Pagine

lunedì 23 dicembre 2013

Sovraffollamento e legalità



Mentre non si parla più di indulto, nonostante i ripetuti ed accorati appelli del Presidente Napolitano, il governo sta per partorire, sarebbe meglio dire abortire, l’ennesimo decreto svuota carceri, il quale non apporterà nessun tangibile risultato fino a quando non si deciderà di agire sul vero ostacolo che in barba all’ordinamento Penitenziario, non permette il graduale reinserimento dei detenuti nella società: Il tribunale di Sorveglianza, divenuto un anomalo giudizio di 4°.
Vi sono reclusi che espiano la pena fino all’ultimo giorno, incattiviti, senza aver mai goduto di un permesso, della semilibertà, dell’affidamento, dei domiciliari, nonostante ne abbiano sacrosanto diritto. Fino a quando non si cambierà questo meccanismo stritolante dei Diritti e della dignità umana i risultati saranno sempre vani e mortificanti.






domenica 22 dicembre 2013

Aforismi sulla omosessualità

di Marina della Ragione  




Per migliaia di anni in tutto il mondo uomini e donne hanno desiderato l’intimità fisica ed emotiva con persone dello stesso sesso. La loro storia per secoli dimenticata, cancellata, ignorata o riscritta, è diventata di recente il centro di una straordinaria fioritura di ricerche. Partendo dall’antica Grecia e da Roma, fino alle attuali rivendicazioni delle comunità gay, rivelando nelle diverse culture l’incredibile varietà di rapporti fra persone dello stesso sesso lungo la storia dell’umanità e ovunque nel mondo, questi aforismi ci fanno meditare sorridendo.

  • La donna non si metterà un indumento da uomo né l'uomo indosserà una veste da donna, perché chiunque fa tali cose è in abominio al Signore tuo Dio.
    Deuteromonio, Antico Testamento, VI-V sec.  a.e.c.
  • Se uno ha rapporti con un uomo come con una donna, tutti e due hanno commesso un abominio; dovranno essere messi a morte; il loro sangue ricadrà su di loro. 
    Levitico, Antico Testamento, VI-V sec. a.e.c.
  • I nostri cittadini non dovevano essere peggiori degli uccelli e di molti altri animali, i quali, generati in grandi frotte, sino dall’età della procreazione, non ancora accoppiati vivono casti e puri e quando giungono all’età giusta, il maschio si accoppia con la femmina che più gli è gradita, e la femmina con il maschio, e vivono tutto il resto del tempo nella santità e nel rispetto della giustizia, mantenendo stabili i primi accordi del loro amore: bisogna che i nostri cittadini siano appunto migliori delle bestie. 
    Platone, Leggi, IV sec. a.C.
  • Le relazioni carnali fra maschi, con femmine sterili, i coiti dal di dietro e le unioni incomplete androgine devono essere evitate tutte; e piuttosto ci si dovrebbe sottomettere alla natura. 
    Clemente Alessandrino, pedagogo, II secolo.
  • Il modo popolare di vedere l’istinto sessuale è meravigliosamente rappresentato nella poetica leggenda che racconta della divisione degli esseri umani originari in due metà l’uomo e la donna e come queste tendessero sempre a riunirsi nell’amore. Ecco perché ci desta grande stupore venire a sapere che ci sono degli uomini il cui soggetto sessuale è un uomo, non una donna, e delle donne il cui soggetto sessuale è ancora un’altra donna, e non un uomo. 
    Sigmund Freud, Tre saggi sulla teoria sessuale, 1905
  • Non sempre la misoginia é indizio di spirito critico e d’intelligenza. Talvolta è solo frutto di omosessualità. 
    Marcel Proust, All’ombra delle fanciulle in fiore, 1919
  •  La natura è omosessuale, la cultura organizza la sopravvivenza dell’umanità.
     Dominique Fernandez, Il ratto di Ganimede, 1989
  • Non ricordo se la mia esperienza fu omosessuale o eterosessuale: sono stato sempre troppo educato per fare domande. 
    Gore Vidal, Intervista a David Frost, 1971
  • L’amore non osa pronunciare il suo nome.
    Alfred Douglas, Due amori, 1892
  • Ciò che l’omosessualità ama come suo amante, sua patria, sua creazione, sua terra, non è il suo amante è l’omosessualità.
    Marguerite Duras, La vita materiale, 1987
  • Non esiste probabilmente eterosessuale sensibile a questo mondo che non si sia preoccupato della sua omosessualità latente. 
    Norman Mailer, Pubblicità per me stesso, 1959
  • Fintanto che l’omosessualità resterà repressa, quello omosessuale sarà un problema riguardante tutti, dal momento che il desiderio gay è presente in ogni essere umano, è congenito, anche se attualmente, nella maggiore parte dei casi, viene rimosso o quasi rimosso. 
    Mario Mieli, Elementi di critica omosessuale, 1977
  • L’omosessualità è una malattia, come lo stupro degli infanti o voler diventare capo della General Motors. 
    Elridge Cleaver, Soul on ice, 1968
  • Non ho mai capito come si possa andare a letto con una donna. E’ così noioso, noioso, noioso!
    Truman Capote
  • Non c’erano anormali quando l’omosessualità era la norma.
    Marcel Proust, Sodoma e Gomorra, 1921/22
  • Essere gay non è soltanto preferire persone del proprio sesso, E’(e dovrebbe continuare ad essere) tenersi al margine della massa dei propri simili, pensare e agire in modo diverso, apportare nel consenso sociale un fermento di discordia e di rivolta. 
    Dominique Fernandez, su Le Monde, 2009
  • L’omosessualità per la classe povera non è un vizio ma un modo per accedere alle classi superiori.
    Ennio Flaiano, Frasario essenziale per passare inosservati in società, 1969
  • L’omosessualità è la soluzione più realistica al problema della sovrappopolazione mondiale.
     Irving Rosenthal, Sheeper, 1967
  • L’omosessualità è un dono del cielo se la si vive senza abbagli e se si investe la sua passionalità nella solitudine. E’ la sublimazione empirica del nulla fine a se stesso, l’eterosessualità la sublimazione astratta del nulla a procedere.
    Aldo Busi, Sodomie in corpo 11, 1988
  • Se dell’omosessualità ciò che inorridisce soprattutto l’homo normalis, poliziotto del sistema etero capitalistico, è di prenderlo in culo, ciò dimostra che uno tra i nostri piaceri più deliziosi, il coito anale, ha in sé una notevole dirompenza rivoluzionaria.
    Mario Mieli, Elementi di critica omosessuale, 1977
  • Non c’è niente di male ad andare a letto con qualcuno del tuo stesso sesso. La gente dovrebbe essere molto libera nella propria sessualità. Dovrebbe tracciare un confine davanti alle capre.
    Elton John
  • L’omosessualità è sempre esistita ed esisterà sempre, consiste di amore e di vizio, di eros e di moda, di piacere e di colpa, di profondità e di futilità, tanto quanto le altre pulsioni dell’animo e dei corpo. Si può diffidarne, si può criticarla, ma solo una violenta impaurita torsione dello sguardo sulle persone, sulla vita, sull’eros, può arrivare addirittura a scacciare l’amore omosessuale dalla “natura umana”.
    Michele Serra, la Repubblica, 2007
  • E’ imbarazzante vedere come il Catechismo della Chiesa Cattolica, nella sezione riservata ai grandi peccati contro la castità, affianchi con distinzioni appena percepibili pratiche così differenti  come, fra le altre, gli atti omosessuali e lo stupro. Dunque un omosessuale che ha relazioni affettive e sane dovrà bruciare all’inferno come uno stupratore che scarica i propri ormoni sulla prima innocente che passa per strada? 
    Melissa P., In nome dell’amore, 2006
  • L’omosessualità è un esagerato omaggio al proprio sesso.
    Roberto Gervaso, Il grillo parlante, 1983
  • L’omosessualità è la nuova legione straniera. 
    Florence King
  • Solo un cretino può dire di non amare il tabacco e i ragazzi. 
    Christopher Marlowe
  • Mi è sempre sembrata un po’ inutile la disapprovazione dell’omosessualità. E’ come disapprovare la pioggia
    Francis Maude
  • La vita sarebbe stata senz’altro migliore in un mondo dove il sesso venisse considerato come qualcosa di naturale e di non spaventoso, e gli uomini potessero amare gli uomini naturalmente, secondo la loro inclinazione, proprio con la stessa naturalezza con cui amano le donne. 
    Gore Vidal, La statua di sale, 1948/65
  • Si può sperare che l’omofobia diventi questo: un repertorio di innocui stereotipi che pochi imbecilli prendono sul serio, mentre tutti gli altri ci giocano. L’omosessualità è semplicemente qualcosa che sta in tutti noi da sempre. 
    Tommaso Giartosio, Perché non possiamo non dirci, 2004 



