martedì 3 novembre 2020

Un superbo capolavoro di Francesco De Mura

 

fig.1 - Francesco De Mura - Nativitá con adorazione dei pastori
- Toulouse antiquario Pinta -



Il dipinto che presentiamo ai lettori, raffigurante una Natività con adorazione dei pastori (fig.1) rappresenta una importante aggiunta al già folto catalogo di Francesco De Mura e ritorna su un’iconografia cara all’artista, che ha trattato ripetutamente il tema, esprimendosi ai massimi livelli come nella pala d’altare (fig.2) conservata a Napoli nella chiesa di San Nicola alla Carità, di recente sottoposta ad un accurato restauro, nella quale la Vergine Maria è di 3/4 inginocchiata presso la greppia in cui è sdraiato il bambinello Gesù e solleva il velo che lo copre per mostrarlo ai pastori e pastorelle. Questi inginocchiati intorno in adorazione con accanto i cesti dei doni. A destra in primo piano, un pastore con la zampogna, a sinistra una fanciulla in piedi. Nel fondo San Giuseppe che prega con le mani giunte. Dal cielo scende un gruppo di cherubini.  Nel fondo a destra la prospettiva di ruderi architettonici; a sinistra il bue e il degradare delle campagne.    
Un’altra splendida Natività (fig.3) è conservata ad Airola nella chiesa dell’Annunziata e la facciamo conoscere grazie ad una foto conservata nel mitico archivio della Fondazione Zeri, una vera miniera inesauribile di immagini a disposizione di studiosi ed appassionati.             
Nel dipinto in esame già si può notare il suo distacco dallo stile di Mattia Preti (impartitogli da Domenico Viola) verso un graduale schiarimento della sua tavolozza e come si può apprezzare nel S. Antonio da Padova della pinacoteca del Pio Monte della Misericordia e nella Madonna col Bambino e S. Domenico del Museo Duca di Martina  si procede verso il Rococò e la tavolozza di Luca Giordano.          
Forniamo ora qualche notizia sull’artista, rinviando chi volesse approfondirne la conoscenza a consultare la mia monografia sul pittore digitando il link:
http://achillecontedilavian.blogspot.com/2017/06/francesco-de-mura-eccellentissimo.html  
Francesco De Mura nacque a Napoli nel 1698 e si formò, come informa De Dominici nelle sue Vite de’ pittori, scultori ed architetti napoletani, prima nella bottega di Domenico Viola poi da Francesco Solimena, del quale divenne allievo prediletto. Le pitture della gioventù evidenziano chiaramente la vicinanza stilistica con il maestro, si vedano gli affreschi del 1716 per la cupola di San Nicola alla Carità a Napoli. Attorno al 1730 la maniera del pittore napoletano ebbe una svolta: si allontanò infatti dai modi barocchi di Solimena e di Luca Giordano, verso una dialettica più dolce, pulita e morbida; del 1732 sono le decorazioni absidali per la chiesa della Nunziatella. Chiamato alla corte sabauda nel 1741, De Mura, soggiornò all’ombra della Mole per 2 anni, dove ebbe modo di conoscere il pittore Corrado Giaquinto, mutando profondamente il suo modo di dipingere. Il suo stile si mosse verso le recenti novità del roccocò europeo adottando colori pastellosi ma senza negare le tendenze di matrice solimenesca. Tornato in patria continuò a dipingere fino agli ultimi anni dove, sempre attento alle “mode”, la sua pittura si fece a tratti più accademica, dovuta forse a una precoce ricezione delle istanze proprie del razionalismo europeo, che di lì a pochi anni si sarebbero trasformate nelle prime esperienze neoclassiche. A Napoli fu accolto da un vasto consenso al punto da essere ricevuto alla corte spagnola e mantenne contatti sia con diversi artisti attivi soprattutto a Roma, in particolare con il pittore francese Pierre Subleyras. Con la sua tecnica cromatica influenzò i contenuti realistici tipici del classicismo-rococò il Settecento artistico napoletano. La scuola barocca, in particolare dei maestri Francesco Solimena e Luca Giordano, è evidente nelle sue opere laiche, quali gli affreschi dei palazzi reali di Torino e Napoli, ed ecclesiastiche, come l'Epifania nella Nunziatella a Napoli, la decorazione della Chiesa di Santa Chiara a Napoli e la Moltiplicazione dei pani nella cattedrale di Foggia.   
Alla sua morte lasciò tutte le opere e i bozzetti in suo possesso alla storica istituzione di carità del Pio Monte della Misericordia di Napoli.

Achille della Ragione

fig.2 - Francesco De Mura - Adorazione dei pastori-
Napoli, chiesa di San Nicola alla Caritá

fig.3 - Francesco De Mura - Nativitá -
Airola, chiesa del'Annunciata



10 commenti:

  1. Mille grazie,complimenti. Buona serata.
    Daris Baratti

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  2. E' una mediocre copia anonima della tela di Francesco De Mura che è nelle raccolte di Capodimonte. Non sempre si può restare in silenzio...
    Nicola Spinosa

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  3. E' una vergogna sentire continuamente pareri dissenzienti motivati da invidia ingiustificata, fortunatamente decine di esperti concordano con le mie valutazioni.
    Achille della Ragione

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  4. Il parere del Prof. Nicola Spinosa non
    si può discutere. La sua competenza
    professionale è fuori da ogni possibile discussione così come il suo profilo umano.
    Con affetto e stima
    Michele Marano

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  5. Caro Achille a proposito del bellissimo dipinto da te pubblicato di Francesco De Mura ti segnalo l'affresco esistente nella mia dimora in Ercolano nella dimora del principe Granito di Belmonte Dove affrescò il piano nobile prima della partenza per la Spagna compreso nel salone vi e il trionfo di Bacco e il bozzetto è conservato al Kaiser museo di Berlino che ti invio un particolare un caro abbraccio
    Michele Gargiulo

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  6. Veramente gran bel quadro Achille, grazie di cuore. Ciao
    Cesare Lampronti

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  7. Gentile dott. della Ragione, sono Erica Di Stefano, mi potrebbe segnalare qualche opera di Francesco Solimena o Francesco De Mura dove compare la figura di S.Antonio Abate? Ne avrei bisogno per una ricerca universitaria e non mi è facile reperirle non potendo accedere agevolente alle biblioteche, in questo particolare periodo.
    La ringrazio anticipatamente.
    Cordiali Saluti

    Erica Di Stefano

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  8. Tutti noi conosciamo Spinosa è geloso e incazzoso: Compatiamolo
    Vittorio Sgarbi

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  9. Complimenti per il tuo attento e minuzioso lavoro.
    Guglielmo Pepe

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  10. Dovremo, quando si potrà, andare a vedere da vicino la Natività di San Nicola alla Carità. L' opera ha una tavolozza di colori magnifici. Tutti toni caldi ad eccezione della veste azzurra di Maria che per contrasto rende ancor più dorato l' insieme. Bellissima. Una delle più belle Natività. Per me
    Patrizia D'Amato

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