venerdì 8 novembre 2013

Un discusso autoritario procuratore

Agostino Cordova


Agostino Cordova nato a Reggio Calabria nel 1936. Cominciò la sua carriera in magistratura a Reggio Calabria nel 1963, diventando pretore, giudice a latere della sezione penale e poi giudice istruttore. Nel 1978 firmò 60 rinvii a giudizio contro boss dei clan De Stefano, Mammoliti e Piromalli: sarebbe stato il primo maxiprocesso contro la ’ndrangheta calabrese. Nell’87 diventò capo della Procura di Palmi. Condusse inchieste contro la cosca dei Pesce, contro le Usl di Taurianova e Gioia Tauro, denunciò la scarsità dei mezzi, fu a sua volta denunciato al Csm per “incompatibilità ambientale” (caso poi archiviato). Indagò anche su massoneria e P2. Nel luglio del 1993 diventò procuratore di Napoli. La sua opera di coordinamento fu contestata da un gruppo di 60 sostituti, il Csm si spaccò, la destra lo sostenne, le divisioni in Procura diventarono anche politiche.
«Dalla massoneria internazionale al malaffare delle istituzioni, passando per le corruzioni (solo presunte) di altissimi funzionari del Viminale. La sua carriera professionale è costellata da battaglie giudiziarie altisonanti. Chiuse talvolta con sconfitte».
«Furbissimo e scaltro - anche se ama rappresentare se stesso come un indomito cavaliere che affronta solitario il mondo della corruzione - preferisce che la politica gli tenga la mano sulla spalla. Ieri, fu la sinistra (politica e togata) che lo appoggiò contro Giovanni Falcone nella candidatura alla Procura nazionale antimafia e nel contentino della Procura di Napoli. Giunto alla falde del corrotto Vesuvio, la mano cambiò. Divenne quella della destra. Tormentava, senza costrutto (purtroppo per lui), l’amministrazione di Bassolino “il rosso”, e tanto bastava al centro-destra per non vedere le sconfitte incassate dal procuratore».
La moglie Marisa si sfogò nel libro di Giorgio Bocca Napoli siamo noi (Feltrinelli 2006): «La vera “camorra” forse sono i colleghi di mio marito, sono i giudici che si fingevano suoi amici quando lui passava in procura. Lui lavorava senza guardare che cosa poteva essere utile a questo o a quello».
«Se qualche merito ho avuto, me l’hanno trasformato in colpa. Ho fatto sparire da Napoli il contrabbando dei tabacchi e hanno detto che toglievo il lavoro alla povera gente».
«Ho un brutto carattere e non sono un diplomatico. Ma la diplomazia è come una bellissima dama che suole avere intimi rapporti con il compromesso e generare brutti figli che si chiamano condizionamenti, “apparamenti” come si dice in dialetto napoletano, o ricatti».
Portare alla luce gli elenchi dei massoni coperti, significa far saltare gli equilibri occulti di potere che reggono il paese.
Sulla sua permanenza a capo di una delle procure più importanti procure italiane vi è ancora molto da dire, un compito che lasciamo agli storici onesti del futuro.

ACQUE TERMALI, ACQUE MIRACOLOSE

antico manifesto Terme Puteolane

Napoli e provincia, per la presenza di due distinti vulcani, sono ricchissime di acque termali che, a seconda della composizione, sono dotate di prodigiose virtù curative per le più svariate patologie, un grandioso patrimonio sottoutilizzato che potrebbe trasformarsi in una grande risorsa economica.
Sin dal medioevo Pozzuoli e Baia, per la caratteristica peculiarità delle loro acque, ad uso della balneoterapia, vennero alla cronaca attraverso una sorta di “Guida” che costituiva non solo una localizzazione delle fonti naturali ed attive che esistevano in quel tempo nel territorio flegreo ma, soprattutto, ne indicava l’utilità nei rimedi per combattere qualsiasi genere di dolore. Il testo, che è considerato tuttora un valore documentale della medicina medioevale, sia per le scienze che per la terminologia e la pratica attuativa, è il codice  pergamenaceo “De balneis Puteolanis” attribuito a Pietro Anzolino da Eboli, un chierico della corte di re Manfredi, forse medico, testo che si fa risalire alla scuola medica campana operante tra il 1258 ed il 1266, che già prima di questa pubblicazione godeva di una notevole fama. Il prezioso codice, che comunque ha subito nel tempo la mutilazione di diciotto carte miniate descriventi trenta bagni, è conservato in pochissimi esemplari in alcune biblioteche tra le quali la Biblioteca Angelica di Roma, dove abbiamo potuto consultarlo con grande interesse. In esso sono descritte una serie di terme, molte delle quali non ancora esaurite.
Facendo tesoro di un articolo di Aurelio De Rose, contenuto nel suo libro “Neapolis aneddotica e memoria, gli antichi bagni termali  e i loro benefici”, partiamo dal Balneum Sudatorium, oggi conosciuto come Stufe di San Germano, inglobate nell’omonimo hotel posto all’inizio della via Domiziana, frequentato dai giocatori delle squadre di calcio ospiti, per incontrare il Napoli, che ne sfruttano, attraverso l’abbondante sudorazione, la capacità di liberare il corpo dalle tossine.

