martedì 27 aprile 2021

I MALINCONICO una dinastia di pittori



in 1^ di copertina
- Nicola Malinconico -
Gesù caccia i mercanti dal tempio

Prefazione

La dinastia dei Malinconico è la più lunga nella storia della pittura napoletana.
Parte con Andrea (Napoli 1635-1698), ricordato come «fra i più bravi allievi» della bottega di Stanzione, prosegue con i suoi due figli: Oronzo e Nicola, che, soprattutto il secondo, entrano in orbita giordanesca, continua con Carlo, figlio di Nicola, per concludersi con un pronipote, Pietro, attivo anche nel primo decennio dell'Ottocento, del quale fino a qualche anno fa si conosceva una sola opera e che, grazie al sottoscritto, possiede ora un catalogo di affreschi e dipinti, firmati e datati.
Nel libro una parte importante è occupata da Nicola, ritenuto dalla critica uno degli allievi più dotati di Luca Giordano, attivo sia nel Seicento che nel Settecento, abile anche nel ritrarre nature morte e molto richiesto dalla committenza dell'epoca.
Si conclude in bellezza con 32 tavole a colori, divise in base all'importanza dei membri della gloriosa dinastia.

Achille della Ragione 

Napoli maggio 2021


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in 3^ di copertina
L'autore con un suo libro nel giardino della sua villa

Indice

  • Prefazione  
  • Breve biografia su Andrea Malinconico ed il figlio Oronzo
  • Nicola Malinconico pitture entro il Seicento
  • Nicola Malinconico pittore settecentesco
  • Nicola Malinconico pittore di natura morta
  • Una splendida pala d'altare di Nicola Malinconico nella  parrocchiale di Avella
  • Pietro Malinconico un pittore da conoscere
  • Tavole  

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in 4^ di copertina
- Pietro Malinconico -
Affresco - Episodio di vita nell'antica Roma

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I Malinconico Una Dinastia Di Pittori by kurosp on Scribd


10 commenti:

  1. Un libro interessante che finalmente fa luce su una dinastia di pittori abili e poco conosciuti.
    Lampronti

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  2. Caro Professore complimenti per la nuova fatica e grazie per l'opera sui Sernelli. Splendida.
    Un abbraccio
    Enrico Tedesco

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  3. Grazie, carissimo Achille,
    di avermi donato la gioia di poter leggere ed ammirare il tuo bellissimo libro su questi grandi pittori napoletani che hanno arricchito la cultura e l'arte della tua splendida città!
    Tanti cari saluti,
    Fulco Pratesi

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  4. Il dipinto di copertina è degno di un museo
    Pierre Rosenberg

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  5. Gentile dottore, se dovesse ristampare il lavoro su Malinconico, mi contatti dato che a Castellammare vi sono varie tele riconducibili a loro. Ne approfitto per segnalarvi questa tela, per molti anni nei depositi della curia e recentemente esposta nel Museo del presepe. Nonostante il cattivo stato di conservazione sembra essere opera di Andrea Malinconico.
    Cordiali saluti.
    Egidio Valcaccia