sabato 21 dicembre 2013

Il presepe a Rebibbia



Il presepe con il suo messaggio di pace e di buona novella rappresenta il momento culminante dell'amore di Giuseppe e Maria verso il loro fragile figlioletto destinato in breve tempo a cambiare il mondo.
E' triste constatare come abbiamo trasformato il Natale da momento magico di letizia in un rito di massa, con grandi mangiate e smodate libagioni, acquisti sfrenati ed un'idolatrica prostrazione al Dio Denaro.
Bisogna approfittare di questi giorni in cui studio e lavoro presentano una pausa per riunire le famiglie, sempre più spesso separate, per santificare la festa.
Ogni anno i detenuti di Rebibbia preparano con impegni un grande presepe siamo certi che senza dubbio Ninno, vedendolo, alla domanda "Te piace 'o presepe", avrebbe risposto a Lucariello "me piace assai".
Il Natale dei detenuti di Rebibbia naturalmente è ben diverso da quello che si respira vicino ai propri familiari, ma la fede e la vicinanza di Papa Francesco, daranno loro la forza di trasformarsi, tutti uniti, nella più grande famiglia del mondo, superando così, in un giorno di letizia la tristezza, la malinconia, la solitudine.


                  BUONE   FESTE   A   TUTTI                   

mercoledì 18 dicembre 2013

L’amore nella mitologia


fig.1 Luca Giordano - Diana e Atteone
 (Collezione privata, Cosenza)

Il mondo greco antico, soprattutto prima di Socrate aveva un’idea dell’amore diversa dai Romani ed Afrodite era considerata la dea della bellezza e della seduzione, assieme alle altre divinità del Pantheon che simboleggiavano le nostre passioni. Nel panorama dedicato all’amore erano presenti anche Hermes, un dio ed Eros, un demiurgo.
Diana e Atteone - Diana (la greca Artemide) è la vergine del bosco e nel racconto punisce Atteone, il bel giovane, che aveva osato spiarla mentre faceva il bagno nuda con le sue ninfe, trasformandolo in un cervo, l’animale che lui stava cacciando e lo fa divorare dai suoi stessi cani. A dimostrare che chi si avventura in un territorio sconosciuto senza un’adeguata preparazione finisce per perdersi irrimediabilmente.
Giove e Callisto - Il mito racconta che per sedurre la ninfa Callisto, al seguito di Artemide, Zeus (Giove) assume le sembianze della stessa dea della caccia. La ninfa però rimane incinta e quando la  dea se ne accorge la allontana. Malgrado la sua evidente innocenza, le punizioni per la ninfa proseguono: Era, moglie di Zeus, per gelosia la tramuta in orsa e le aizza contro una muta di cani. Prima che la sbranino, Zeus la salva tramutandola nella costellazione dell’Orsa maggiore mentre suo figlio, Arcade, diventa l’Orsa minore.
Apollo e Coronide – Coronide, regina dei Lapidi, viene sedotta da Apollo. In seguito, nonostante sia in attesa di un figlio da lui,  si innamora di un uomo mortale, Ischi ed Apollo viene a sapere del rapporto segreto della ragazza, grazie ad un corvo che aveva lasciato a custode della fanciulla. Accecato dalla gelosia Apollo con una freccia uccide Coronide, ma quando si accorge che attende un figlio cerca disperatamente di salvarla. Non vi riesce però salva il bambino, che, con il nome di Esculapio diverrà il dio della medicina.

fig.2 Jacopo Amigoni - Giove e Callisto
(Ermitage, San Pietroburgo)

fig.3 Pietro Novelli - Apollo uccide Coronide
(Collezione privata, Palermo)

Venere e Marte sorpresi da Vulcano – Efeso (Vulcano) marito di Afrodite (Venere), sospetta che la moglie abbia una relazione con Ares (Marte). Decide allora di disporre sul talamo una rete invisibile, che imprigionerà i sospettati non appena vi si stenderanno. Così puntualmente avviene. Ares e Afrodite sono colti in flagrante. Efeso, rabbioso, convoca tutti gli dei per mostrare loro i due amanti. Il Pantheon si raduna e tutti esprimono costernazione di fronte all’evidenza dei fatti. Tutti, ma non Hermes che esclama: «Accetterei volentieri i vostri rimproveri pur di giacere con Afrodite, come sta facendo adesso Ares».
Pan e Siringa – Il dio Pan, figlio di Afrodite ed Hermes, insegue la ninfa Siringa per possederla, ma lei fugge e si trasforma in un canneto. Pan taglierà le canne facendone uno strumento musicale.
Ades rapisce Proserpina – Ades, il signore dei morti e delle ombre, rapisce Persefone (Proserpina), la figlia di Demetra, e la porta nella sua dimora sotterranea. Demetra si dispera e le sue preghiere vengono accolte dagli dei: Zeus stabilisce che Persefone passi una parte dell’anno (autunno e inverno) con Ades e l’altra (primavera ed estate) con la madre. Il mito è quindi legato al succedersi delle stagioni, ma ha anche significati ben più profondi, legati al rapporto madre.figlia. Demetra soffoca Persefone, l’ha rinchiusa nel cerchio asfissiante della madre, e Ades con il rapimento la libera.

fig.4 Giovanni Battista Carlone - Venere e Marte sorpresi da Vulcano
(Pinacoteca civica, Savona)

fig.5 Luca Giordano - Pan e Siringa
 (Walpole Gallery, Londra)


Giove e Semele – Zeus è innamorato di Semele e le promette che esaudirà ogni suo desiderio. Era, come al solito gelosa, le tende una trappola: la induce a chiedere al signore degli dei di mostrarsi a lei in tutto il suo splendore. Vincolato dalla promessa fatta, il dio supremo si manifesta nel suo fulgore e Semele rimane incenerita. Il mito testimonia un altro aspetto del rapporto con il divino. Quando si giunge direttamente a contatto con il potere numinoso senza adeguata preparazione si rimane annichiliti. Dal punto di vista della filosofia ermetica e junghiana questo mito testimonia anche l’impossibilità di entrare direttamente in contatto con l’inconscio che, essendo molto più forte dell’Io razionale, lo travolge, annientandolo.

fig.6 Valerio Castello - Ratto di Proserpina
(Museo di Palazzo Reale, sala delle Udienze, Genova)


fig.7 Paolo Pagani - Giove e Semele
(Moravska Galerie, Brno)



Amore universale e religioso



Il più bel canto d’amore universale è senza dubbio il “Cantico delle creature” scritto da San Francesco (1182–1226), il quale, oltre ad essere stato forse il più grande santo della Chiesa cattolica, è stato anche un poeta, il primo della letteratura italiana. E lo dimostra lo slancio fantastico e l’immensa gioia con cui, tra il 1224 ed il 1226, loda e ringrazia Dio nel Cantico delle creature per avere creato la bellezza della natura, compresa la morte che apre all’uomo le vie del Cielo se sulla terra non ha vissuto “ne le peccata mortali”.
Un giorno a scuola lo si imparava a memoria, leggendolo non si riesce a trattenere l’emozione.