Stufe di Nerone,grotta naturale umida e calda 

Castellammare di Stabia,sorgente Acqua della Madonna


Continuiamo: il Balneum Plagae, sue Balneorum, ovvero l’odierna Bagnoli, posto alle falde del monte Olibano, le cui acque curavano qualsiasi morbo;Balneum Sulphatara, presso l’omonimo monte che oggi  ha solo il cratere attivo ed allora curava la sterilità delle donne;BalneumBullae, in località Pisciarelli ad Agnano, con le acque in ebollizione che tra gli altri suoi pregi aveva quello di curare la vista;Balneum Petrae, nella località che ancora oggi è detta La Pietra, che annullava calcoli e giovava alla vescica ed al cuore;Balneum Calatura, alle pendici del monte Olibano, utile sia alle cure della pelle che ai polmoni, oltre che alla ment;Balneum S.Anastasie, presso la località Cappuccini tra Bagnoli e Pozzuoli, la cui sorgente, oggi assorbita dal mare, curava gli arti rinnovando la forza del corpo;Balneum Cantarellus, presso il Tempio di Serapide a Pozzuoli, oggi non più esistente, che cancellava le ulcere della pelle e giovava agli artritici;Balneum Tripergula, presso il lago d’Averno, utile a chi soffriva di iperidrosi (sudore) e  debolezza del corpo. Prima di passare ad Ischia, accenniamo alle acque di Castellammare tra cui, famosa e gratuita, quella della “Madonna”, una vera panacea per la calcolosi renale, molto più efficace della più famosa che sgorga a Fiuggi, consigliata dagli urologi.
L’isola verde, per la presenza dell’Epomeo, attivo fino ad alcuni secoli fa, possiede una varietà infinita di acque in grado di curare le più svariate affezioni.
Quelle sulfuree, localizzate soprattutto nella zona di Sant’Angelo, a fronte di un aspetto poco invitante, dal verdastro al giallognolo, dovuto all’ossidazione dello zolfo, vengono adoperate per le affezioni cutanee, ginecologiche e respiratorie. Io stesso posso testimoniare che, dopo un bagno nelle piscine dell’Apollon, che possiede anche saune umide in antiche grotte romane, uscivo completamente rinfrancato dalla rinite allergica e con il naso completamente liberato.
Nella zona di Casamicciola e Lacco Ameno vi sono poi sorgenti radioattive che costituiscono un formidabile toccasana per ogni tipo di dolore artrosico o artritico. Molti alberghi ne potenziano l’effetto terapeutico adoperandole sotto forma di fanghi ed anche in questo caso i grandi hotel hanno come clienti, oltre ad imprenditori e professionisti, atleti di svariate discipline.
Tra i clienti celebri possiamo ricordare lo stesso Garibaldi, reduce dalla ferita al piede, che si beccò nella battaglia d’Aspromonte, grazie ad una fucilata piemontese. La sua permanenza per molti giorni fu resa pubblica dalle corrispondenze di molti giornali napoletani come “Il Pungolo”, ed il periodico “Lo corpo de Napule e lo Sebbeto”, redatto in vernacolo, ed indussero molti napoletani a recarsi sull’isola in cerca di un rimedio alle loro malattie al punto che i battelli emettevano un biglietto comprensivo del trasporto e della cura termale.
Potremmo ancora parlare a lungo delle acque ischitane, incluse quelle della  piscina della mia villa: oligominerali, sgorganti a 55 gradi ma concludiamo con quelle veramente miracolose del “Gurgitello”, già conosciute dagli antichi Romani che le utilizzavano per rimarginare le ferite. Esse sono dotate, a parte uno scarso contenuto di minerali, di una particolare tensione superficiale che produce un effetto simile a ciò che accade a Lourdes: uscire completamente asciutti dopo una doccia.
Come per altre località italiane, quali ad esempio Saturnia, dove gli alberghi lavorano 12 mesi l’anno, anche ad Ischia la  stagione potrebbe durare tutto l’anno e non da Pasqua a Novembre, creando ricchezza ed occupazione.
Purtroppo un’arcaica normativa che regola i lavoratori stagionali non lo permette!!
Chi è causa del suo mal pianga se stesso.

