venerdì 13 novembre 2020

Paolo De Majo nelle chiese napoletane

fig.1  Chiesa di S. Maria della Consolazione a Villanova (facciata)


Paolo De Majo ci ha lasciato le sue opere più importanti fuori della capitale, ma anche le chiese napoletane possono vantare un patrimonio cospicuo di dipinti, che illustreremo in questo nostro articolo, partendo da due spettacolari quadri che adornano l’interno della chiesa di S. Maria della Consolazione a Villanova e che stranamente non vengono citati nè da Mario Alberto Pavone nella sua fondamentale monografia sull’artista, né, addirittura, nella rivisitazione esaustiva della Guida sacra della città di Napoli del Galante eseguita nel 1985 dalla equipe della Sovrintendenza coordinata da Nicola Spinosa, vera e propria Bibbia, da cui sono poi nati i 15 fascicoli della Napoli sacra, che sono presenti nelle biblioteche di studiosi ed appassionati.                      
Nel casale di Villanova vi è la chiesa di Santa Maria della Consolazione (fig.1) dalla spettacolare pianta esagonale, realizzata nel 1737 da Ferdinando Sanfelice, regno incontrastato per oltre cinquanta anni del leggendario parroco Giuseppe Capuano, morto in odore di santità.
Una chiesa di grande interesse, fuori dagli itinerari turistici e sconosciuta anche ai cultori del nostro patrimonio artistico, frequentata solo dai fedeli, tra i quali le mie zie centenarie: Giuseppina, Elena e Adele ed alla quale sono particolarmente affezionato, perché il parroco di cui sopra era un mio pro zio e fra cento anni o poco più mi piacerebbe si celebrasse il mio funerale.      
Al momento della ricostruzione sanfeliciana risalgono i due spettacolari pendant eseguiti da Paolo Di Majo, che accolgono gioiosamente il visitatore. Essi raffigurano la Natività (fig.2) e la Madonna col Bambino con i santi Agostino, Monica, Gennaro ed Antonio (fig.3). Sono due autentici capolavori, eseguiti negli anni in cui l’artista lavorava presso la bottega del Solimena, quando questi era intento ad approfondire la sua esperienza in senso classicista. Essi sono la testimonianza della predilezione del Di Majo per formule geometrizzanti e la ripresa di elementi culturali neocinquecenteschi, in opposizione alle contemporanee proposte di Domenico Antonio Vaccaro. L’adesione del pittore alle direttive ecclesiastiche, volte a depurare le immagini sacre da ogni pur minimo carattere di laicità e interessate alla diffusione del culto mariano, si manifesta pienamente nei due dipinti in esame.    

 

fig.2 - Paolo De Majo - Nativitá -
Napoli chiesa di S. Maria della Consolazione a Villanova
 
fig.3 - Paolo De Maio - Madonna col Bambino ed i SS Agostino, Monica, Gennaro ed Antonio -
Napoli chiesa di S. Maria della consolazione a Villanova.
 

Ci trasferiamo ora dalla zona chic della città in un quartiere plebeo e periferico: Barra, dove nella chiesa di San Domenico si può ammirare un’imponente pala d’altare, firmata e datata 1772, raffigurante la Circoncisione di nostro Signore (fig.4) Passiamo ora ad esaminare tre dipinti conservati nella chiesa di San Nicola alla Carità,  di recente restaurati e restituiti all’antico splendore, trasferiti dalla precedente collocazione nella prima cappella entrando a destra (fig.5) dedicata a Carlo Carafa (fig.6), un illustre personaggio della Napoli seicentesca, fondatore della Congregazione dei Padri Pii Operari. Essi rappresentano lo Sposalizio della Vergine (fig.7), che funge da pala d’altare, una delle prime opere dell’artista, eseguita sotto l’influsso della didattica accademica solimenesca e sui lati due ovali raffiguranti San Carlo Borromeo e San Filippo Neri (fig.8–9) attribuiti in passato dal Galante ad Alessio D’Elia, ma giustamente attribuiti al De Majo da Mario Alberto Pavone.     