Laudes creaturarumAltissimu, onnipotente bon Signore,Tue so' le laude, la gloria e l'honore et onne benedictione.Ad Te solo, Altissimo, se konfano,et nullu homo ène dignu te mentovare.Laudato sie, mi' Signore cum tucte le Tue creature,spetialmente messor lo frate Sole,lo qual è iorna, et allumeni noi per lui.Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:de Te, Altissimo, porta significatione.Laudato si', mi Signore, per sora Luna e le stelle:in celu l'ài formate clarite et pretiose et belle.[…]Laudato si', mi Signore, per frate Focu,per lo quale ennallumini la nocte:ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.[…]Laudato si' mi Signore, per sora nostra Morte corporale,da la quale nullu homo vivente po' skappare:guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;beati quelli ke trovarà ne le Tue sanctissime voluntati,ka la morte secunda no 'l farrà male.[…]

E vorremmo concludere con due canti che vengono a volte letti durante la celebrazione della Santa Messa e la cui forza dirompente, l’amore che si sprigiona impetuoso è sotto gli occhi di tutti: laici e credenti.


TU SEI LA MIA VITA
1. Tu sei la mia vita, altro io non ho;
Tu sei la mia strada, la mia verità.
Nella Tua parola io camminerò
finché avrò respiro, fino a quando Tu vorrai.
Non avrò paura, sai, se Tu sei con me;
io Ti prego resta con me.
Tu sei la mia strada, la mia verità.Nella Tua parola io cammineròfinché avrò respiro, fino a quando Tu vorrai.Non avrò paura, sai, se Tu sei con me;io Ti prego resta con me.
2. Credo in Te Signore, nato da Maria,
Figlio eterno e Santo, Uomo come noi,
morto per Amore, vivo in mezzo a noi,
una cosa sola con il Padre e con i tuoi;
fino a quando, io lo so, Tu ritornerai
per aprirci il Regno di Dio.
Figlio eterno e Santo, Uomo come noi,morto per Amore, vivo in mezzo a noi,una cosa sola con il Padre e con i tuoi;fino a quando, io lo so, Tu ritorneraiper aprirci il Regno di Dio.
3. Tu sei la mia forza, altro io non ho;
Tu sei la mia pace, la mia libertà.
Niente nella vita ci separerà.
So che la Tua mano forte non mi lascerà,
so che da ogni male Tu mi libererai;
e nel Tuo perdono vivrò.
4. Padre della vita, noi crediamo in Te;
Figlio Salvatore, noi speriamo in Te;
Spirito d'amore, vieni in mezzo a noi.
Tu da mille strade ci raduni in unità
e per mille strade, poi, dove Tu vorrai,
noi saremo il seme di Dio.
Figlio Salvatore, noi speriamo in Te;Spirito d'amore, vieni in mezzo a noi.Tu da mille strade ci raduni in unitàe per mille strade, poi, dove Tu vorrai,noi saremo il seme di Dio.


SANTA MARIA DEL CAMMINO
1. Mentre trascorre la vita,solo tu non sei mai:santa Maria del camminosempre sarà con te.
Rit. Vieni o Madre in mezzo a noi,vieni, Maria quaggiù.Cammineremo insieme a teverso la libertà.
2. Quando qualcuno ti dice:"Nulla mai cambierà",lotta per un mondo nuovo,lotta per la verità!
3. Lungo la strada la gente,chiusa in se stessa va;offri per primo la manoa chi è vicino a te.
4. Quando ti senti ormai stancoe sembra inutile andar,tu vai tracciando un cammino:un altro ti seguirà.


Tu scendi dalle stelle
Tu scendi dalle stelle, o Re del cielo,
e vieni in una grotta al freddo e al gelo. (2 v.)
O Bambino mio divino,
io ti vedo qui a tremar;
o Dio beato !
Ah, quanto ti costò l'avermi amato! (2 v.)
A te, che sei del mondo il Creatore,
mancano panni e fuoco, o mio Signore. (2 v.)
Caro eletto pargoletto,
quanto questa povertà
più m'innamora,
giacché ti fece amor povero ancora. (2 v.)
Tu lasci il bel gioir del divin seno,
per giunger a penar su questo fieno. (2 v.)
Dolce amore del mio core,
dove amore ti trasportò
O Gesù mio,
per ché tanto patir per amor mio! (2 v.) 

Amore e frigidità

Achille della Ragione ed il vaginometro

Molti hanno paragonato l’amore ad una danza, che può essere un tango cadenzato o un rock’ n ‘roll scatenato. Alcuni si avvicinano timorosi alla pista da ballo, fanno un giro o due per poi ritirarsi, altri ancora declinano l’invito, affermando che non sanno ballare. Ci sono ballerini il cui primo ballo è anche l’ultimo ed altri per i quali l’ultimo è anche il primo. Nessuno potrà penetrare in profondità i misteriosi passi della danza dell’amore.
L’amore di coppia, anche il più sublime, si esprime attraverso il sesso ed il mancato raggiungimento dell’orgasmo, che interessa oltre il 50% delle coppie, è un problema per il quale medicina e psicologia hanno trovato da tempo opportuni rimedi, ancora poco noti (consiglio ai lettori di leggere il mio libro “La frigidità e la verginità della donna”).
L’orgasmo produce notevoli benefici fisici, sia nell’uomo che nella donna: sollievo dal dolore mestruale, miglioramento dell’umore, aumento dell’intimità, diminuzione dello stress, facilità nel prendere sonno, mentre nell’uomo aiuta il cuore a rimanere efficiente, dona un aspetto giovanile, innalza le difese immunitarie ed allunga la vita.
Inoltre l’orgasmo, soprattutto simultaneo, favorisce la riproduzione ed è un meccanismo che la natura ha previsto per la nostra specie che, a differenza delle altre, si accoppia in ogni periodo dell’anno.
Nello stesso tempo si è avuta una riduzione di dimensioni e forza contrattile del muscolo costrittore della vagina, il quale negli altri mammiferi, fa sì che la femmina tenga in ostaggio il pene maschile fino all’eiaculazione (sarà capitato a tutti di vedere una coppia di cani o di gatti attaccati inesorabilmente durante la copula).
Ed è proprio su questo muscolo che agisce la terapia della frigidità, prima misurandone il tono, attraverso il vaginometro (uno speciale apparecchio ideato dal sottoscritto) e poi assegnando alla donna degli esercizi di contrazione e rilasciamento dello stesso da eseguire a casa, prima con l’ausilio di un tutore rigido posto in vagina e poi senza. Bastano 1-2 mesi per ottenere spettacolari benefici nel trattamento della frigidità con tangibile miglioramento dell’intimità dell’unione di coppia.
Nello stesso tempo spesso è necessario trattare nell’uomo l’eiaculazione precoce, un’altra causa dell’anorgasmia ed anche in questo caso esistono farmaci e tecniche efficaci (consulta su internet un mio recente articolo sull’argomento: “Terapie per l’eiaculazione precoce”).

martedì 17 dicembre 2013

Una scoperta e una riscoperta per Marullo

fig.1 Lucrezia


Giorni fa un collezionista di Bergamo mi ha inviato una foto di una splendida Lucrezia (fig.1), che aveva fatto esaminare da vari esperti senza risultato.
Appena guardata ho percepito subito un afrore napoletano ed ho collocato il dipinto intorno alla metà del XVII secolo, in un periodo in cui nella capitale vicereale lavorano molti pittori, i quali tendono a copiarsi l’uno con l’altro, rendendo difficili le attribuzioni a chi non conosce in profondità tutte le sfumature che li contraddistinguono.
Le dita affusolate e ben definite mi hanno indotto a pensare ad uno stanzionesco, mentre l’esame della manica sinistra richiama a viva voce la lezione di eleganza di Artemisia Gentileschi, a lungo attiva in città e molto imitata dai colleghi.
Alla fine il volto della nobildonna ed il patognomico cono d’ombra sulla guancia sinistra, anche se appena accennato, mi hanno indirizzato verso il nome di Giuseppe Marullo (Orta di Atella, 1610 circa – Napoli, 1685), un pittore poco noto, al quale sono particolarmente legato, avendogli dedicato una monografia più volte ristampata e consultabile in rete: Giuseppe Marullo opera completa.
Negli stessi giorni il nome del pittore aveva un attimo di notorietà, misto ad imprecisioni della stampa, che lo ritengono formatosi alla scuola di Polidoro da Caravaggio, grazie al restauro di un suo quadro, conservato nella chiesa dei Gerolamini, raffigurante “L’Eterno Padre con S. Anna e S. Gioacchino” (fig.2) e conosciuto come il dipinto col buco, perché la parte centrale con la “Madonna col Bambino” (fig.3) si può spostare, guardando all’interno. E’ ritornata visibile la firma e la data di esecuzione, 1655, ma soprattutto è stata restituita la cromia originale, che presentava condizioni di degrado molto diffuso a causa di numerosi tagli al supporto e di vistose deformazioni per effetto di antichi quanto maldestri restauri. Nel dipinto vogliamo sottolineare la presenza in alto della coppia di angioletti, che arricchiscono la produzione sacra del Marullo, il quale merita di essere conosciuto meglio, non solo dagli appassionati, ma dagli stessi specialisti.