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  6. I due dipinti della Chiesa di San Vitale attribuiti a Oronzo Malinconico (e in certe sedi addirittura a Luca Giordano), sono in realtà opere certe e documentate di Paolo De Matteis, provenienti da Santo Spirito di Palazzo, distrutta come Santa Croce e San Luigi, per far posto alla Piazza del Plebiscito. Al riguardo vedasi la nota 47 alla pagina 123 di questo splendido articolo https://www.academia.edu/36469284/Paolo_De_Matteis_per_la_confraternita_del_Monte_dei_morti_di_Chieti_cronistoria_di_una_committenza_in_Ricerche_sullarte_a_Napoli_in_età_moderna_saggi_e_documenti_2016_Napoli_2016_pp_102_123.
    Di Nicola Malinconico è opera certa la ''Morte di San Giuseppe'' nella bellissima Chiesa di Santa Maria dell'Aiuto; così come la ''Madonna con il Bambino con i Santi Gennaro e Francesco da Paola'' nell'Arciconfraternita dei Pellegrini. Visto che vi state occupando di Procida vi segnalo anche due tele che non hanno retto alla prova del tempo nell'Abbazia (dove vi sono altri due giordaneschi, Simonelli e Russo). Altra opera (non calcolata di striscio dai fascicoli di Napoli Sacra) su cui degli esperti dovrebbero ragionare è un ''Santo in gloria'' mal ridotto in una delle cappelle della Chiesa di San Severo fuori le Mura. Mi è sembrata opera certa di qualche allievo del Giordano (lo stesso Sigismondo parla di un quadro di Malinconico, senza specificare nè il nome del pittore, nè il soggetto del quadro). Certo prima servirebbe un salvifico restauro.
    Post scriptum: io sono colui che le segnalò gli affreschi di Pietro Malinconico (ci sono prove che appartenga alla dinastia e che non sia un semplice "cognonimo"?) in quella congrega di Miano. Le opere non sono attribuite, ma firmate da tal pittore.
    Distinti Saluti.

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  7. Molto bravi questi Malinconico. I lavori effettuati in Frattamaggiore mi hanno fatto ricordare le presenze architettoniche di pregio che esistono in quel Comune, poco considerato dai più. Inoltre si possono rilevare Edifici industriali, Fabbriche per la lavorazione della Canapa ormai in disuso, in stile Liberty bellissimi.
    L' Amministrazione Comunale dovrebbe occuparsene di più e predisporre progetti di recupero
    Patrizia D'Amato

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  8. carissimo Achille,
    ho messo le due foto e i testi sulla pag AAM e ho aggiunto il link x scaricare il pdf ma non so se funziona.
    ora condivido su "Autori monarchici' e PdAM.
    sempre complimenti per la tua grande attivita'
    un cordialissimo saluto
    Matteo Sullivan

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  9. Egregio Professore, ho ricevuto una graditissima pubblicazione, La ringrazio molto ,e mi auguro di poterlo fare di persona al più presto . Grazie ancora
    Claudio Lubelli
    3356329430

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  10. Caro Achille, l'altro ieri è arrivata la tua pubblicazione su "I Sarnelli..."

    Trovo pregevoli: la "Madonna del Carmelo", il "Battesimo di Costantino" e la "Mater purissima" (che infatti, come dici tu, "era nata senza traccia alcuna di peccato originale ; era apparsa in questo mondo purissima", secondo un'iconografia che rimanda alle Litanie lauretane ... bellissimo).

    Sto leggendo anche "I Malinconico, una dinastia di pittori"; non immaginavo che fossero tanti: Andrea, Oronzo, Nicola, Carlo, Pietro (incredibile).

    Effettivamente la pala d'altare nella parrocchia di Avella di Nicola Malinconico, sicuramente il più talentuoso dei 5, è veramente pregevole, non aggiungo altro perché l'hai descritta benissimo. Originalissima anche la tela con le Nozze di Cana, con tutti quei piani prospettici e il Passaggio del Mar Rosso. La Certosa di San Martino, per gli interventi di Fanzago e dei tanti artisti, è splendida; consiglio sempre ai colleghi e agli amici che hanno intenzione di visitare Napoli, di non mancare di visitare questo luogo. Anni fa ho insegnato al Liceo artistico di Napoli, anche se solo per un anno; quando in un Collegio dei Docenti si è discusso sul nome da dare al Liceo, io ho fatto i nomi di Cosimo Fanzago e Luca Giordano, escludendo Caravaggio, poiché i licei in Italia intitolati a questo grande artista non si contano; oggi non so cosa sia stato deciso.

    Non posso che ringraziarti e rimango sempre più stupito dalla tua enorme produzione, non solo per la quantità ma soprattutto per la qualità; non è piaggeria, credimi.
    Ti abbraccio, Gaetano Crisci

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