martedì 24 novembre 2020

Pietro Malinconico un pittore da conoscere

 

fig.1 - Pietro Malinconico Crocefissione -firmata e datata 1776-
Napoli chiesa di S. Maria di Gerusalemme



I Malinconico rappresentano una dinastia di pittori napoletani che lavora a partire dalla seconda metà del Seicento per quasi un secolo e di questa alacre famiglia conosciamo Andrea, il capostipite (Napoli 1635–1698), i suoi figli Nicola (Napoli 1663-1727) ed Oronzo (Napoli 1664?–1709) ed un nipote, Carlo, figlio di Nicola e nato a Napoli nel 1705, il quale ha realizzato uno splendido Trionfo dell’Immacolata, firmato e datato 1734, per la chiesa di S. Donato ad Orta di Atella.
Per avere dettagli sui pittori ora citati basta consultare il mio blog www.dellaragione.eu e digitare il nome dell’artista di cui si vuole approfondire la conoscenza.
 
 
fig.2 - Pietro Malinconico - Episodio di vita nell'antica Roma  -
Affresco - firmato e datato 1783 -
Frattamaggiore, palazzo Iadicicco

 
fig.3 - Pietro Malinconico - Episodio di vita nell'antica Roma -
Affresco - firmato e datato 1783 - (particolare) Frattamaggiore, palazzo Iadicicco



Il pittore che vogliamo presentare ai lettori in questo nostro articolo: Pietro Malinconico è documentato nel 1776 e nel 1783, per cui potrebbe essere un discendente della nota famiglia, oppure un semplice caso di omonimia, ma la sua pennellata richiama a viva voce l'imprinting stilistico dei suoi ipotetici antenati, per cui, in attesa di elementi documentari, lasciamo la questione in sospeso.
Se cerchiamo il suo nome nel catalogo della memorabile mostra Civiltà del Settecento non ne troveremo traccia e lo stesso se consultiamo la Bibbia della pittura del secolo dei lumi, costituita dai tre volumi pubblicati da Nicola Spinosa. Viceversa sfogliando il ponderoso volume del Galante sulla Napoli Sacra, rivisitato dagli specialisti della Sovrintendenza nel 1985, troveremo notizie imprecise, confusione con Andrea e notizie di affreschi non più esistenti. Unica eccezione il terzo fascicolo della serie sulle chiese napoletane, che finalmente cita un'opera dell'artista (senza riprodurre la foto), conservata nella mitica chiesa di S. Maria di Gerusalemme più nota come Trentatrè, dal numero delle monache che venivano ammesse.
Cominciamo a colmare questa lacuna mostrando ai lettori la foto (fig.1) dell’affresco, firmato e datato 1776, recuperata nel nostro archivio di immagini.
Ma la vera chicca la possiamo far ammirare grazie alla cortesia di una nobildonna, Bianca Iadicicco, che ci ha fornito alcune foto del salone (fig.2) del palazzo della sua famiglia, sito in Frattamaggiore, una cittadina alle porte di Napoli, nel quale giganteggia un superbo affresco (fig.3–4) eseguito da Pietro Malinconico nel 1783, mentre sulle pareti laterali sono presenti altri affreschi (fig.5–6) di qualità eccelsa da attribuire ad un altro pittore da identificare.
Una visione da favola ed un nuovo pittore che si presenta sull’affollato palcoscenico del Settecento napoletano.


Achille della Ragione  

  

fig. 4 - Pietro Malinconico - Episodio di vita nell'antica Roma -
Affresco - firmato e datato 1783 - (particolare firma e data) Frattamaggiore, palazzo Iadicicco

 

fig. 5 -  Dettagli del salone -
Frattamaggiore palazzo Iadicicco

  

fig. 6 - Affreschi sulle pareti -
Frattamaggiore palazzo Iadicicco


P.S. Un anonimo lettore dell’articolo mi ha comunicato che nella Chiesa di Maria Santissima Assunta in Cielo, sita a Miano, frazione di Napoli, nella navata di destra un portale settecentesco, dà accesso alla ex Congrega del SS. Sacramento, la cui costruzione iniziò nel XVII secolo. Si tratta di un ambiente caratterizzato da delicati stucchi rococò con alle pareti due affreschi raffiguranti “Gesù nell’orto” e l’ ”Ultima cena” firmati da Pietro Malinconico nel 1807. Nell'attesa di una documentazione fotografica vogliamo riferire la notizia a studiosi ed appassionati. 