fig.2-L'Eterno Padre con S. Anna e S. Gioacchino

fig.3-Madonna col Bambino

Cuore di cane

Lettera pubblicata su L'ESPRESSO n.50 2013 a pag.150


Cara Rossini,
il cimitero dove mio padre riposa è a 60 chilometri dalla città dove viviamo e Alex, il nostro cane, fece quel percorso di notte, raggiunse il cimitero, vi entrò e rimase lì, anche in seguito, sottraendosi ad ogni possibile recupero da parte nostra. Divenne un cane di strada, così come per strada mio padre l'aveva raccolto. E ogni giorno tornò a trovarlo e a sdraiarsi sulla sua tomba fino a quando qualcuno non provvedeva a mandarlo via. Ma, dopo qualche tempo, la sua storia, delicata e commovente, era diventata talmente nota che alla fine le autorità lo lasciarono vegliare il suo padrone, in santa pace. Da quel momento Alex non si mosse più: beveva l'acqua che gli davano ma non accettava il cibo che veniva messo lì per lui. Divenne magro, lo scheletro di un fox terrier che vegliava il suo padrone. Ed un giorno morì, per raggiungerlo. 
Nessuno può convincermi che quell'incontro non fosse uno speciale incontro già avvenuto altrove e, diversamente, prima su questa terra: incontro di anime, di pensieri, oserei dire una "ricongiunzione". Nessun amore fu più sincero e grande di quello sbocciato quando mio padre incontrò Alex e quel cane incontrò lui. E nessuno dei due avrebbe mai fatto a meno dell'altro. Sinceramente, credo, neppure mio padre. 
Ogni volta che invio a casa dei panni da lavare,la mia cameriera li fa annusare ad Attila, il mio fedele rottweiler, che mi aspetta da oltre due anni. Attila crede che stia per ritornare a casa e corre a mettersi vicino al mio letto sul tappetino persiano dove era solito dormire accanto a me e mi aspetta per tutto il giorno. Solo la sera, deluso e senza toccare cibo, si ritira nella sua cuccia. 

Achille della Ragione 
-----------------------------
Questa lettera è solo un brano di un testo molto lungo che ho ricevuto da un detenuto del carcere di Rebibbia di Roma, un ginecologo condannato a dieci anni con l'accusa di aver praticato aborti clandestini. Benestante e molto conosciuto negli ambienti intellettuali napoletani, dopo tre anni di latitanza Achille della Ragione si è fatto tradire dalla sua passione per la scrittura. È stato infatti arrestato in un Internet point romano da dove aggiornava Il suo blog. Ora continua a scrivere dal carcere mandando quotidianamente lettere sui più svariati argomenti. Non ho resistito a questa, che oltre a darei una testimonianza diretta di un amore che supera la morte, ci dipinge con pochi tratti la struggente nostalgia del rottweiler che aspetta il ritorno del suo padrone. Chiunque abbia avuto accanto a sé un cane, sa di che grande amore si tratta.


lunedì 16 dicembre 2013

Amore e prostituzione






Cosa c’entra l’amore con la prostituzione che di questo nobile sentimento rappresenta la deriva? Eppure dobbiamo parlarne perché il sesso mercenario non rappresenta un fossile della nostra cultura, residuo di tempi passati, bensì è argomento continuo di dibattito tra progetti di privatizzazione e medicalizzazione. Inoltre, è la dimostrazione del diverso modo in cui uomini e donne intendono il rapporto di coppia. Infatti le donne attribuiscono un grande valore alla fedeltà e sono meno inclini ad avventure extraconiugali per cui, se inizia una nuova relazione che le coinvolge affettivamente, questa, quasi sempre, prelude alla fine della precedente. Viceversa, i maschi ritengono la fedeltà un optional e riescono ad intrecciare nuovi rapporti ad alto contenuto sessuale e scarso coinvolgimento emotivo.Frequentemente gli uomini, per evitare complicanze, scelgono la strada del sesso mercenario, una presenza costante nella storia dell’umanità, per raggiungere il rapido soddisfacimento delle proprie pulsioni senza inutili corteggiamenti, attese e responsabilità.
Addirittura una percentuale molto alta di donne vorrebbe la riapertura delle case di tolleranza, in maniera da evitare che mariti e fidanzati portino a casa imbarazzanti malattie.
In Italia, ormai da anni, sono quasi tutte straniere le ragazze che si dedicano all’esercizio del più antico mestiere del mondo: slave, sudamericane, africane e, da qualche anno, anche cinesi che, in omaggio alla globalizzazione di merci e servizi, applicando prezzi concorrenziali, hanno allargato il mercato dei consumatori, inglobando studenti, precari e pensionati che, per pochi euro, possono usufruire di un servizio completo.





Terreno di caccia per le italiane, escort ed olgettine, è una clientela con grosse disponibilità economiche, disposta a pagare cifre considerevoli: una circostanza che tende a riscattare la prestazione. Infatti il disprezzo, con cui la “buona società” vede la prostituta, è tanto più forte quanto più lei è miserabile e povera ma tende a scomparire completamente quando il prezzo,cui la fanciulla si vende, diventa alto. Avviene così che nei salotti “in” ha libero accesso l’attrice o la modella nota per i suoi costumi sessuali disinibiti, che diviene, perciò, un ospite gradito e ricercato.
Il vero problema al quale la società non è in grado di fornire una risposta adeguata non è tanto la riapertura dei casini, siano essi statali, privati o costituiti da cooperative, ma l’esaminare il fenomeno sotto altro profilo, come il perpetuarsi di una tendenza arcaica di matrice maschilista che vuole distruggere l’identità femminile, colpendone duramente rispetto, volontà ed individualità.
Rimanendo in Italia, prima di esaminare la situazione all’estero, il caso delle ragazzine romane di famiglia benestante sorprese a prostituirsi ha colpito l’immaginazione degli italiani: se non hanno bisogno, perché lo fanno? La risposta è venuta dalle ragazze stesse: per comprarsi vestiti firmati, per viaggiare in taxi, per frequentare alberghi di lusso, ecc.. Ma non è quello che fanno moltissime persone con alti stipendi, come sta scoprendo in questi giorni la cronaca: dirigenti disinvolti, presidenti senza scrupoli, consiglieri e faccendiere che si pagavano le cene, gli alberghi, i viaggi, le camicie firmate, con i soldi pubblici? Non è peggio che prostituirsi? Per lo meno le ragazze davano qualcosa in cambio. Chi ruba prende soltanto e non dà nulla e, oltre tutto, diffonde l’idea che spendere e comprare è più importante che leggere, fare amicizia, innamorarsi, capire il prossimo ed aiutarlo quando è necessario. L’idea che tutto si possa vendere e comprare viene prima di tutto dagli adulti che danno un pessimo esempio.