Ischia, terme giardini Poseidon

UN CERVELLO IN TRASFERTA

Tiziana Carignani di Novoli


Il percorso, in gran parte ancora in pectore, di Tiziana Carignani di Novoli è simile a quello di tanti giovani scienziati di talento, costretti a trasferire le proprie energie e competenze all’estero, dove vengono adeguatamente riconosciute, provocando un lento quanto inesorabile declino delle università italiane, retrocesse come qualità, nelle statistiche internazionali, alla pari di quelle dei Paesi del terzo mondo.
Tiziana nasce nel 1976 in una famiglia dell’alta borghesia napoletana e sin da bambina mostra una spiccata tendenza ad essere indipendente nelle sue scelte. Frequenta il liceo classico al Denza e si laurea con lode in Scienze Biologiche alla Federico II.
Giovanissima pubblica il suo primo libro su un argomento di grande interesse: la clonazione, con prefazione del professor Ventruto, che viene presentato davanti ad una affollata platea al Goethe Institute ed in breve esaurisce la 1° edizione. In seguito tiene una relazione sull’argomento nel corso del convegno internazionale tenutosi il 13 dicembre 2003 presso l’Istituto Italiano degli Studi Filosofici (visibile sulla teca di Radio Radicale). Si dedica ad approfondire gli studi sulla fecondazione assistita e pubblica il  suo intervento su importanti riviste scientifiche: “Fecondazione in vitro, vantaggi attuali e rischi futuri”.
La necessità di essere costantemente aggiornata, la spinge, rifiutando incarichi presso l’università di Napoli e prestigiose strutture private, a trasferirsi a Bruxelles, dove entra nell’equipe del professor Paul Deuroil, ideatore della Icsi, una tecnica rivoluzionaria che permette la fertilità ad uomini affetti da carenze nel numero degli spermatozoi, utilizzandone uno soltanto per la fecondazione.
A Bruxelles incontra l’amore ed in pochi mesi convola a nozze con il rampollo di un’antica famiglia nobile napoletana, tra i responsabili di un grandioso progetto che vede le principali potenze della terra, tra cui la comunità europea, unite nella realizzazione di un reattore che dovrà sorgere intorno al 2030 nel sud della Francia e che sfrutterà, non più la fissione, bensì la fusione nucleare, generando così ingenti quantità di energia a basso costo.
Dal matrimonio nasceranno 3 discendenti: 2 maschi ed una femminuccia per la gioia non solo dei genitori ma anche dei nonni.
Quindi Tiziana si trasferisce per un paio di anni a Barcellona, dove dirige un’istituzione che si occupa di favorire gli scienziati nell’accesso ai fondi europei previsti per la ricerca. Nel frattempo partecipa ad un megaconcorso per accedere alle funzioni apicali delle commissioni europee e su 50.000 concorrenti occupa una delle primissime posizioni, potendo così dirigere un team con 40 collaboratori che gestisce i finanziamenti del fondo Marie Curie ai progetti di ricerca più interessanti. Per favorire gli studiosi italiani, i più impacciati nel  destreggiarsi tra microscopi e normative europee, verrà a Roma a presiedere una conferenza di servizi dopo la quale molti programmi di ricerca made in Italy troveranno finalmente un finanziamento per proseguire.
Il suo lavoro la obbliga a continui spostamenti in giro per il mondo ma riesce a non trascurare la famiglia grazie ad una nonna insostituibile che accoppia efficienza teutonica ad affettività mediterranea.
Collabora da tempo a riviste cartacee e telematiche, tra cui la gloriosa “Scena Illustrata”, ed attualmente sta preparando un libro sull’influenza delle moderne tecnologie sull’identità umana che, prima di essere pubblicato, uscirà a puntate su uno dei più importanti settimanali italiani. In attesa di poterlo leggere, auguri e ad majora. 
Tiziana Carignani di Novoli


