mercoledì 28 aprile 2021

GIACINTO DIANO pittore nativo di Pozzuoli

in 1^di copertina
- Dio fluviale tenta una  ninfa -
  Napoli collezione della Ragione

 
 



Prefazione

Giacinto Diano è un artista a me particolarmente caro perché da tempo posseggo una coppia di suoi dipinti, già proprietà del Comandante Achille Lauro, che costituiscono un capitolo del libro.
 Lo scritto comincia con una approfondita biografia del pittore, un ampia descrizione delle sue molteplici opere ed un'ampia bibliografia, per chi volesse approfondire l'argomento.  
Nel 1998, in occasione dell'uscita del mio libro "Da Puteoli a Pozzuoli una storia gloriosa", località dove è nato l'artista, gli dedicai un corposo capitolo illustrato da 25 foto a colori.
In seguito più volte ho stilato degli expertise per dipinti a lui attribuibili, che sono riportati nel volume.
Per concludere in bellezza ho poi riportato 32 tavole a colori, scelte tra i dipinti più famosi.
 Non mi resta che augurare buona lettura a studiosi ed appassionati.

Achille della Ragione


Napoli maggio 2021 


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in 3^ di copertina
- Madonna col Bambino -
Acerra, collezione Pepe


Indice

  • Prefazione    
  • Biografia, opere e bibliografia
  • Giacinto Diano, pittore nativo di Pozzuoli   
  • Una coppia di dipinti erotici di Giacinto Diano    
  • Un inedito pendant di Giacinto Diano   
  • Tavole a colori    

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in 4^ di copertina
- Dio fluviale tentato da una ninfa -
Napoli collezione della Ragione

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martedì 27 aprile 2021

I MALINCONICO una dinastia di pittori



in 1^ di copertina
- Nicola Malinconico -
Gesù caccia i mercanti dal tempio

Prefazione

La dinastia dei Malinconico è la più lunga nella storia della pittura napoletana.
Parte con Andrea (Napoli 1635-1698), ricordato come «fra i più bravi allievi» della bottega di Stanzione, prosegue con i suoi due figli: Oronzo e Nicola, che, soprattutto il secondo, entrano in orbita giordanesca, continua con Carlo, figlio di Nicola, per concludersi con un pronipote, Pietro, attivo anche nel primo decennio dell'Ottocento, del quale fino a qualche anno fa si conosceva una sola opera e che, grazie al sottoscritto, possiede ora un catalogo di affreschi e dipinti, firmati e datati.
Nel libro una parte importante è occupata da Nicola, ritenuto dalla critica uno degli allievi più dotati di Luca Giordano, attivo sia nel Seicento che nel Settecento, abile anche nel ritrarre nature morte e molto richiesto dalla committenza dell'epoca.
Si conclude in bellezza con 32 tavole a colori, divise in base all'importanza dei membri della gloriosa dinastia.

Achille della Ragione 

Napoli maggio 2021


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in 3^ di copertina
L'autore con un suo libro nel giardino della sua villa

Indice

  • Prefazione  
  • Breve biografia su Andrea Malinconico ed il figlio Oronzo
  • Nicola Malinconico pitture entro il Seicento
  • Nicola Malinconico pittore settecentesco
  • Nicola Malinconico pittore di natura morta
  • Una splendida pala d'altare di Nicola Malinconico nella  parrocchiale di Avella
  • Pietro Malinconico un pittore da conoscere
  • Tavole  

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in 4^ di copertina
- Pietro Malinconico -
Affresco - Episodio di vita nell'antica Roma