Ma parliamo di mercato perché di questo si tratta. 
Nove milioni di maschi italiani compra sesso sul mercato nazionale ed internazionale. Non voglio soffermarmi sul perché si trovi così eccitante comprare un corpo adolescente sconosciuto e passivo. Voglio ricordare che  non è la merce a stabilire le regole del mercato ma il bisogno, autentico o indotto, del compratore: se non c’è richiesta non c’è offerta e qui sembra che la richiesta sia massiccia e sempre più disinvolta e brutale. Se si può comprare un senatore per tre milioni di euro, perché non una ragazzina per trecento euro? Ma la cosa più terribile è che questa cultura reificante ha contagiato  l’immaginazione delle adolescenti che trattano il proprio corpo come un qualsiasi oggetto in vendita. Il mercato ne esce trionfante, l’individuo dissacrato ed umiliato. Il massimo della beffa poi sta nel dare al venditore l’illusione di praticare un diritto di libertà: io sono libera perché mi faccio oggetto da sola. Senza rendersi conto che si tratta di una trappola mostruosa da cui uscirà pesta, umiliata e manipolata. Dobbiamo, però distinguere, quando parliamo di prostituzione, fra la libera scelta di persone adulte ed il traffico di carne umana, in cui sguazza la criminalità organizzata. Una cosa è il contratto fatto fra due adulti, altra cosa la tratta delle ragazze schiave, private del passaporto, picchiate, stuprate, comprate e vendute: chi compra, si fa complice di questa tratta.
Certo, il fatto che le ragazze fossero molto giovani e ci fossero adulti a fare da intermediari, è inquietante ma il motivo principale per cui quest’episodio ha fatto tanto scalpore è quel misto di sessuofobia ed ipocrisia che ancora domina in questo Paese. In tante occasioni le adolescenti e le giovani donne, soprattutto quando si trovano in condizioni di svantaggio a causa del loro ceto sociale, sono costrette a compromettere la propria integrità in qualche forma: servilismo verso chi possiede autorità e potere, relazioni sentimentali in una posizione di sudditanza, mestieri umilianti che non corrispondono al loro livello d’intelligenza e cultura. Penso alle laureate che lavorano nei call center, alle professioniste di altri Paesi che si adattano a pulire il sedere dei nostri vecchi, a quante sopportano tacendo i modi da caserma e le avances dei loro capi. Nessuno mostra altrettanta indignazione per queste “scelte”. E il motivo è semplice: manca, o è sottaciuto, lo scambio sessuale. Forse c’è più onestà nel mettere in vendita il proprio corpo e riconoscere che la sessualità è tutt’ora il valore di scambio principale per le giovani donne che piegarsi a quelle forme socialmente accettate di prostituzione che non fanno indignare nessuno.
Tali considerazioni hanno radici antiche, a partire da Marx ed Engels, che consideravano lo stesso matrimonio una forma di prostituzione ma, nel mettere in vendita il proprio corpo, vi è qualcosa di più e di diverso: la rinuncia irrevocabile all’identità, scindendo sessualità ed affettività, il dare libero sfogo alle pulsioni più inconfessate.




Quando si viene a conoscenza di una bambina, istigata dalla madre, che alterna lo studio svogliato a pimpanti prestazioni sessuali o di un’altra già incarognita e spavalda a 15 anni, non vi è spazio per alcun dibattito culturale sul potere del denaro, questo mostruoso moloch in grado di acquistare qualunque cosa. Vi è soltanto sdegno, amarezza ed impotenza.
Dopo la Svezia, anche altri paesi, come la Francia, hanno capito che l’intero apparato alla base della prostituzione si regge sulla violenza ed hanno cercato  di ridurre il fenomeno applicando multe salate ai clienti. Il risultato è stato di ridurre sensibilmente il fenomeno, ma è chiaro che la tratta continua, magari spostandosi nei Paesi vicini. Pare che i grandi trafficanti si siano dati la voce: evitiamo la Svezia, andiamo in Olanda dove le donne vengono messe in vetrina come una qualsiasi merce. Altri Paesi si stanno convincendo che il problema morale e sociale non sono le prostitute ma i clienti. E si tratta di un problema culturale, come al solito:niente a che vedere con il genere, ma con una cultura androcentrica che intende il sesso come uno strumento di dominio e sopraffazione.
Anche la Francia, patria della libertà, ha deciso di multare i clienti delle prostitute, i puttanieri, con una multa di 1.500 euro, che sale a 3.750 in caso di recidiva “a fini pedagogici e dissuasivi, graduali e progressivi”. Le sanzioni dovrebbero colpire il 15% della popolazione maschile che, secondo le statistiche, pratica il sesso a pagamento. Nessuno si illude di riuscire ad abolire la prostituzione ma di trasferire la colpa sui clienti. Protestano le meretrici: “Più si creano problemi, più noi prostitute saremo in pericolo” ed anche la polizia: “Solo buone intenzioni,per noi sarà ancora più difficile”. Il dibattito sul più antico mestiere del mondo è aperto. Chi vivrà vedrà.
Nel frattempo il Brasile, in previsione del mondiali di calcio, che porteranno un sensibile aumento dei clienti delle prostitute, si sta attrezzando con delle speciali card per i pagamenti.
Infine, consiglio al lettore di consultare su internet il mio articolo “Un esercito di puttane colorate nel regno dei casalesi” che fa parte del II tomo del mio libro “Napoletanità: arte, miti e riti a Napoli”.






L’amore nella musica



Più che la letteratura o le arti figurative la musica e la danza, senza utilizzare parole o immagini, sono in grado di raggiungere il cuore dell’uomo e rendere sottili le sfumature dell’amore.
In principio la musica fu imitazione della natura, il canto degli uccelli, il fruscio del vento, la goccia della pioggia in una vasca, il rimbombo del tuono fra le pareti rocciose della montagna. Non è facile per noi uomini della civiltà metropolitana immaginare lo stupore dell’homo sapiens primitivo. Né tanto meno gli stadi per i quali questi suoni naturali si sono trasformati in qualcosa di autonomo, di artificiale.
A differenza delle pitture rupestri di Altamura – documento meraviglioso dell’abilità pittorica e manuale dei nostri antenati – la musica è qualcosa d’impalpabile, transeunte e sfuggente (e forse anche per questo tanto più prezioso) che si percepisce non attraverso la vista, ma attraverso l’udito. Possiamo solo immaginare la sofferenza di Beethoven per la tragica, progressiva condanna alla sordità. Che tuttavia, nell’Inno alla gioia, per una sorta di straordinario ribaltamento metafisico, si trasforma in amore per l’umanità.
Intorno alla musica – dono degli dei e motore dell’universo, e “trasumanar” dei sensi e delle parole nell’armonia del Paradiso di Dante – si sono arrovellate le menti dei filosofi,  dei matematici e dei poeti.
Poesia, ritmo, melodia ed armonia costituiscono una sola indivisibile materia. Ora l’esaltazione iperbolica delle passioni. “Lasciatemi morire” implora Arianna rimembrando il tempo dell’amore. Ma eguale forza spirituale possiede l’invocazione ardente di Sant’Agostino: “Chi canta prega 2 volte”.
Se approfondiamo il canto di alcuni uccelli rimaniamo stupefatti ed ammirati. Vi è un piccolo uccello dell’Amazzonia l’uirapurù, poco più grande di un passero, ma dal piumaggio variopinto dal rosso corallo con venature di giallo al nero della livrea. Il suo canto, cui gli indigeni dell’Amazzonia brasiliana attribuiscono un valore profetico sulla vita e sull’amore, si esprime con note perfette: un do e un sol (tonica e dominante), primo e quinto grado della scala pitagorica.
Scoperta importante, se si pensa che il linguaggio ornitologico delle varie specie canore è ricchissimo di trasgressioni melodiche, mentre lo scricciolo andino con queste due note fondamentali – di stasi e tensione, di quiete e movimento – traccia la mappa della musica occidentale. In esse riconosciamo i rudimenti primitivi, i pochi frammenti (notazione) della musica greca antica, il canto gregoriano, il madrigale, il melodramma e la cantata barocca, Bach, Haydn e Beethoven… e i Beatles. Forse anche per questo il compositore Heitor Villa-Lobos, autore di diverse Bachianas Brasileiras (come si vede Bach continua a ispirare la musica del Novecento) gli ha dedicato nel 1917 il poema sinfonico Uirapurù. 
Sembra la dimostrazione lampante di come la celeste armonia della musica da Monteverdi a Beethoven e Wagner si fa imitazione e ripetizione della natura. Olivier Messianen, musicista, ma anche grande ornitologo era affascinato dal canto degli uccelli, che riteneva i più grandi musicisti dell’intero universo. Nel suo catalogue des oiseaux, usando artifici di note sovrapposte ed altre “diavolerie”, trascrive (adatta) perla tastiera del moderno pianoforte e per l’orchestra anche il cinguettio più bizzarro e meno ortodosso, anzi opposto al canone suggerito dal nostro uirapurù. Per il compositore francese, dichiaratamente cattolico, tutte le creature alate lodano – francescanamente – la presenza di Dio nel mondo. Un linguaggio così spurio ed esotico – le cui tracce avvertiamo in opere importanti come la Sinfonia Turangalila e il San Francesco d’Assisi.
E allora che sarà dell’Amore? Domanda da lasciar cadere. Forse basta lasciarsi trasportare dall’onda dei suoni. Credo ergo sum. La lyra e l’aulos (flauto), la poesia lirica e la poesia aulica. Saffo e Catullo: «Su, lira divina, parlami, fa risuonare la tua voce» (Saffo); «Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris / Nescio, sed fieri sentio et excrucior» (Catullo). Non serve altro per dire che l’amore canta se stesso, «che move il sole e l’altre stelle», l’«Amor ch’a nullo amato amar perdona», l’amore «croce e delizia», eccetera.
Pitagora ha scoperto le leggi matematiche che regolano la musica: rapporti fra un tono e l’altro della scala musicale, differenze nell’altezza dei suoni espressi in numeri interi per cui metà di una corda dà (suona come) l’ottava superiore; tre quarti della stessa rivela la quarta; due terzi, la quinta. L’amore supera l’aritmetica, può essere limitato o illimitato, meschino o sublime.
Ecco con quanta emozione Wagner annunciava a Liszt, nel 1854, il progetto di una nuova opera (rappresentata a Monaco di Baviera nel 1865). E’ la storia di un amore procurato da un filtro bevuto per errore: «Ho sbozzato nella mia testa un Tristano e Isotta; un concerto musicale della massima semplicità, ma puro sangue; col bruno vessillo che sventola in fine del dramma [in cui] voglio avvolgermi per morire. Per morire o per nascondersi, perché si avverte in nuce che è il dramma stesso dell’autore, costretto dallo scandalo di una vicenda amorosa a fuggire a Venezia.Qui, «in una notte d’insonnia, affacciatomi al balcone verso le tre del mattino, sentii per la prima volta – scrive in una nota autobiografica – il canto antico dei gondolieri. Mi pareva che il richiamo, rauco e lamentoso, venisse da Rialto. Una melopea analoga rispose da più lontano ancora, e quel dialogo straordinario continuò così a intervalli spesso assai lunghi. Queste impressioni restarono in me fino al completamento del secondo atto del Tristano». Forse il più lungo duetto d’amore della storia del melodramma. 