giovedì 7 novembre 2013

Una simpatica attrice di teatro



Marisa Laurito

Sono nata a Napoli e non mi sarebbe piaciuto di nascere in nessun’altra città. A Napoli il teatro lo respiri nelle strade da quando sei in fasce: la commedia, l’ironia e i tempi comici ti avvolgono come ti avvolge il mare.
Un famosissimo scrittore italo-napoletano Giuseppe Marotta, diceva che a Napoli ogni bambino nasce sotto il segno di una canzonetta, perchè mentre la madre grida per dare al mondo il figlio, qualcuno nella strada starà cantando ..O ‘sole mio, Io te vurria vasà, Ninì Tirabusciò.
Ninì Tirabusciò, si, era questa canzone che qualcuno stava cantando quando nacqui io a Napoli e per questo motivo ad otto anni raccolsi i miei lunghissimi capelli esattamente come li porto oggi…a mo’ di cocotte, come disse mia madre, e decisi che avrei fatto l’attrice. Il percorso è stato lungo e difficile, ma questo mi è servito molto per rafforzarmi e capire che il mestiere che avevo scelto è un mestiere serissimo e meraviglioso.
Eduardo De Filippo, il mio primo grande maestro, mi dette appuntamento per l’audizione il giorno in cui compivo ventun anni. Fu un segno del destino…potevo decidere del mio futuro, e firmare il contratto contro il volere di mio padre, che era molto contrario alla vita da “zingara” che mi apprestavo ad intraprendere. Sei anni con Eduardo, in teatro ed in televisione, e sempre nascosta dietro al sipario, rischiando multe quotidiane, per vederlo recitare.
Poi una marea di incontri speciali con caratteristi che mi avrebbero insegnato molto sul mestiere dell’attore. Andava di moda il cabaret ed Angelo Fusco e Salvatore Palomba, mi chiamarono per formare un gruppo al Teatro San Carluccio di Napoli, e così nacquero “i Cabarinieri”, eravamo cinque ed avemmo molto successo, un bellissimo periodo in questo teatrino purtroppo da  poco chiuso.
Subito dopo arrivò il teatro d’avanguardia, e per una giovane attrice curiosa come me era difficile resistere al “nuovo” che non ebbe fortuna come il “vecchio…come la tradizione ” e con Mario e Maria Luisa Santella esplorammo teatro e televisione d’avanguardia, e poi l’incontro con il maestro Roberto De Simone per la prima commedia musicale, Eden Teatro, in verità avevo già recitato in un colossal della commedia musicale “Masaniello“, che aveva stravolto i canoni del classico teatro. Un’esperienza senza precedenti, uguale a nient’altro, emozionante e travolgente. Spingevamo, aiutati dal pubblico, che vedeva lo spettacolo all’impiedi, vari palcoscenici su ruote, che si componevano man mano dando luogo a spazi e scenografie diverse. Tutti giovani talenti con protagonisti d’eccezione  Mariano Rigillo, Angela Pagano.
Poi anche per me arrivò il ruolo di protagonista, dopo tanti anni di gavetta, in Cafè Chantant con Tato Russo, e tanti altri incontri meravigliosi con altrettanti spettacoli elettrizzanti con  Armando Pugliese, Elvio Porta, Ugo Gregoretti, Bruno Garofalo, Giggi Dall’Aglio, Mauro Gioia, Renzo Arbore, Vincenzo Salemme, Gino Landi, Manuela Metri: tanti anni di teatro con molti successi internazionali: “Masaniello”, “900 napoletano cantata d’ammore” di Bruno Garofalo con un produttore appassionato che non si può dimenticare Lello Scarano, la “Barilla boogie band” con Renzo Arbore, “Menopause the musical” di Manuela Metri.
Una mattina mi svegliò il telefono, era Luigi De Laurentiis che mi cercava per affidarmi, il ruolo della protagonista accanto a Manfredi e a Tognazzi ne’ “La Mazzetta“, non credevo alle mie orecchie! E così arrivò il cinema con la regia di Sergio Corbucci, un grande professionista che amava dire “mi pagano per giocare” e prima durante il teatro e poi anche dopo Corbucci tanti altri film e fiction con Vittorio Sindoni, Paolo Poeti, Nino Manfredi e Montesano, Nanni Loi, Pasquale Festa Campanile, Nocita, Oldoini, Maurizio Ponzi, Steno, Luciano De Crescenzo autore de’ “La Mazzetta” ed anche di “Così parlo Bellavista” ed anche uno, girato in Venezuela con Antonio Banderas per la regia di Calogero Salvo nel 1992: “Tierra Nueva“, che mi ha fatto vincere due premi importanti in sud America , come miglior attrice protagonista straniera. L’ultima fiction e’ stata “Baciati dall’amore” di Claudio Norza.
Ninni Pingitore mi chiamò col ruolo di prima donna al Bagaglino, si diceva che il Bagaglino portasse fortuna…e così fu. Iniziò l’avventura televisiva con Renzo Arbore.
