sabato 27 agosto 2022

Una storia che sembra una favola

 

Vorrei raccontare  ai lettori una storia che sembra una favola, di due sconosciuti: Mustafà ed Amina, genitori di un ragazzo africano che ho conosciuto a Rebibbia.

Durante un viaggio della speranza e della disperazione dalle coste libiche a Lampedusa, su un gommone per venti passeggeri che ne conteneva quaranta, dopo due giorni di navigazione, il mare s’increspò minaccioso con onde di tre metri. Gli schiavisti decisero che bisognava diminuire il peso, gettando a mare un po’ di zavorra umana. Il primo ad essere prescelto fu Mustafà, che pesava 110 chili ed altri cinque sventurati. Amina decise di voler morire con il marito: affidò il suo bambino ad una donna, salvando in tal modo uno dei prescelti e scomparvero abbracciati tra i flutti, sotto gli occhi impietriti del figlioletto di 8 anni. Un episodio d’amore supremo che non sfigura al confronto delle storie di personaggi resi immortali dalla penna degli scrittori.

Achille della Ragione

 

 

 

Il Mattino pag.38 - 8 settembre 2022

 



1 commento:

  1. Ma sono in totale disaccordo con la tua opinione.
    Ecco il mio commento all’articolo da pubblicare :
    Titolo : Quale gesto di amore ? È un atto di puro egoismo .
    Se da un lato quello di Amina può essere interpretato come un gesto di amore estremo nei confronti dell’amato marito,(come l’autore sostiene ), dall’altro ritengo personalmente che sia stato invece un gesto di “DISAMORE “ verso il proprio figlioletto , che già destinato ad essere orfano di padre (già una punizione terribile ), per colpa di una madre snaturata ed egoista, si è trovato infine ad essere orfano di entrambi i genitori .
    La madre si è preoccupata unicamente di se stessa e del suo dolore , quello di dover sopravvivere alla morte del coniuge .
    Ma può una madre anteporre i suoi bisogni /desideri a quelli del proprio figlio ?
    Anziché decidere di restare in vita , per compiere il suo doveroso ruolo di madre e quindi crescere e proteggere il suo bimbo,
    ha preferito abbandonarlo ad una sconosciuta e trasformarlo in un orfano infelice.
    Evidentemente, non aveva nessun istinto materno…
    Quale donna tra il marito e il proprio figlio sceglierebbe il marito ?
    Quale mamma potrebbe riuscire a privarsi dell’amore del proprio figlio ?
    Decidendo senza un briciolo di responsabilità e di saggezza di far vivere al proprio figlio una simile tragedia ?
    Cosa penserà il figlio della propria madre che lo ha abbandonato su quella barca ?
    Posso solo immaginare il dolore immenso che questo povero bimbo ha dovuto vivere in quell’istante ed il senso di vuoto che proverà per tutta la vita , ripensando a questa scena che ha dovuto sopportare suo malgrado . Sono impietrita !
    Marina DELLA RAGIONE

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