Sesso e destino




Un recente romanzo di un autore francese Eric-Emmanuel Schmitt “La giostra del piacere” ci accompagna nel labirinto delle varie forme dell’eros, tra sogni, fantasmi ed ipocrisie. Un viaggio avventuroso che l’autore ci illustra.
Un'opera sorprendente, ricca di avventure e disavventure erotico-sentimentali che s'intrecciano e si rincorrono in una continua sarabanda di desideri, amplessi e sentimenti amorosi. Lo scrittore francese già autore di una trentina di opere - tra romanzi, saggi, raccolte di racconti e opere teatrali -  vi evoca l'universo multiforme dell'eros, seguendo le peripezie di un folto gruppo d'individui, diversi tra loro per età, sesso, professione e preferenze sessuali, ma tutti alle prese con l'anonima dichiarazione d'amore che inevitabilmente scatena in loro sogni e fantasie, ma anche equivoci e incomprensioni. Il tutto in nome di un edonismo diffuso che però è costretto a scontrarsi con le ipocrisie e i conformismi della società. 
"Volevo scrivere una specie di romanzo enciclopedico sulla varietà delle relazioni amorose", spiega Schmitt, il cui libro in Francia è in classifica da undici settimane.
«In amore, facciamo tutti gli stessi gesti, ma attribuendo loro ogni volta un significato diverso. Ogni pelle che tocca un'altra pelle ha una storia particolare e unica. Le forme dell'amore sono infinite, e non esiste una forma canonica da privilegiare rispetto alle altre».
I molti protagonisti del romanzo abitano tutti attorno a una famosa piazza di Bruxelles, dove tra gli alberi vivono moltissimi pappagalli. Perché questa ambientazione?
«In quella piazza, chiudendo gli occhi si ha l'impressione di essere in una giungla nel bel mezzo della civiltà. Mi è sembrata una bella metafora della nostra condizione di uomini dominati dalle pulsioni, ma prigionieri di corpi che sono sociali e razionali. Insomma, la nostra parte di natura fatta di desideri e pulsioni è spesso sepolta da strati di civiltà sociale, politica, culturale e ideologica».
È per questo che nella Giostra del piacere i sentimenti dell'amore si scontrano spesso con le complicazioni del sesso e del desiderio?
«Le relazioni tra amore e erotismo sono di moltissimi tipi. Spesso la sessualità è un modo per arrivare all'amore, nel senso che una relazione iniziata nel nome del desiderio erotico può in seguito trasformarsi in sentimento amoroso. Altre volte invece la sessualità impedisce all'amore di nascere. Naturalmente esistono anche gli amori senza sessualità. A me interessava mostrare questi diversi aspetti e spazi dell'eros sullo sfondo di una società dominata dall'ossessione del piacere sessuale a tutti i costi».
 Indagando la varietà delle forme dell'eros, quello che le interessa è la difesa di una certa forma di edonismo?
 «Certamente. Occorre approfittare della vita, dell'amore e del sesso senza preoccuparsi del giudizio degli altri. La mia è un'apologia del piacere che rifiuta di giudicare moralmente e di discriminare le diverse forme di piacere sessuale. Contemporaneamente però cerco anche di riflettere sulla dialettica tra libertà e destino. La sessualità infatti assomiglia al destino, giacché un desiderio è sempre subito. Non scegliamo un desiderio, lo proviamo e basta. Il desiderio non dipende dalla volontà o da una scelta. Nel romanzo, mi domando quale sia il nostro spazio di libertà rispetto a questo destino».
Che risposta s'è dato?
«La sola libertà possibile è quella che nasce dalla coscienza di tale destino e dalla sua accettazione. Alcuni personaggi del romanzo finiscono per scoprire quello che desiderano e si realizzano accettando di essere quello che sono. Altri invece distruggono la loro vita proprio perché non hanno la lucidità di ammettere quello che sono. Così facendo provocano sofferenze a se stessi e agli altri».
 L'erotismo ha bisogno di fantasia e di fantasmi. È questo il significato delle anonime lettere d'amore al centro del romanzo?
«Effettivamente l'amore è il territorio dei fantasmi e dei sogni. Un territorio che ognuno crea in funzione di quello che è, di quello che ha vissuto, di ciò che gli manca e di ciò che desidera. Secondo me, le lettere d'amore dovrebbero essere sempre anonime, perché il vero amore è fatto di generosità disinteressata, mentre chi firma una lettera d'amore si attende sempre qualcosa in cambio. Il vero amore è un dono di sé all'altro senza condizioni, motivo per cui è quasi sempre impossibile. La sessualità invece è fondata sullo scambio, non è mai disinteressata. Per questo amore e sessualità convivono così difficilmente. Forse il solo vero amore è quello asessuato che si prova per i figli o i genitori. Dicendo ciò, riconosco di avere una visione idealistica dell'amore, una visione quasi evangelica. Il che non m'impedisce di riconoscere il valore positivo della sessualità».
Era la prima volta che scriveva delle scene erotiche. È stato difficile?
«È stato delicato, perché volevo evocare con precisione la realtà del sesso, ma senza scrivere delle pagine per un'antologia della letteratura erotica. Il mio non è un romanzo erotico, è un romanzo sull'erotismo, che però non arretra di fronte a nulla. Non a caso, evoco tutte le forme dell'erotismo, dagli amori eterosessuali a quelli omosessuali, dallo scambismo alle relazioni sadomaso, e via dicendo. Volevo parlare di tutto, con una scrittura suggestiva, ma restando pudico».
Non c'è il rischio di trasformare il lettore in un testimone un po' voyeur?
«Uno scrittore è un bambino che cammina per le strade cercando di immaginare quello che succede dietro le finestre. È nata così la mia vocazione di scrittore. Questa forma di voyeurismo è magnifica perché fa appello all'immaginazione. Io non mostro, preferisco suggerire, lasciando che sia il lettore a completare la scena con la sua immaginazione. In questo modo, egli diventa un voyeur attivo e fantasioso che partecipa alla costruzione del libro. Immagina molto di più di quello che vede, proiettando sulla scena i propri sogni e i propri fantasmi. È questo il lato meraviglioso della letteratura».