Fortunatamente ne ho fatta parecchia di televisione bella: “Quelli della notte”, un programma di cui ancora oggi si parla per l’originalità,il divertimento e l’improvvisazione  Le prime candid camera in America con Andy Luotto per “Buonasera Raffaella“, “Marisa La Nuit”, il primo programma di amarcord televisivo firmato da Larry King pseudonimo di Arbore, originale e molto economico, che ebbe un successo travolgente.
Ed arrivò anche il sabato sera con “Fantastico” nel ruolo di primadonna per due volte, con Adriano Celentano, uno show che sconquassò l’assetto della televisione, riscuotendo un successo ed un ascolto senza precedenti e poi anche con Pippo Baudo . E poi conduttrice di “Domenica in” una delle domeniche in di maggiore gradimento ed ascolto della nostra televisione, per la regia di Gianni Boncompagni, “Serata d’onore” con Gino Landi, “Paperissima” di Antonio Ricci, “Donne dell’altro mondo” con Pagnussat, “Domenica in…famiglia” con Michele Guardì, e Casa Laurito sul satellite una delle prime sperimentazioni. E pochi anni fa “Pasta Love e Fantasia” un programma divertente di cucina con Andy Luotto su Alice, e poi ancora un ritorno con Renzo Arbore in “Meno siamo, Meglio stiamo”
Molta pubblicità amata e molto premiata , tra le più importanti “Voiello” e “Slim Fast” e molti…tanti premi: Telegatti, Maschera d’Argento, Microfono d’argento, Personalità europea…ma il teatro non mi è mai uscito dal cuore. Ed ogni tanto torna in mio aiuto! Quando perdo la strada mi tende la mano e mi riporta nel mio vero mondo. Adoro il teatro, lo studio, il contatto col pubblico, ed il pubblico.
Così è arrivata questa ultima ed entusiasmante esperienza di “Show! Tutti insieme abbondantemente“. Ma ho parlato anche troppo…adesso la parola spetta a voi. Grazie!
La sua ultima interpretazione è nella commedia “La signora delle mele”, la quale inaugurerà la stagione del Cilea a Napoli, per poi passare al Quirino di Roma.
Nello spettacolo vengono descritti gli anni Trenta a New York, l’età dell’oro e gli emigranti.
La New York vivace e instancabile degli Anni Trenta, l’età d’oro dove muovono i loro passi personaggi, come Annie la vagabonda, Dave lo sciccoso .e Il giudice Blake. L:età del jazz, come la definì lo scrittore Francis Scott Fitzgerald, l'età del nuovo ritmo ' esistenziale che intrecciava suoni e voci afroamericani, mentre le grandi orchestre facevano danzare il mondo al ritmo del rag time e del fox-trot. L’atmosfera allegra della città dove la gioia di vivere era dappertutto dagli scantinati della 52esima strada agli esclusivi club di Harlem ,e ai teatri di Broadway da sfondo alla commedia musicale "la signora delle mele" che va in scena da martedì, al Teatro Quirino, con la regia e le scene di Bruno Garofalo, le canzoni di Nicola Piovani e i versi di Vincenzo Cerami. L’attrice Marisa Laurito e Giuseppe Zeno, il giovane interprete de "II Clan dei Camorristi", sono i protagonisti della pièce su testo teatrale di Riccardo Manaò, liberamente tratto dalla novella "Madame la Gimp" di Damon Runyon alla quale si ispirò, nel 1961, il film "Angeli con la pistola" di Frank Capra. Con loro in scena Giuseppe De Rosa, Mimmo Esposito, Antonio Ferrante e Mario Santella. La commedia dilata e arricchisce la storia narrata dalla pellicola di Capra, il racconto della piccola malavita newyorchese che incrocia le vicende di Annie la vagabonda, detta "la signora delle mele", un'emigrante italiana arrivata in America con grandi sogni, e di Dave lo sciccoso, un elegante gangster dal cuore d'oro deciso a cambiare vita e diventare onesto. In questa edizione"la signora delle mele" è stata ambientata alla fine del 1933, quando un presidente coraggioso, Franklin Delano Roosvelt, prese in mano le redini della nazione americana e la fece risorgere dalla Grande Depressione. In quei giorni venne abrogato il proibizionismo e si inaugurò una nuova era di benessere con il New Deal. Si tornava a vivere. 
Ho conosciuto fugacemente Marisa Laurito quando era una signorinella ed abitava ancora in famiglia con i genitori ed il fratello minore, mio compagno alla scuola media Costantinopoli, che diventerà in seguito il manager della compagnia di Luca De Filippo e di cui ho parlato nel capitolo “L’erede di Eduardo” (consultabile in rete nel II tomo di “Quei Napoletani da ricordare”) www.achilledellaragione.it