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I Malinconico Una Dinastia Di Pittori by kurosp on Scribd


lunedì 26 aprile 2021

Una coppia di dipinti erotici di Giacinto Diano


fig.1 - Copertina catalogo


I due dipinti di cui parleremo in questo articolo furono presentati alla mitica asta dei beni appartenuti al comandante Achille Lauro, tenutasi il 25 ottobre del 1984 nei fastosi saloni della villa dell’illustre personaggio. Presentati come autografi di Giacinto Diano (lotto353A–B), provenivano da una prestigiosa raccolta napoletana, che possedeva un expertise scritto da Raffaello Causa, che, oltre a descrivere minuziosamente le due tele, ne definiva l’autore, il Diano, “il maggiore tra i pittori attivi a Napoli nella seconda metà del Settecento”. Battitore Marco Semenzato, abile, alternando variazioni nel tono della voce a brevi pause che invitavano alla meditazione, a far lievitare i prezzi di aggiudicazione dei quadri, come avvenne nel caso dei dipinti in esame, che raggiunsero una quotazione molto alta. Quando nel 1997 fu stilato il catalogo (fig.1) della collezione ove erano pervenuti fu invitato ad esprimere un parere il sovrintendente Nicola Spinosa, il quale dubitò della paternità del Diano e ritenne che i due capolavori dovessero essere assegnati a Giuseppe Cammarano, allievo del Diano e padre dell’ottocentista Michele, ben più famoso di lui. In seguito sono stati visionati da celebri docenti da Pacelli a Pavone, da Fiorillo a Di Loreto ed esperti antiquari come Porcini, Gargiulo e Datrino, il quali hanno tutti affermato perentoriamente trattarsi di autografi di Giacinto Diano. I due pendant di raffinato effetto decorativo, ideati probabilmente come sovrapporte, mostrano una grazia lineare nelle figure dei personaggi che si dipana garbatamente, rappresentando un esempio pregevole dell’eleganza formale a cui l’artista era pervenuto nella sua pittura con un felice compromesso tra la tradizione locale e le nuove istanze neoclassiche. La materia pittorica viene resa dall’artista in maniera tersa e trasparente per effetto di una felice apertura al clima classicheggiante instauratosi a Napoli nella seconda metà del Settecento. Le due scenette mitologiche sono ambientate in un recesso idillicamente ameno, di sapore dolcemente arcadico. Nella prima (fig.2) è la divinità che si accosta premurosa verso la ninfa discinta ed apparentemente assorta in altri pensieri, per reclamare imperiosamente il dono dell’amore, nella seconda (fig.3) è la ninfa che si avvicina maliziosa, protesa ad accarezzare e provare godimento e a darne. Nella prima Cupido è pronto a scoccare la sua freccia erotica e birichina, per favorire il dio fluviale nell’espletamento del suo progetto penetrativo, nella seconda assiste dall’alto un angioletto pronto, con delle corone di alloro a cingere e suggellare ilcompimento del gesto amoroso. Il turrito paesaggio sullo sfondo si sposta da sinistra verso destra come se dipendesse dalla prorompente forza dinamica che emana da colui che presiede all’iniziativa amorosa, compenetrandosi nelle sofferte pene del cuore e fornendo così una partecipazione d’assieme in concerto con il fluire copioso dell’acqua, che pare simboleggiare conla sua fresca e piena abbondanza il completamento e l’esecuzione dell’atto d’amore. 


Achille della Ragione 

 

   

fig. 2 - Dio fluviale tenta una  ninfa - 81x120
Napoli collezione della Ragione 


   

fig.3- Dio fluviale tentato da una ninfa - 81 x120 -
 Napoli collezione della Ragione

mercoledì 21 aprile 2021

Achille diventa un nobile blasonato

 


Achille della Ragione membro d'onore della
Fondazione Internazionale Papa Clemente XI Albani