 

fig.4 - Paolo De Majo - Circoncisione di Gesù - firmata e datata 1772 -
Napoli chiesa di S. Domenico a Barra

fig.5 - Chiesa di San Nicola alla Caritá - cappella a destra

 

fig.6 - Ignoto pittore napoletano del Seicento - Carlo Carafa - 100x75 -
Napoli collezione della Ragione

fig.7 - Paolo De Majo - Sposalizio della Vergine - 220 x130 -
Napoli chiesa di San Nicola alla Caritá

 

fig.8 - Paolo De Majo - San Carlo  Borromeo - 120x60 -
Napoli chiesa di San Nicola alla Caritá

fig.9 - Paolo De Majo - San Filippo Neri - 120x60 -
Napoli chiesa di S. nicola alla Caritá

Un’altra chiesa particolarmente ricca di quadri del De Majo e la SS. Trinità dei Pellegrini, che, nel coro, conserva quattro grosse tele, eseguite nel 1766, raffiguranti gli evangelisti Marco, Matteo, Luca e Giovanni (fig.10–11–12–13).   
Il Pavone cita poi una S. Barbara, eseguita a suo parere nell’ultimo decennio di attività dell’artista ed una S. Maria della Purità, firmata e datata 1769.  
Ci portiamo ora nella chiesa del Carmine situata nei pressi di piazza Mercato e ci confrontiamo con altri due capolavori: una Madonna con Bambino e S. Teresa e S. Maria Maddalena dei pazzi (fig.14), eseguita prima del 1770 e che presenta tangenti analogie con una tela eseguita nel 1772 per la chiesa di Donnaromita e poi una Trinità che appare a San Gennaro e S. Irene (fig.15), firmata e datata 1734.     
Il Pavone cita poi due quadri raffiguranti l’uno la beata Giovanna Scopelli e l’altro il beato Angelo Mazzinghi, rammentando che nel manoscritto del Moscarella, intitolato Cronistoria del Real Convento del Carmine Maggiore, si trova scritto che i due ritratti furono eseguiti nel 1775 dietro il pagamento di 24 ducati. A due passi, sempre nella piazza Mercato, nella chiesa della Croce al Mercato, chiusa al pubblico da decenni, dovrebbe trovarsi, ladri permettendo, una S. Maria della Purità eseguita per la cappella serotina istituita da S. Alfonso nel vicolo dei berrettari, quando era cappellano Gaspare Russo, tra il 1772 ed il 1773. Dopo la distruzione della cappella nel 1943 passò nella cappella della Croce.          

 

fig.10 - Paolo De Majo - Evangelista Marco - 220x170 -
Napoli chiesa Arciconfraternita dei Pellegrini

fig.11 - Paolo De Majo - Evangelista Matteo - 220x170 -
Napoli chiesa dell'Arciconfratrnita dei Pellegrini

fig.12 - Paolo De Majo - Evangelista Luca - 220 x170 -
Napoli chiesa dell'Arciconfraternita dei Pellegrini

fig.13 - Paolo De Majo - Evangelista Giovanni - 220x170 -
Napoli chiesa dell'Arciconfratrnita dei Pellegrini

 

fig.14 - Paolo De Majo -Madonna con Bambino e sante - 250 x180 - firmato -
Napoli chiesa del Carmine
  

 

fig.15 - Paolo De Majo -  Madonna che appare a San Gennaro e S. Antonio -350x220 -
firmato e datato - Napoli chiesa del Carmine


E rimanendo nel campo vastissimo delle chiese chiuse vogliamo rammentare un gigantesco dipinto di 7 metri per 3 raffigurante Il miracolo di San Vincenzo Ferreri (fig.16), ancora presente, disdegnato dai ladri, nella chiesa di Gesù e Maria. Una altro edificio religioso ricco di capolavori e negato alla fruizione da decenni è  Donnaromita, dove si conserva una Madonna del Rosario (fig.17) dai colori rutilanti ed un più modesto San Francesco di Paola (fig.18).

 

fig.16 - Paolo De Majo - Miracolo di S. Vincezo Ferreri - 330x730 -
Napoli chiesa Gesù e Maria

fig.17 - Paolo De Majo - Madonna del Rosario - firmata e datata 1772 -
Napoli chiesa di Donnaromita

 

fig.18 - Paolo De Majo - San Francesco di Paola -
Napoli chiesa di Donnaromita

  
Passiamo ora ad esaminare un vero capolavoro: una Sacra Famiglia (fig.19–20), conservata nella chiesa dei Padri della Missione ai Vergini, in un apposito vasto ambiente (fig.21).  
La nostra carrellata volge al termine, presentiamo prima due ritratti di Evangelisti (fig.22–23) presenti nella chiesa di Santa Maria Egiziaca, dove si possono ammirare anche quattro tele raffiguranti delle Virtù, posizionati al di sotto della cupola ai lati delle due finestre, eseguiti in contemporaneità con gli Evangelisti.   