Grazie ad un mio fedele follower: Renato Albert, sono riuscito ad avere le foto dei due affreschi, (fig7-8), che però non sono firmati e solo il secondo è datato (1807), in numeri arabi e non romani, come nell'affresco di palazzo Iadicicco a Frattamaggiore. Lo stile dei dipinti sembra diverso da quello delle opere certe, per cui, in attesa di ulteriori documentazioni, bisogna tenere sospesa l'attribuzione a Pietro Malinconico.

 

fig. 7 - Pietro Malinconico (attribuito) -
Ultima cena

 

fig. 8 - Pietro Malinconico (attribuito) -
Gesù nell'orto (datato 1807)



 


11 commenti:

  1. Grazie Achille!

    E' uno splendido pittore questo tal Pietro Malinconico, che ti devo dire m'affascina già dal nome, e mi spinge ad approfondire la sua pittura che mi pare eccelsa, dalle immagini che tu ci mostri, soprattutto quelle di palazzo Iacidicco a Frattamaggiore... perdona la mia ignoranza... ma non pensavo che Frattamaggiore che per me era soltanto il cartello verde di un autostrada, conservasse dei tesori barocchi stupendi come quello che tu ci hai mostrato...

    Grazie per lo sforzo diuturno di illustrarci Napoli e dintorni e la sua splendida cultura figurativa e non solo
    Antonio Giordano

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  2. Osservando meglio mi ha impressionato la figura di Muzio scevola con le mani nel braciere impassibile davanti al Re estrusco Porsenna che redarguisce e minaccia con il dito puntato...
    più deboli mi paiono, francamente, più di sotto le storie delle fatiche di Ercole, con un Ercole che combatte l'idra di Lerna, che mi pare uno spilungone mingherlino che l'Idra se lo papperebbe in un sol boccone...
    Grazie per questi bei brani di barocchetto napoletano

    Ciao da un tuo estimatore

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  3. Bella presentazione ! La ringrazio infinitamente e le auguro buona giornata,

    Bianca Iadicicco

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  4. AHHH! Spiritoso, è vero è il personaggio rappresentato peggio, concordo,

    Bianca Iadicicco

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  5. Achille sei grandioso, un grazie a nome di studiosi ed appassionati per la tua indefessa attività di studio e di divulgazione
    Vittorio Sgarbi

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  6. Caro professore bellissime immagini.Le ricordo che io ho due dipinti del Malinconico che lei.me li ha pubblicati.
    Grazie Marco Datrino

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  7. Di Pietro Malinconico segnalo anche due affreschi parietali nella Congrega del Santissimo Sacramento a Miano.

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  8. Ciao Achille, grazie per questi magnifici dipinti e per la sorprendente novità di averli trovati a Frattamaggiore, di questo discendente dei Malinconico ho visto il dipinto alla chiesa delle 33. Sei uno studioso sorprendente , buona giornata.
    Alfredo De Lucia

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  9. Bravo Achille sei uno studioso speciale,appassionato ,felice e capace di coinvolgere anche i più tiepidi amanti della pittura..
    Vittoria Mancone

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  10. Grande Achille.. Interessante presentazione.. Sei sempre il numero uno!!!
    Come stai???
    Inoltre mai avrei immaginato un palazzo così splendido a Frattamaggiore.. Non lo avevo mai sentito nominare..Quanti tesori sconosciuti intorno a noi.!!
    Francesca Pastore

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    1. Frattamaggiore nel corso dell' Ottocento ha vissuto una sua Belle Epoque, e ne parla pure la Serao in uno dei suoi libri. Dunque non bisogna sorprendersi sul fatto che possegga la sua discreta fetta di patrimonio artistico. Ad esempio anche il Palazzo Muti sul Corso Durante ha sontuosi interni neoclassici; peccato per la perdita degli interni del Duomo a causa di un incendio nel 1950.

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