L’amore tra mitologia e religione



L’eros è il forte desiderio di fondersi nella persona amata, di sentirsi una sola cosa, anima e corpo.
Il desiderio ti lacera l’anima ma è una lacerazione preziosa perché apre una fessura esplosiva.
Gli esseri umani hanno un bisogno insopprimibile di beatitudine e di estasi. Il sesso è un aspetto di quest’anelito ma l’erotismo è un gradino superiore rispetto all’eccitazione sessuale. L’amore, quello vero, nutre l’anima e non solo il corpo. L’erotismo si manifesta nel piacere di esplorare l’altra persona e rappresenta la forma più piena di comunicazione. Tutti i nostri sensi sono allertati: gli occhi ammirano, le orecchie sentono, le mani toccano, il naso odora, la bocca gusta, un tocco che accarezza, la vista di un sorriso, il gemito di un orgasmo, il sapore di un bacio, uno sguardo tenero.
Eros colpisce al cuore con le sue frecce e nasce l’amore ed anche gli dei, se si innamorano di un mortale, soffrono. E’ capitato ad Apollo, ad Artemide, ad Orfeo, ma soprattutto a Dioniso che penetra nei corpi per inebriarli ma deve lasciarsi uccidere affinché l’ebbrezza invada Menadi e Baccanti: la sofferenza è il pedaggio per raggiungere l’estasi.
Solo Eros non soffre perché è immune dal desiderio che infonde agli altri: non è una divinità, come molti credono, ma un vento cosmico di smisurata potenza.
Nel racconto di Esiodo, Eros ha amato Psiche, la perde, la ritrova ed è riamato con grande empito. Diventano una coppia inscindibile che noi possiamo percepire perché Psiche è la nostra anima, la nostra essenza più profonda dalla quale sgorgano i desideri che ci posseggono.
Eros avvolge Psiche come il cielo avvolge la terra.
Poco diversa è la favola di Apuleio di Madaura che, nelle sue Metamorfosi, scritte nel II secolo D.C., raffigura Eros come un bel giovane che dapprima procura alla sua amata molti tormenti ma alla fine le dona la felicità ideale.
Nella tradizione biblica Adamo ed Eva rappresentano i progenitori del genere umano che, per un sacrilegio, persero l’immortalità. La versione più nota della storia biblica della creazione, secondo la quale Dio diede solo ad Adamo forma e vita dalla terra mentre poi formò Eva da una costola, non corrisponde letteralmente al testo (Genesi,1,27) dove si dice soltanto “li creò maschio e femmina”.
Alcune immagini create dall’arte, come l’affresco del Masaccio nella chiesa del Carmine a Firenze, ci descrivono l’uscita drammatica dell’uomo dall’innocenza, la colpa di aver trasgredito. Quelle due figure nude, che si riparano il corpo ed il volto,ed Eva seno e pudenda, rappresentano gesti di una disperazione senza limiti che differisce dalla raffigurazione che dei nostri progenitori ci fornisce Van Eyck, con un sapore completamente diverso, legato ad una visione quasi fotografica dell’anatomia dei corpi, con Eva che ha già peccato, perché mostra il pomo della dannazione, ed un chiaroscuro potente, in grado di restituirci la condizione d’infelicità e di dramma.
E’ da quel momento di desiderio e trasgressione che comincia la storia con il demonio che, a sua volta,assume importanza come motore dell’universo ed artefice della scimmia cosciente.
Quasi tutte le religioni, accanto agli dei che aiutano l’uomo, pongono uno spirito maligno che gli si accanisce contro. Tra i tanti nomi dati alle forze del male, il più intrigante è Lucifero, accolto dal cristianesimo, e non vi può essere ossimoro più affascinante: portatore di luce e sovrano dell’inferno. Era l’angelo più caro al Signore ma si ribellò e fu precipitato nelle tenebre. Conservò, però, il potere d’insidiare l’uomo, al quale era stato concesso il libero arbitrio, e tentò addirittura anche Cristo, quando si fece uomo.
La sua figura è molto complessa e vuole simboleggiare i due modi d’essere della condizione umana: l’amore egoista e verso gli altri, l’egolatria e la carità, il potere e la misericordia.
Gli uomini non sono un animale ma nemmeno un angelo, costretto a scegliere tra il bene ed il male.
La letteratura ha messo in risalto questa duplicità della natura umana, da Dostoevskij, che celebra l’antagonismo tra angelico e diabolico, l’uno contrapposto all’altro, fino a Stevenson che opera un’analoga operazione, creando Jekill e Mister Hyde.

sabato 14 dicembre 2013

Un’affascinante conduttrice televisiva

Myrta Merlino

Myrta Merlino, nata a Napoli nel 1969; si divide tra giornalismo e televisione 
Figliadella sinologa e professoressa universitaria Annamaria Palermo, Direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di Pechino, dopo aver conseguito la laurea in Scienze Politiche inizia a lavorare per la Comunità Europea.
Inizia la sua carriera giornalistica collaborando per la pagina economica de Il Mattino per poi occuparsi di televisione come autrice, con Giovanni Minoli a Mixer.
È stata poi autrice di Italia Maastricht (il primo talk show economico della Rai), Energia, Mister Euro e La storia siamo noi.
Ha condotto, all'interno del programma di Radio2 Alle otto della sera, una serie di puntate sulla storia del denaro.
Dal 2006 al 2009 ha condotto Economix, un programma di Rai Educational trasmesso su Rai 3 e Rai Storia.
Il 15 novembre 2009 approda a LA7 dove prima diviene autrice e conduttrice di Effetto domino - Tutto fa economia e poi dello spin off Effetto Domino – 2020.
Dal 3 ottobre 2011 è autrice e conduttrice de L'aria che tira - Noi e l'economia in onda su LA7.
Tra i suoi libri ricordiamo:
La moneta, Gli Affari nostri, L'aria che tira.



Il Dizionario della Seduzione

Di Marina della Ragione



La seduzione è il luogo di nascita di ogni amore travolgente. E’ l’arte più antica del mondo, l’unica in cui non esistono regole da maestri, quella di cui tutti vorrebbero essere esperti, e soprattutto vittime. Ma cadere nella rete seduttiva può essere pericoloso: già i tragici greci mettevano in guardia dagli effetti distruttivi della passione, mentre il razionalismo degli antichi romani equiparava il seduttore a un “corruptor”. Perché farsi sedurre significa lasciarsi condurre altrove, rinunciare alle certezze del quotidiano, abbandonarsi all’ignoto. E’ qualcosa che non riguarda esclusivamente l’attrazione fra due individui, ma assume molteplici sembianze e opera in molti modi. E’ la stessa fascinazione che soggioga lo scienziato nel suo laboratorio, o che suscita nei viaggiatori il desiderio di esplorare nuovi orizzonti; in essa va cercato il punto di partenza di ogni ricerca.
Ripercorreremo in queste pagine la storia di un mistero su cui filosofi, poeti, romanzieri e psicologi si interrogano da secoli; e lo faremo attraverso un dizionario che della seduzione restituisce tutta la ricchezza e le contraddizioni, in un percorso che riunisce Platone e Kierkegaard, Giordano Bruno e Goethe, Shakespeare e D’Annunzio, Dino Buzzati e Baudelaire, Neruda e Proust, Jung e Hiliman. Lungo questo cammino il lettore scoprirà che abbandonarsi alla seduzione può essere la chiave della rinascita. Chi non si è mai lasciato attraversare dalla corrente di Eros, infatti, ha rinunciato all’incontro con la parte più profonda di se stesso. Questa discesa nel regno misterioso e sotterraneo retto dal Kaos è una tappa fondamentale del processo di individuazione: è necessario accettare il rischio di perdersi e corrompersi per poter accogliere il dono della rigenerazione.