https://fondacionipapaklementi.com/membri-donore/


Biografia

Achille della Ragione nasce a Napoli nel 1947 da una famiglia della borghesia napoletana. Nel 1972 consegue la laurea in Medicina, in seguito si specializzerà in Ostetricia nel 1976 ed in Chirurgia generale nel 1980.
Nel 1972 partecipa a Rischiatutto con relativo raddoppio.
Nel 1973 si sposa con Elvira Brunetti con la quale ancora convive, che gli regalerà 3 figli: Tiziana, Gian Filippo e Marina.
La primogenita gli ha donato 3 nipoti: Leonardo, Matteo ed Elettra.
Dopo aver esercitato con successo per oltre 30 anni la professione di ginecologo, che lo ha reso miliardario, (infatti da mezzo secolo abita una delle più belle ville di Napoli a Posillipo, 5 piani ed un giardino di 1000 metri), da tempo è divenuto scrittore e giornalista ed ha dato alle stampe 135 libri, tutti consultabili in rete gratuitamente digitandone il titolo.
Per chi volesse approfondire la sua biografia consigliamo di andare sul suo blog
www.dellaragione.eu
e consultare il capitolo i miei primi 70 anni, 400 pagine con centinaia di foto.

 

Diploma di Benemerenza
Scienze Mediche e Salute

 

lunedì 19 aprile 2021

Poesia sul blog con foto dell'autore


  Leonardo Carignani di Novoli

Ascolta nostra madre natura

 

Se ti estranei nella profondità della foresta
e ascolti il suono della nostra Madre Natura.
Allo stridore delle cicale che cantano nella brezza leggera.
Al canto degli uccelli nell'aria del mattino.
E sentire il vento che fruscia tra gli alberi.
Sentire il crepitio delle foglie secche
Causato dal dolce soffio d'aria di Eolo.
 
Ascolta la corrente affascinante della nostra giovinezza.
Mentre il corso d'acqua scorre via.
Goditi questo mondo pieno di piaceri 
Goditi questa vita piena di tesori
Perché la natura si sta sgretolando
Dove noi umani annaspiamo
Dove le impediamo di fiorire.

Leonardo Carignani di Novoli




Le fiabe non sono solo racconti per bambini

 

fig. 1 -Cenerentola perde la scarpetta



Due semplici parole fuoriuscite dalla storia magica per eccellenza sono state una mia ossessione per diverso tempo: "Gentilezza e Coraggio". Le ricordavo così appropriate nel comportamento esemplare della protagonista da diventare un motto ripetitivo per il miglioramento personale.
La favola a cui mi riferisco è quella di Cenerentola (fig.1) nella versione spettacolare del film di Kenneth Branagh del 2015 (fig.2). Regista impegnato e attore notevole in capolavori shakespieariani. La pubblicità ultimamente rinnovata al libro dell'anno scorso di Gianrico Carofiglio (fig.3) ha riacceso la lampadina nella mia mente. Si tratta addirittura del titolo di quello che in sostanza è un breviario di politica e altre cose: "Della Gentilezza e del Coraggio".
Le doti scaturite dalla messa in pratica di quelle due parole magiche avevano trasformato nell'immaginario fiabesco Cenerentola in una principessa. C'era da pensare sul senso profondo di un insegnamento del genere. Uno stimolo di rettitudine morale e civile. In breve una rarità. Oggi soprattutto che né a scuola, né in famiglia ci si preoccupa di una tale crescita e formazione degli adolescenti, obbedienti e attenti solo al telefonino. Nella favola di Branagh fu la mamma prima di morire a dire alla sua piccola: "Sii gentile e abbi coraggio". Così fece la fanciulla. Seguì sempre il prezioso consiglio materno, nonostante le avversità della vita. Lavorava e cantava, avendo come amici solo i topi e gli uccelli. Ma la sua abnegazione fu premiata alla fine abbondantemente.
Cosa ci dicono le due virtù che insieme formano una lega di due metalli vincenti? La prima, la gentilezza dovrebbe diventare un abito mentale in grado di non sopraffare, né giudicare gli altri fino alla conquista non dico della tolleranza ma di quel sacro valore che è il rispetto. La seconda, il coraggio è la forza d'animo che ti porta alla misura e alla responsabilità delle proprie azioni quando ti trovi di fronte a scelte o a situazioni difficili e incresciose. Ambedue sono la giusta via per accedere alla conoscenza della condizione umana. Cenerentola è umiliata e asservita al potere della matrigna e delle sorellastre, ma reagisce a quell'esistenza assurda. Rispettando il ruolo di subalterna, difese la sua dignità di essere umano, affrontando col sorriso e quindi con eroismo vincente il suo stato.

