvenute a Foggia.
I detenuti sui tetti nel breve periodo devono farci riflettere sulla pericolosità della bomba sociale all'interno del nostro sistema penitenziario.
Nel lungo periodo, tra le tante lezioni che ci lascerà il Covid, ci sarà di certo la necessità di un sistema di detenzione più efficiente, più dignitoso, insomma più aderente alla nostra Costituzione che all'articolo 27 ricorda: <<Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato>>.


    Ps. Caro Achille stia a casa il più possibile e lo raccomandi anche ai suoi cari.



    Federico Monga

Nessun commento:

Posta un commento