Marisa Laurito interpreta La signora delle mele

Il principe degli stilisti

Rocco Barocco

Rocco Barocco, nato a Napoli nel 1948 è uno dei più grandi stilisti italiani famoso in tutto il mondo
Il suo nome di battesimo è Rocco Moscariello ma, dopo i primi successi nella moda, decide di adottare ufficialmente il suo nome d'arte, portando avanti le pratiche per cambiarlo anche all'anagrafe, dove oggi risulta chiamarsi Rocco Barocco.
Trascorre l'infanzia e l'adolescenza a Ischia con i suoi otto fratelli; si diploma capitano di lungo corso all'Istituto Nautico di Procida. Attratto dal mondo della moda, si trasferisce a Roma nel 1962, cominciando a lavorare nell'atelier di Patrick de Barentzen e Giles. Nel 1964 dà vita con Giles a un sodalizio destinato a durare dieci anni.
Nel 1974 apre il suo atelier a Roma in piazza di Spagna e, nel 1979, dopo i successi ottenuti con l'alta moda, presenta la sua prima collezione di prêt-à-porter femminile. È noto per le sue creazioni sexy, e fra i riconoscimenti ottenuti, figurano la "Maschera d'argento" per l'alta moda nel 1967, il premio "Singer" a New York come giovane stilista e quello di Pittsburgh nel 1973.
Oggi, Rocco Barocco è uno dei più affermati stilisti italiani e il suo marchio è conosciuto ed esportato in tutto il mondo. Presenta ogni anno le sue collezioni di prêt-à-porter uomo/donna a Milano durante la settimana della moda.
Nel 1977 fittai la più bella villa di Capri, posta di fronte ai faraglioni con piscina privata ed un bosco di 7000mq. 8 camere da letto ed un salone infinito, da cui ammirare il panorama. Ospitai 27 parenti per tutta l’estate ed a pranzo e cena, giungevano da “Sciala popolo” le cibarie per sfamare una così numerosa famiglia.
La proprietaria, figlia del famoso urologo Mingazzini di Roma, la fittava, perché ne aveva un’altra più bella tra Scilla e Cariddi (possibile?).
Dopo qualche anno andò in vendita e mi contattarono. si parla di miliardi, io ne offrii 4, ma Rocco Barocco se la aggiudicò per 4 e mezzo ed ancora la abita allegramente.