 

fig. 19 - Paolo De Majo - Sacra Famiglia - 400x300 firmata e datata 1740 -
Napoli chiesa dei Padri della missione ai Vergini

 

fig. 20 - Paolo De Majo - Sacra Famiglia - 400x300 - firmata e atata 1740 - (particolare)
Napoli chiesa dei Padri della Missione a Vergini

 

fig.21 - Paolo De Majo - Sacra Famiglia - 400x300 - firmata e datata 1740 - 
Napoli chiesa dei Padri della Missione a Vergini
 

fig.22 - Paolo De Majo -  Evangelisti - firmato e datato 1739 -
Napoli chiesa S, Maria Egiziaca

 

fig.23 - Paolo de Majo - Evangelisti - firmato e datato 1739 -
Napoli chiesa S. Maria Egiziaca



Ci portiamo poi nel Duomo, dove nella sacrestia, vi sono due ovati (fig.24–25), raffiguranti lì Annunciazione e la Trinità, tra le primissime opere eseguite dal pittore.      
E concludiamo in bruttezza, maledicendo i nostri finti alleati, che durante l’ultima guerra ci sottoposero ad oltre cento bombardamenti, distruggendo infiniti monumenti, tra cui S. Chiara, dove si trovava l’Ezechiele ed il S. Agostino, che possiamo solo vedere in foto.

Achille della Ragione

 

 

fig.24 - Paolo De Majo - Annunciazione - 30x20 -
Napoli Duomo sacrestia

 

fig.25 - Paolo de Majo -  SS Trinitá - 30x20 -
Napoli Duomo sacrestia


 

fig.26 -Ezechiele e S. Agostino (distrutti) -Napoli chiesa di S. Chiara


9 commenti:

  1. Caro Professore,
    la sua fame di denaro è pari alla sua ignoranza.
    Michele Marano (avvocaticchio di Scafati che mi deve del denaro, fissa appuntanti e non si presenta)

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  2. Grazie per il regalo di quest'oggi. La sia Cultura nel ramo è davvero enciclopedica. Un buon fine settimana,

    Gianvito La Forgia

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  3. Complimenti e la ringrazio vivamente.
    Daris Baratti(antiquario)

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  4. Ch.mo Prof. Della Ragione,

    ricevo e leggo sempre con sommo interesse i suoi articoli sui pittori attivi a Napoli nei secoli XVII e XVIII, ed in questi tristi mesi di pandemia è ancora più cocente il rammarico di non poter scendere in Campania ad ammirare i molti capolavori che Lei ci segnala puntualmente.

    Le confesso che fino a questa sera mi era completamente sconosciuta la figura di Paolo Di Majo, e dunque la ringrazio per la sua scheda molto esaustiva. Mi permetto di chiederle un supplemento di informazioni. La dedicazione della chiesa di Santa Maria della Consolazione a Villanova lascerebbe presumere una devozione - se non proprio la committenza - dell'Ordine Agostiniano. Ciò mi parrebbe mirabilmente confermato dalla pala della Madonna col Bambino (fig. 3), ove la Vergine sta porgendo la Cintura ai santi Monica ed Agostino, al cospetto di Nicola da Tolentino genuflesso (con astro radiante sul petto e panini benedetti sorretti da un angelo), e di un Santo Vescovo all'estrema destra. Qualora Lei avesse una riproduzione del dipinto ad alta risoluzione, potrei essere in grado di individiare gli attributi iconografici dell'Episcopo, e dunque sciogliere la riserva sulla sua identità: probabilmente si tratta dell'Arcivescovo Elemosiniere Tommaso da Villanova.

    Grato per la sua attenzione, Le porgo distinti saluti,

    Roberto Tollo

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  5. Il dipinto di Carlo Carafa è un capolavoro vorrei acquistarlo.
    Mauro Rizzo

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  6. Caro professore la seguo sempre con interesse ed ammirazione. I suoi articoli sono sempre completi ed esaustivi, con la sua immane preparazione non poteva essere diversamente. La saluto con affetto.

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  7. Credo di conoscere quell'avvocaticchio di Scafati, un imbroglione matricolato
    Michele Galano

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  8. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  9. Sono di formazione e cultura tecnica di medio livello, e non ho dimestichezza con il mondo dell'arte, in particolare quello nel quale il nostro sommo anfitrione ci guida alla divulgazione e la conoscenza dei maestri pittori, scultori, affrescatori,.... che hanno illuminato il mondo con le loro opere.. Che gioia per l'intelletto leggere i suoi dettagliati e fascinosi "reportage", che ci restituiscono l'anima e la presenza scenica degli artisti come in vita, accanto a noi!!!

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