venerdì 22 novembre 2019

Il trattato di Schengen ignorato alle frontiere





L'Europa come entità politica è in crisi, come dimostra la recente uscita dalla confederazione della Gran Bretagna, ma alcune cose positive le ha prodotte, come l'abolizione dei dazi e la libera circolazione delle merci, che ha provocato una sensibile diminuzione dei prezzi di numerosi prodotti sia agricoli che industriali.
Tra le altre innovazioni è stato emanato il Trattato di Schengen, che prevede la libera circolazione sul territorio dei cittadini, non solo comunitari e l'abolizione delle frontiere, ma negli aereoporti non è applicata.
Nessuno si sognerebbe di chiedere i documenti di identità ad una persona che si reca da Napoli a Roma o da Parigi a Marsiglia, ma prima di salire in un aereo destinato a collegare due località europee, si pretende l'esibizione del passaporto o della carta d'identità, un vero abuso che va denunciato.
A rischiare di farne le spese giovedì mattina è stato un celebre avvocato napoletano, che all'imbarco per Bruxelles, nonostante esibisse, oltre al biglietto, patente e tesserino dell'ordine, volevano assolutamente la carta d'identità.
Per fortuna ero presente, ho preso sotto il braccio il professionista e dopo aver saltato tutti i controlli siamo saliti sull'aereo, invitando a chiamare la polizia, prontamente intervenuta, alla quale, ho mostrato sul computer il testo del trattato. I poliziotti hanno intimato ai piloti di non partire, prima che la questione fosse chiarita ed hanno chiesto il parere del responsabile di turno, una funzionaria, saggia, solerte ed accondiscendente, che ha dato il permesso allo spaventato legale di partire.
Tutto è bene quel che finisce bene.

Achille della Ragione

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