Un’attrice dl vernacolo pungente

Marina Confalone


Marina Confalone è una delle più spassose e veraci attici partenopee.
Esordisce in teatro giovanissima con la compagnia di Eduardo De Filippo (da ricordare è l'interpretazione nei panni della cameriera della famiglia Cimmaruta in Le voci di dentro), diventando poi caratterista cinematografica di vaglia.
Uno dei film dove più si evince la sua capacità di caratterizzazione di un personaggio è Così parlò Bellavista dove interpreta il ruolo di una cameriera. Molto ricordata anche la sua partecipazione nel film Parenti serpenti.
È stata diretta, fra gli altri, dai registi Federico Fellini, Lina Wertmüller, Nello Rossati, Carlo Lizzani, Mario Monicelli, Steno, Luciano De Crescenzo, Mimmo Calopresti, Daniele Luchetti, Giuseppe Bertolucci, Nanni Loy ed ha recitato accanto ad attori come Alberto Sordi, Paolo Villaggio, Paolo Panelli, Michele Placido, Gigi Proietti, Enrico Montesano, Roberto Benigni, Lino Banfi.
Nel corso della sua carriera ha vinto 4 David di Donatello.
Ha all'attivo anche un'attività per la televisione, per la quale è stata interprete nel 1978, accanto a Tino Buazzelli e Teo Teocoli dello sceneggiato televisivo Il balordo tratto dal romanzo omonimo di Piero Chiara.
Ha partecipato a numerosi film: L'infermiera di Nello Rossati (1975). Febbre da cavallo di Steno (1976). La città delle donne di Federico Fellini (1980). Fontamara di Carlo Lizzani (1980). Il marchese del Grillo di Mario Monicelli (1981). Grog di Francesco Laudadio (1982). Pappa e ciccia di Neri Parenti (1982). Flirt di Roberto Russo (1983). Effetti personali di Giuseppe Bertolucci e Loris Mazzetti (1983). Così parlò Bellavista di Luciano De Crescenzo (1984). Don Chisciotte di Maurizio Scaparro (1984). Il mistero di Bellavista di Luciano De Crescenzo (1985). Sogni e bisogni, serie televisiva, regia di Sergio Citti (1985). Separati in casa di Riccardo Pazzaglia (1986).Sembra morto... ma è solo svenuto di Felice Farina (1987). Gentili signore di Adriana Monti (1987). L'uomo, la bestia e la virtù di Carlo Cecchi (1991) commedia di Pirandello. Parenti serpenti di Mario Monicelli (1992). Io speriamo che me la cavo di Lina Wertmuller (1992). Pacco, doppio pacco e contropaccotto di Nanni Loy (1993). Arriva la bufera di Daniele Luchetti (1993). Veleno di Bruno Bigoni (1994). Croce e delizia di Luciano De Crescenzo (1995). La seconda volta di Mimmo Calopresti (1995). Dio vede e provvede di Enrico Oldoini (1996). La parola amore esiste di Mimmo Calopresti (1998). Panni sporchi di Mario Monicelli (1999). Lontano in fondo agli occhi di Giuseppe Rocca (2000). Una lunga, lunga, lunga notte d'amore di Luciano Emmer (2000). Incantesimo napoletano di Luca Miniero (2002). Tre donne morali di Marcello Garofalo (2006). Amiche da morire di Giorgia Farina (2013).
Numerosi i riconoscimenti: i premi David di Donatello vinti come Migliore attrice non protagonista nel 1985 per Così parlò Bellavista, nel 1993 per Arriva la bufera, nel 1996 per La seconda volta, e nel 2002 per Incantesimo napoletano. Ed anche la nomination al David di Donatello come Migliore attrice non protagonista, nel 1998 per La parola amore esiste.
Il Nastro d'argento vinto nel 1985 nella categoria migliore attrice non protagonista per il film Così parlò Bellavista. E le nomination per Il Nastro d'argento sempre come migliore attrice non protagonista nel 1994 per Arriva la bufera, nel 1999 per La parola amore esiste, nel 2008 Tre donne morali. Ed infine il Ciak d'oro nel 1998per il film La parola amore esiste.
Ho assistito a tanti film e spettacoli teatrali di Marina Confalone, ma quello che mi ha fatto letteralmente scompisciare dalle risate è stato quando, una decina di ani fa, al teatro Diana, nell’edizione italiana de I monologhi della vagina di Eva Hengler, Marina snocciolò una ventina di sinonimi in vernacolo della vagina dalla “fregna” a “’o parco de’ divertimenti” agli onomatopeici “fessa” e “pucchiacca”.

