sabato 9 novembre 2013

L’AVVOCATO DEI COLLETTI BIANCHI

Ivan Montone

Ivan Montone, ha rappresentato per un tempo infinito un elemento di spicco nel campo della giustizia, prima, per oltre 20 anni, come pm d’assalto della Procura napoletana, titolare di indagini delicate sulla criminalità economica, quando questo tipo di inchieste non erano di moda. In particolare coordinò i principali filoni del processo FIAT a Torino, interrogando anche l’intoccabile Agnelli e sequestrando migliaia di cartelle segrete sulla vita privata degli operai, che venivano seguite dal datore di lavoro, che spesso dava luogo a licenziamenti per motivi politici. L’inchiesta ebbe grande impatto mediatico e per giorni uscì sui principali quotidiani.
Prima di chiudere la sua carriera in Cassazione, come presidente di sezione, nelle vesti di sostituto presso la procura napoletana, arrestò per brogli l’intera giunta comunale di Quarto, ad eccezione del sindaco.
Andato in pensione, sentendosi ancora giovane, sia nel corpo che nello spirito, si dedicò alla professione di avvocato, incontrando subito un grande successo, difendendo prevalentemente, per non dire unicamente, colletti bianchi.
Tra i clienti alieni: 'o malommo, che incontrai una volta nel suo studio.
Tra i clienti doc, a parte professionisti, amministratori ed imprenditori finiti tra le maglie vischiose di tangentopoli ed usciti quasi tutti assolti, vi è stato per 35 anni il sottoscritto, più volte difeso ed assolto, tranne, purtroppo l’ultima volta.
Tra noi si era creato un rapporto di rara affettuosità e rispetto reciproco e debbo confessarlo, quando, alcuni giorni fa ho letto la notizia della sua scomparsa ho pianto disperato.
Quando era in magistratura ha formato una generazione di sostituti procuratori agguerriti e divenuto avvocato, ha forgiato i suoi più stretti collaboratori, in primis, il figlio Stefano, oggi uno dei più illustri penalisti napoletani, difensore tra gli altri del sottosegretario Nicola Cosentino. Ha rivestito altre cariche professionali ed ha esercitato fino a pochi giorni fa, quando ha discusso e vinto la sua ultima causa.
La sua scomparsa, ad un passo dall’immortalità, come acutamente ha scritto un estimatore nel suo necrologio, è stata commemorata dal presidente dell’ordine Caia, il quale ha ricordato che pochi giorni prima avevano festeggiato assieme il suo novantesimo compleanno.
Una grande perdita per il foro napoletano che con Ivan Montone ha perso uno degli ultimi epigoni di una gloriosa tradizione forense.



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