lunedì 18 gennaio 2021

Vita e opere di Giacomo Farelli (1629-1706) - Artista e gentiluomo nell'Italia barocca

tav. 1 - Copertina libro


Prima di parlare del libro, qualche parola sugli autori: il professor Riccardo Lattuada e la dottoressa Laura Raucci. Il primo, illustre cattedratico e consulente delle più importanti case d’asta, la seconda da sempre studiosa del pittore, sul quale ha discusso la sua tesi di dottorato nel 2002.      
Giacomo Farelli (Roma, 1629 – Napoli, 1706) è un Carneade per molti studiosi della storia dell’arte del meridione d’Italia: una damnatio memoria e lo ha relegato nella schiera degli artisti minori, operanti in periferia e pressoché inesistenti rispetto ai protagonisti del tardo Barocco di Napoli e del suo Regno: Luca Giordano, Francesco Solimena, Paolo de Matteis, Giacomo del Po.
Il libro di Riccardo Lattuada e Laura Raucci ricolloca, a valle di ricerche storicamente e filologicamente fondate, Giacomo Farelli nell’orizzonte artistico del suo tempo, mettendo a fuoco la notevole posizione sociale e professionale del pittore. Cavaliere dell’Ordine di Malta e per vari anni Governatore della Città dell’Aquila, Farelli fu un artista molto stimato dai suoi contemporanei, attivo con successo a Napoli, in Abruzzo, nel Meridione continentale e a Pisa; e registrato in antichi inventari di collezioni in Spagna, in Germania e in Francia.
Nato da padre di Trapani e madre di Sorrento e cresciuto a Napoli, all’età di quindici anni Giacomo Farelli entra nello studio di Andrea Vaccaro per emanciparsene presto e incamminarsi verso una carriera di successo. Lo spessore dei riferimenti stilistici e il bagaglio formale fanno di Farelli un artista completo e attrezzato con una cultura figurativa molto articolata, influenzata dal genio di Luca Giordano ma aggiornata appieno sull’emergere delle tendenze accademizzanti e classiciste emerse nei dibattiti dell’Accademia romana di San Luca.
Il libro di Riccardo Lattuada e Laura Raucci vuole essere di stimolo ad avviare la conservazione delle sue opere. Le immagini dei dipinti più importanti di Giacomo Farelli – perlopiù di nuova esecuzione – in luoghi pubblici di Campania e Abruzzo, li mostrano in prevalenza in condizioni conservative pietose. In molti casi le riprese effettuate costituiscono la prima documentazione su episodi di grande impegno formale. Gli autori del libro hanno scelto di occuparsi di Giacomo Farelli anche allo scopo di segnalare l’urgenza dell’avvio di campagne di restauro sulle sue opere, e più in generale su tutto il disastrato corpo del patrimonio artistico meridionale.         
Evento raro nel mondo accademico gli autori, nella prefazione, riconoscono che la prima monografia (tav.5) sull’artista è stata licenziata alle stampe nel 2011 dal sottoscritto, ha avuto 4 edizioni ed è a disposizione di studiosi ed appassionati ordinandola alla Libro Co, mentre tutti la possono consultare gratuitamente digitando il link
http://www.guidecampania.com/dellaragione/articolo80/articolo.htm
Riportiamo integralmente le parole degli autori:
"Un discorso a parte merita l'opera di divulgazione per così dire selvaggia di Achille della Ragione, il quale nel 2011 ha pubblicato quella che tecnicamente è la prima monografia su Giacomo Farelli, e che si può considerare un assemblaggio, per lo più intelligente, a volte originale, ancor più spesso un po' confuso di materiali anche inediti sul pittore"
E vorrei ricordare la recensione che mi fece nella sua rivista il compianto professor Mario Alberto Pavone: “Il libro inquadra la figura del Farelli nel panorama artistico napoletano della seconda metà del Seicento e ci permette di conoscere ed apprezzare un artista poco noto, attivo per oltre cinquanta anni, non solo nelle principali chiese napoletane, ma anche in Abruzzo ed in Toscana.
Discepolo di Andrea Vaccaro, egli subì il fascino di Guido Reni e del Domenichino, pur rimanendo nell'ambito di una tradizione figurativa di marca napoletana e si orienterà in seguito allo studio dei maestri cinquecenteschi, raggiungendo un espressionismo esasperato, soprattutto nei particolari anatomici, resi con particolare forza attraverso un costante esercizio disegnativo.
Il contatto col Giordano sarà quanto mai fecondo, perché il Farelli dall'illustre collega seppe cogliere gli aspetti innovativi, che trasferì nel suo stile personale.
Vengono pubblicati vari documenti di pagamento, che hanno meglio delineato i termini cronologici della sua attività, permettendo una più precisa ricostruzione degli influssi esercitati sul suo stile dall'ambiente artistico circostante.
Il mercato antiquariale, oggi che sappiamo meglio riconoscere il suo stile, ci ha restituito numerosi quadri destinati al collezionismo privato, che vengono illustrati per la prima volta, incrementando il suo catalogo, che oramai può contare su molte decine di opere certe.
Concludono l'opera una corposa bibliografia con 130 titoli, tra i quali vengono segnalati i più significativi ed una serie di tavole per un totale di circa 150 immagini”.


Achille della Ragione

 

tav. 2 -  Giacomo Farelli - Il ratto di Proserpina -
Bari pinacoteca metropolitana

  

tav.3 - Giacomo Farelli - Visione di S. Brigida -
Napoli chiesa di S. Brigida

 

tav.4 -  Giacomo Farelli - San Giuseppe Ruffo -
Napoli chiesa San Giuseppe dei Ruffi

 

tav.5 -  Copertina Giacomo Farelli opera completa

 

tav. 6 Bibliografia su Achille della Ragione


 


 

3 commenti:

  1. Grazie Professore, l'amore e la passione per l'arte traspare da ogni singola parola che scrive.
    Gian Vito Laforgia

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  2. Grazie Achille!
    anche per me il Farelli è quasi un Carneade che grazie a te scopro...
    Grazie come sempre le tue gustose chicche storico-artistiche e per condividerle con noi
    ciao un grande abbraccio
    Antonio Giordano

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  3. Cosa altro di può dire : complimenti dottore !
    Giuliana Gualandi

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