Il menestrello del cavaliere

Mariano Apicella


Mariano Apicella, nato a Napoli nel 1962 è divenuto famoso come interprete delle canzoni scritte da Silvio Berlusconi.
È figlio del cantante Sergio Apicella. Fan di Peppino Gagliardi e Roberto Murolo, prima di incontrare Berlusconi si esibiva in un ristorante di Abu Dhabi. In seguito ha viaggiato per il Medio Oriente, la Corea e la Cina.
Nel 2003 ha inciso un album di musica napoletana, Meglio 'na canzone, in cui canta le canzoni scritte da Silvio Berlusconi. Nel 2004 - 2005 Luciano Rispoli lo arruola nel cast del Tappeto Volante, celebre talk show nato su TMC, poi in onda sull'emittente nazionale Canale Italia: con la chitarra fa da contrappunto alle conversazioni in salotto tra personaggi della cultura, dello spettacolo e della politica. Il 10 novembre 2006 è uscito un altro disco: L'ultimo amore, i cui testi sono stati scritti a quattro mani da Loriana Lana e Silvio Berlusconi. Nel brano Le ragioni del cuore, l'orchestra è diretta da Demo Morselli.
Ha suscitato polemiche, anche a livello internazionale, il fatto che Silvio Berlusconi abbia acquistato una casa ad Albano Laziale per Apicella. Riguardo alla testimonianza di Apicella al processo relativo al cosiddetto "caso Ruby" è stata disposta la trasmissione degli atti alla Procura affinché valuti le presunte false testimonianze rese da alcuni testimoni, fra cui lo stesso Apicella.
Nell'ottobre del 2008 ha esordito per la prima volta in teatro, al Salone Margherita, al fianco di Manlio Dovì, nello spettacolo Partiti...di testa. Il 29 aprile 2011 l'artista ha partecipato al programma Ciak... si canta! con la canzone La Pansè di Gigi Pisano e Furio Rendine.
Il suo concerto in programma il 10 marzo 2011 a Milano al Teatro degli Arcimboldi è stato annullato per mancanza di prenotazioni.
L'isola dei famosi
Nel 2012 viene confermata la sua partecipazione al reality di Rai Due "L'isola dei famosi". Nel corso della prima settimana del programma, Apicella riferendosi a Cristiano Malgioglio, anch'esso concorrente, che chiedeva in una clip a Valeria Marini di non paragonarlo a lui, afferma:
«E certo, tu si' ricchione e io no!»
La frase scatena subito dure polemiche nella comunità LGBT italiana, che riportano il fatto sui principali siti e blog a tematica. Durante la prima serata, Vladimir Luxuria, co-conduttrice di Nicola Savino in tale programma, interviene contro Apicella, sottolineandone la volgarità dell'affermazione e affermando:
«Ebbene, Apicella ha fatto uno scoop. Ora ci aspettiamo che dica che il mare è bagnato e che le nuvole stanno in cielo. Io non voglio discutere dei meriti artistici di ciascuno, ma Malgioglio ha scritto per Mina, Ornella Vanoni, Giuni Russo, lui per un solo cantante, pare anche abbastanza modesto»
Malgioglio si ritira poco tempo dopo, motivando la sua scelta con l'insulto subito da Apicella. Arrivato in Italia, il cantautore querela Mariano Apicella per diffamazione. L'8 marzo 2012 il conduttore Nicola Savino, durante la puntata in prima serata de L'isola dei famosi di tale giorno, ha reso noto che Apicella e Malgioglio si sono riappacificati. Apicella viene eliminato nel corso della quinta puntata con l'81% dei voti.
Cantante. Nonno «poeta tassista», padre cantante «alla Aznavour», ha girato il mondo proponendo un repertorio fatto soprattutto di classici napoletani, tornato ha incontrato Silvio Berlusconi ed è diventato famoso. 
«Lieve stempiatura, sorriso largo, statura mediterranea e niente tacchi. Si capisce che a Berlusconi sia piaciuto. Come andò?».
«Era il 27 maggio del 2001, il mio giorno fortunato. lo accordavo la chitarra, al ristorante dell'hotel Vesuvio. Lui usciva dall'ascensore, si fermò e mi disse: “Lo sa che ho fatto il suo lavoro?”. Lo sapeva? “Sì, sì, certo. Mi chiese di suonare tavolo. C'erano Gianfranco Fini, Rocco Buttiglione, Fulvio Martusciello, era la sera del ballottaggio fra i sindaci”. Non andò bene. “Per me, benissimo. A fine serata venne a darmi un bigliettino. “Vuole girare un poco con me quando stacco la spina?”, 
mi disse, e mi fece una proposta: un contratto a un anno". 
Quanto? “Eh non lo posso dire”. Il doppio, il triplo? "Diciamo il doppio “Il doppio di quello che Mariano Apicella prendeva da posteggiatore negli Sheraton di mezzo mondo: Cina, Egitto, Corea, Dubai, Svizzera e già non doveva essere male. Chiariamo subito,per i non campani posteggiatore non è quello a cui dai le chiavi della macchina. “È quello che va a cantare al tavolo degli innamorati. 'Posteggia' la coppia, la porta dove vuole lui, e aspetta la mancia”» 
Dopo il disco L’ultimo amore (2006) Mario Luzzatto Fegiz ha riconosciuto che ha «una cultura davvero solida della canzone napoletana».
Polemiche internazionali, nel 2012, quando si scoprì che Berlusconi aveva acquistato, per 310mila euro, l'appartamento di cinque stanze di Apicella ad Albano Laziale, nei pressi di Roma. 
Le Monde, riferendosi al fatto che Apicella era un testimone nel processo Ruby: «È il prezzo da pagare per la testimonianza a sua discolpa di Apicella [ ... ]?». Il Telegraph: «La rivelazione che 
Berlusconi ha acquistato l'appartamento di Apicella solleva interrogativi sull'indipendenza dei testimoni [ ... ] Apicella, "menestrello". personale di Berlusconi, ha detto ai giudici di Milano “di non avere mai visto l'ex premier palpeggiare o allungare le mani sulle sue ospiti alle cosiddette feste bunga bunga”. Ha descritto le serate come “normali cene, dove la gente ballava, cantava e chiacchierava”».