Adorazione -…mi si presenti una donna che sia abbastanza sincera da dirmi: sono una Pompadour, una Lucrzia Borgia, e io l’adorerò.
Leopold von Sacher Masoch-Venere in pelliccia

Afrodisiaco - Cos’è un afrodisiaco? Possiamo definire così qualsiasi sostanza che pungola il desiderio amoroso. Alcuni funzionano in base a principi scientifici, ma la maggior parte agisce grazie all’immaginazione.
Isabelle Allende-Afrodita

Amante e moglie – La desideravo quale moglie e amante. Ma è decisivo il modo con cui si avvicina per la prima volta una donna.
Italo Svevo – La coscienza di Zeno

Amore – Nessuna donna può resistere contro il dono dell’amore assoluto.
Herry Miller – Sexus

Amore e seduzione – Quanto meno si ama una donna, tanto più le si piace, e tanto più sicuramente la si rovina nelle reti della seduzione.
Aleksandar Puskin – Eugenio Onegin

Amore – Passione – In realtà non si era mai innamorata. Aveva usato il linguaggio dello amore – passione, cioè dello stato nascente, per rendere più piena ed assaporare una esperienza che altrimenti sarebbe stata scipita.
Francesco Alberoni – Innamoramento e amore

Artista – Più l’uomo coltiva le arti, meno fotte. Si ha un divorzio sempre più sensibile fra lo spirito e il bruto. Soltanto il bruto fotte bene, e chiavare è il lirismo del popolo. Chiavare è aspirare ad entrare in un altro e l’artista non esce mai da se stesso.
Charles Baudelaire – Il mio cuore messo a nudo

Bacio – Lui subito la baciò sulla bocca. Lei ci stava, con apparente piacere, infilandogli fra le labbra la lingua, senza intemperanze oscene, anzi con un ritegno quasi casto.
Dino Buzzati – Un amore

Bellezza – La signora Bovary non era stata mai così bella; aveva quell’indefinibile bellezza che nasce dalla gioia, dall’entusiasmo, dal successo.
Gustav Flaubert – La signora Bovary

Carne – E’ una cosa buona che una ragazza abbia un po’ di carne nei punti giusti, ad un uomo piace aver qualcosa da stringere e da palpare.
Nell Kimball – Memorie di una maitresse americana

Cedere – Io ho un bello schernirmi, voi fiaccate ogni mia resistenza e con le vostre garbate insistenze mi fate fare tutto quel che volete.
Moliere – Il borghese gentiluomo

Convenienze – Trovai in lei solo la resistenza che una gentile donna oppone per rispettare le convenienze.
Giacomo Casanova – Storia della mia vita

Coraggio e amore – Amante non sia chi coraggioso non è.
Bernando Dovizi da Bibbiena – La Calandra

Credimi – Credimi non si deve affrettare il piacere d’amare, ma stimolarlo a poco a poco con gli indugi.
Ovidio – ARS Amandi

Cucina e sensualità – Tutto quello che si cucina per un amante è sensuale, ma lo è molto di più se entrambi partecipano alla preparazione e approfittano per svestirsi a poco a poco con malizia, mentre si pelano cipolle e si puliscono carciofi.
Isabelle Allende – Afrodita

Desiderio – Ogni seduzione dipende da un desiderio. Per creare desiderio null’altro bisogna desiderare.
Ugo Volli – Le figure del desiderio

Divorziare – Io: ”Ho divorziato dal mio primo marito perché era pazzo”. Adrian:”Mi sembra un’ottima ragione per sposare un uomo, non per divorziare da lui”.
Erica Jong – Paura di volare

Donna piacente – Perché una donna piaccia agli uomini occorre che abbia una figura perfetta e formosa.
Muhammad An-Nafzawi – Il giardino profumato

Donna spietata – La donna è spietata con chi non le piace
Alexandre Dumas – La signora delle camelie

Donna tenera – Una donna tenera fa la sua felicità e quella del suo innamorato.
Denis Diderot – I gioielli indiscreti

Egoismo – Ci si stanca a cacciare sempre fiche nuove. Diventa meccanico. Il guaio è che non mi innamoro mai.
Herry Miller – Tropico del cancro

Eros – L’eros è una forza rivoluzionaria anche se limitata a due persone.
Francesco Alberoni – Innamoramento e amore

Gioia – Tra le cose create, nulla deve essere considerato più gioioso dell’amore reciproco, senza amore non c’è gioia.
Bonaventura da Bagnoregio – Itinerarium mentis deum

Gonna – L’universo, per lui, finiva all’orlo di seta della sua gonna…
Gustav Flaubert – La signora Bovary

Melodioso – Strano, il suo non era neanche un corpo perfetto, ma era melodioso e provocante.
Henry Miller – Nexus

Mistero - L'amore è come un quadro di Magritte, ne cerchi il significato e dimentichi di contemplare il mistero.
Elvira Brudetti - Lettera d'amore ad Achille

Moglie e amante – E’ noto che noi uomini non cerchiamo nella moglie le qualità che adoriamo e disprezziamo nell’amante.
Italo Svevo – La coscienza di Zeno

Occhi – E’ vero, ha gli occhi piccoli; ma pieni di fuoco! Gli occhi più lucenti, più penetranti che esistano; I più affascinanti occhi che si possono incontrare.
Moliere – Il borghese gentiluomo

Ossessione – La sua immagine non fa che perseguitarmi! Quando sono sveglio e quando sogno mi riempie l’anima.
Johann Wolfgang von Goethe – I dolori del giovane Werther

Perdizione – Dove trovare scampo? Tu riempi il mondo, non posso fuggire che in te stesso.
Margherite Yourcenar – Fuochi

Perfetta a letto – Vi sono tre qualità che rendono una donna perfetta a letto, grazia, varietà e competenza.
Nell Kimball – Memorie di una maitresse americana

Pianto – Il pianto è il rifugio delle donne brutte, ma la rovina delle graziose
Oscar Wilde – Aforismi

Puttana – Era ignorante e lussuriosa, metteva nel lavoro il cuore e l’anima, era puttana dalla testa ai piedi, e questa era la sua virtù
Henry Miller – Il tropico del cancro

Seduttori – I seduttori parlano, le seduttrici cantano.
Ugo Volli – Le figure del desiderio

Seduzione – La seduzione si presenta come la geometria più sovversiva che si possa applicare alle emozioni
Malek Che bel – Il libro delle seduzioni

Seni – Avrei voluto poter baciare i suoi seni, non osavo chiederglielo, pensando che avrebbe saputo offrirmeli lei stessa
Raymond Radiguer – Il diavolo in corpo

Sesso – Il sesso non prospera nella monotonia, senza sentimento, invenzioni, stati d’animo, non ci sono sorprese a letto.
Anais Nin – Il delta di Venere

Tentazione – Il peccato originale fu dunque per eccellenza peccato di immaginazione erotica
Franz von Baader – Filosofia erotica

Tentazioni – Si può resistere a tutto salvo alle tentazioni.
Oscar Wilde – Aforismi

Uomo – La nostalgia del Paradiso è il desiderio dell’uomo di non essere uomo.
Milan Kundera – L’insostenibile leggerezza dello essere

Venere – A Venere dea della bellezza
Ad Elvira bussola della mia vita
Achille della Ragione – Il seno nell’arte dall’antichità ai nostri giorni (dedica)