 

fig. 2 - Kenneth Branagh

 

 fig. 3 - Carofiglio col suo libro

 
Nel libro di Carfiglio gentilezza e coraggio sono i valori che devono accompagnare il percorso di ogni politico. Nella premessa l'autore dice subito cosa intende con il nome della prima virtù. La gentilezza come metodo per fronteggiare e sostenere la dialettica fatta anche di contrasti e scontri. Portando esempi della filosofia orientale, invita a non usare la durezza nei modi, a non irrigidirsi nelle posizioni acquisite, ma a dubitarne sempre. Si hanno più risultati accogliendo gli altri con una mente aperta attraverso il sano dibattito che si basa sull'ascolto attivo mettendo da parte il proprio ego. L'approdo della riflessione finale è proprio la constatazione del senso della gentilezza nelle relazioni umane. L'esempio di Lincoln (fig.4) e Mandela (fig.5), sostenitori dell'idea che per sconfiggere il nemico bisogna prima trasformarlo in amico, parla da solo per la sua evidenza. Oggi non viviamo più i tempi dello schiavismo o del razzismo di una volta, eppure il rischio di non comprender l'altro e di avere reazioni spropositate alimentate da paura o credo diverso, è altissimo. Imperativo necessario diventa inoltre la comunicazione corretta. Ci vuole chiara consapevolezza altrimenti si rischia di diffondere paura e incertezze. Prova ne sono stati e ne sono i media in tempi di Covid 19. Per esercitare la gentilezza tuttavia ci vuole coraggio. Il coraggio per esempio di rinunciare al nostro protagonismo - l'esortazione non interessa solo l'uomo politico - Il coraggio di conservare in ogni occasione un pizzico di umorismo, in quanto l'autoironia è indispensabile alla politica efficace. Come superare il narcisismo dei potenti da Trump a Berlusconi (fig.6), incapaci di ridere di loro stessi? Perfino la paura per Carofiglio non è il contrario del coraggio, perché il suo buon uso ci può mettere in guardia in situazioni singole o collettive.
L'ultimissima domanda da porsi forse riguarda l'importanza oggi di un leader politico nel contesto generale di altri poteri più forti.
Nel libro ci sono molte citazioni, giustificate forse dall'essere un breviario, cioè un elenco di suggerimenti e di regole.

Elvira Brunetti

 

fig. 4 -Abraham Lincoln

 

fig. 5 - Nelson Mandela

 

fig. 6 - Trump e Berlusconi

 

 

 

domenica 18 aprile 2021

Perdoniamo, anzi elogiamo Corrado Augias

CORRADO AUGIAS
Città segrete - RAI 3
sabato 17 aprile 2021


La trasmissione di Corrado Augias su Napoli è stata vista da un pubblico infinito e sui social sono partite fiumane di critiche, solo in parte giustificate, su come è stata condotta, viceversa a mio parere ed è il parere del sommo napoletanista che tutti conoscono, il voto che può meritare è tra 8 e 9, perché ha saputo mettere in risalto gli aspetti più salienti dello spirito partenopeo. Le uniche pecche sono aver trascurato San Gregorio Armeno con le sue botteghe (ma da tempo chiuse era difficile ricostruire l'atmosfera), aver dato pochissimo spazio a Totò, aver trascurato i soggiorni napoletani di Caravaggio, ma soprattutto l'opera meritoria dei Monti dei pegni, dal cui ventre partorirà il glorioso, anche se ora defunto, Banco di Napoli.
Vi è tempo e speriamo volontà per rimediare, per il momento grazie Corrado.

Achille della Ragione

   

Il Mattino, pag. 34 - 21 aprile 2021


La Repubblica N , pag 15 del 20 aprile 2021